14/06/2026 - 16:52
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Rendere il turismo nel Mediterraneo più sostenibile e più resiliente, esperti a confronto a Spotorno

 L’assessore regionale al Turismo Luca Lombardi è intervenuto questa mattina a Spotorno al workshop sulle esperienze di turismo rigenerativo organizzato nella due giorni del ‘Comitato di Pilotaggio’ di Regenera4MED, il progetto europeo finanziato dal programma Interreg Euro-MED dedicato a rendere il turismo nel Mediterraneo più sostenibile e più resiliente. Quella ligure, legata anche alla presenza dell’Area Marina Protetta Isola di Bergeggi, è stata quindi confermata anche in ambito europeo una realtà territoriale di valore internazionale.
Le altre aree pilota del pionieristico progetto Regenera4MED sono Marine Villages (Catalogna, Spagna), Parco Nazionale della Maiella (Regione Abruzzo), Agia Pelagia (Creta, Grecia), Balagna (Corsica, Francia), Ager/Khora Pharu (Spalato, Croazia).

“L’area pilota del Golfo dell’Isola e dei suoi quattro Comuni, Spotorno capofila, Bergeggi, Noli e Vezzi Portio, è il territorio giusto per sperimentare un modello di turismo che non si limita a fare meno danni ma che aiuta davvero a prendersi cura dei luoghi e delle comunità – ha detto Lombardi nel corso del panel – Questa è una terra che abbraccia mare, entroterra, borghi storici, biodiversità ed è soggetta a una forte pressione turistica, concentrata nei mesi estivi ma caratterizzata al contempo da un’offerta turistica diversificata, nonostante sia un comprensorio di dimensioni contenute. Sono fondamentali, in questa prospettiva, la destagionalizzazione e la sinergia tra costa ed entroterra, così come la valorizzazione dei sentieri, del cicloturismo e di tutte quelle esperienze che permettono una fruizione più equilibrata, più consapevole e più distribuita del territorio. Le politiche regionali vanno proprio in questa direzione: strutturare un modello di offerta turistica sostenibile, diffusa, accessibile e inclusiva, profondamente radicato nell’identità autentica dei territori”.

Il progetto Regenera4MED rappresenta per la Liguria un’opportunità concreta, un confronto con altre regioni mediterranee che stanno affrontando queste stesse sfide: “Il turismo rigenerativo ci chiede di fare un importante passo in più rispetto alla sostenibilità: non soltanto ridurre gli impatti, ma generare valore positivo per i territori, per l’ambiente e per le comunità locali – ha aggiunto Lombardi – È un approccio che guarda al turismo come a uno strumento capace di lasciare i luoghi in condizioni migliori, ma soprattutto come parte di un sistema di relazioni, in cui il turismo non è isolato, ma si intreccia con ambiente, comunità e sviluppo locale. Come Regione crediamo molto in questo approccio: il turismo del ‘futuro’ deve creare sinergie tra ambiente, qualità della vita dei residenti e sviluppo economico dei territori. Progetti come Regenera4MED ci aiutano a fare un passo avanti rispetto a dove ci troviamo adesso”.

“Il Golfo dell’Isola è una comunità che da anni lavora come una destinazione integrata, mettendo in rete Spotorno, Bergeggi, Noli e Vezzi Portio – aggiunge il sindaco di Spotorno, Mattia Fiorini – Grazie a Regenera4MED e al supporto di Regione Liguria, abbiamo l’opportunità di rafforzare una governance condivisa e confrontarci con altre realtà del Mediterraneo che affrontano sfide analoghe alle nostre. L’obiettivo è promuovere un turismo sempre più sostenibile e rigenerativo, valorizzando il patrimonio ambientale e culturale del territorio e di generare benefici per le comunità locali. La tutela della biodiversità e dell’Area Marina Protetta Isola di Bergeggi rappresentano la bussola delle nostre scelte e la base su cui costruire una destinazione di qualità”.

“Per noi questi progetti sono una necessità, oltre che un’opportunità. Come Area Marina Protetta, da soli non avremmo la forza di costruire determinate relazioni e collaborazioni. Il coinvolgimento della Regione e la partecipazione ad altri progetti europei danno respiro alle nostre attività e ci consentono di confrontarci con buone pratiche e iniziative innovative sviluppate dagli altri partner. Particolare attenzione è dedicata alla promozione di una fruizione sostenibile e alla rigenerazione del mare e delle sue risorse, con l’obiettivo di rendere il Golfo sempre più sostenibile sotto il profilo sociale ed economico, a beneficio non solo del turismo, ma anche delle comunità locali”. Così il direttore dell’Area Marina Protetta Isola di Bergeggi, Davide Virzì.

Capofila del progetto è il Catalan Tourism Board e gli altri partner sono B-Link, il Crpm (Conferenza delle Regioni Periferiche Marittime), la Regione di Creta, la Regione Abruzzo, Zrc Sazu della Slovenia, l’Agenzia del turismo della Corsica, l’università del Peloponneso e Rera Sd della Croazia, mentre per la Liguria lavorano oltre agli uffici regionali, i Comuni del Golfo dell’Isola, l’Area Marina Protetta di Bergeggi, la Cooperativa Dafne e la Fondazione di partecipazione Turismo Responsabile Aitr Ets, Agenzia InLiguria e StudioWiki. Al workshop hanno preso parte anche le professoresse Daniela Ambrosino e Stefania Mangano di Università di Genova, che hanno già realizzato lo studio sulla vulnerabilità dell’area, la professoressa Carmen Bizzarri di Università europea di Roma, Luca Tixi fondatore di Outbe Srl.

Turismo digitale, l’algoritmo al posto del tour operator: i giovani scelgono le vacanze su Instagram e TikTok

Le vacanze del 2026 iniziano sempre più spesso con uno scroll sullo smartphone. Secondo una recente indagine sul turismo digitale, il 79% dei giovani appartenenti alle generazioni Millennial e Gen Z sceglie mete e itinerari lasciandosi ispirare dai contenuti visualizzati su Instagram e TikTok. Un cambiamento che sta trasformando il modo di viaggiare e che vede gli algoritmi sostituire, almeno in parte, il ruolo svolto per decenni dai tour operator.

Dal catalogo al feed: la rivoluzione delle vacanze

Per anni la scelta di una vacanza passava attraverso cataloghi, guide turistiche e consigli degli operatori del settore. Oggi, invece, il primo passo è spesso aprire Instagram o TikTok. Secondo il Global Travel Trends 2026 sul comportamento dei viaggiatori più giovani, il 79% di Millennials e Gen Z utilizza i social come principale fonte di ispirazione per decidere dove andare e quali esperienze vivere.

Un reel che mostra una spiaggia nascosta, un video girato in un borgo sconosciuto o una recensione spontanea di un ristorante possono influenzare migliaia di persone nel giro di poche ore. Gli algoritmi delle piattaforme suggeriscono continuamente nuove destinazioni, trasformandosi di fatto nei nuovi consulenti di viaggio.

Viaggiare per vivere, ma anche per raccontare

La ricerca evidenzia anche un altro aspetto interessante: una larga parte dei giovani è disposta a provare esperienze particolari o fuori dall’ordinario perché considerate interessanti da condividere online. Il viaggio diventa così non soltanto un momento da vivere, ma anche una storia da raccontare attraverso foto, video e contenuti social.

Nascono così itinerari costruiti attorno a location diventate virali, locali scoperti grazie ai creator o attività capaci di generare immagini spettacolari. In molti casi la destinazione stessa viene scelta proprio perché vista ripetutamente nel proprio feed, alimentando un circolo virtuoso — o vizioso — tra popolarità online e flussi turistici reali.

Opportunità e rischi di un turismo guidato dagli algoritmi

Questo fenomeno offre nuove opportunità ai territori meno conosciuti, che possono ottenere una visibilità internazionale senza investimenti pubblicitari milionari. Molti borghi, parchi naturali e attività locali hanno visto aumentare il numero di visitatori proprio grazie alla diffusione sui social.

Allo stesso tempo, però, esistono alcuni rischi. La viralità può portare in poco tempo a fenomeni di sovraffollamento, mentre immagini e video accuratamente selezionati possono creare aspettative difficili da soddisfare.

Nonostante queste criticità, una cosa appare evidente: per una generazione cresciuta con lo smartphone in mano, il tour operator non è più una persona seduta dietro una scrivania, ma un algoritmo che conosce gusti, interessi e desideri e suggerisce, un contenuto dopo l’altro, la prossima destinazione da mettere in valigia.

Fonte Quotidiano Nazionale

Confermate dal ministro Mazzi le agevolazioni per le staff house di Alassio e Magliolo

L’assessore regionale al Turismo Luca Lombardi ha incontrato il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi nell’ambito dell’evento ‘Campioni del mondo – Italia loves Unesco’ che si è tenuto ieri sera all’Arena di Verona alla presenza anche del vicepresidente di Regione Liguria Simona Ferro.

“Ho ringraziato il ministro per il decreto relativo alle agevolazioni per le staff house: ho avuto conferma che alla Liguria sono stati assegnati oltre un milione di euro per le quattro strutture che beneficeranno delle agevolazioni – ha detto Lombardi – Si sosterranno i costi per la locazione degli alloggi con l’intento di favorire condizioni abitative dignitose e stabili per i lavoratori del settore. Questa misura quindi è un ulteriore sostegno per le imprese del settore che va ad unirsi ai bonus erogati dal Patto del Lavoro nel Turismo”.
Le 4 staff house della Liguria in questione sono tre alberghi, a Zoagli, Alassio e Rapallo, e una locazione turistica a Magliolo.

Ecologia e turismo sostenibile: assegnate le “Cinque Vele” 2026 a mari e laghi italiani

 È stata pubblicata l’edizione 2026 della guida “Il Mare più bello”, il tradizionale appuntamento che premia le località balneari e lacustri italiane capaci di coniugare la bellezza del territorio con una gestione ambientale eccellente. Per i biologi e gli esperti di scienze ambientali, questa classifica rappresenta un importante indicatore dello stato di salute delle nostre coste e dell’efficacia delle politiche di conservazione della biodiversità marina e delle acque interne.

Il podio del mare: Sardegna e Puglia al vertice. La Sardegna si conferma la regina indiscussa del mare italiano, guidando la classifica con ben sei località a “Cinque Vele”. I riconoscimenti premiano la gestione virtuosa di ecosistemi complessi: da Posada e San Teodoro a Santa Teresa di Gallura nel nord, fino a Baunei a est e Domus de Maria a sud. Di particolare rilievo scientifico e conservazionistico è il riconoscimento a Cabras, sulla costa occidentale, custode dell’Area Marina Protetta della Penisola del Sinis e dell’Isola di Mal di Ventre. Segue la Puglia con cinque vessilli, concentrati nell’Alto Salento Ionico (Nardò e Gallipoli), nell’Alto Salento Adriatico (Otranto e Melendugno) e sul Gargano (Vieste), a testimonianza di un impegno diffuso nella tutela delle acque pugliesi.

Le altre eccellenze costiere. La Toscana si aggiudica quattro bandiere, tutte localizzate nella provincia di Grosseto (Castiglione della Pescaia, Marina di Grosseto, Capalbio e Isola del Giglio), evidenziando l’efficacia della gestione ambientale della Maremma. Tre località premiate per la Campania, tutte nella provincia di Salerno (Castellabate, Pollica-Acciaroli-Pioppi e San Giovanni a Piro). Chiudono la classifica marina la Liguria, con le Cinque Terre, e la Basilicata, con la perla tirrenica di Maratea.

Acque interne: il Trentino-Alto Adige guida i laghi. Sul fronte degli ecosistemi lacustri, fragili indicatori dei mutamenti climatici e della pressione antropica, il Trentino-Alto Adige si conferma al top della classifica 2026. La regione vanta tre laghi a Cinque Vele: Molveno, Fiè e Monticolo. Il monitoraggio scientifico premia l’eccellenza anche in altre regioni:

Piemonte: Lago di Avigliana e Cannero Riviera (Lago Maggiore).Veneto: Lago del Mis e Lago di Santa Croce. Lombardia: Gardone Riviera e Toscolano Maderno, sulla sponda bresciana del Lago di Garda. Abruzzo: Lago di Scanno, nel cuore dell’Appennino centrale.

Il ruolo della biologia ambientale. I riconoscimenti assegnati dalla guida non valutano la mera attrattiva turistica, ma parametri rigorosi come la qualità delle acque, la gestione dei rifiuti, la presenza di aree protette e la tutela della flora e della fauna locali. Per la FNOB, questi risultati sottolineano l’importanza cruciale della figura del biologo ambientale e marino, professionista indispensabile nel monitoraggio delle matrici ambientali, nella pianificazione sostenibile del territorio e nella salvaguardia del nostro immenso patrimonio naturale.

Fonte Agenbio

Lavoro, in provincia di Savona sono previste 10.720 assunzioni da parte delle imprese

Proseguono le rilevazioni mensili della Camera di Commercio Riviere di Liguria sui dati Excelsior. L’indagine si focalizza sulle principali caratteristiche delle entrate programmate dalle imprese savonesi nel mese di maggio 2026, con focus sulle tendenze occupazionali per il periodo maggio – luglio 2026.

Come emerge dalle elaborazioni del Servizio Informazione economica e orientamento al lavoro della Camera di Commercio Riviere di Liguria sui dati dell’analisi Excelsior, sono 3.010 le entrate complessive programmate a maggio in provincia di Savona. In Liguria, a maggio, le previsioni occupazionali si attestano sulle 14.000 unità, mentre a livello nazionale sono 544.000 i lavoratori ricercati dalle imprese. Nel Savonese sono 10.720 le entrate previste tra maggio e luglio 2026.

Analizzando nel dettaglio il mese di maggio, si rileva che in provincia di Savona nel 14% dei casi le entrate previste saranno stabili, ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre nell’86% saranno a termine (a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita). Le entrate previste si concentreranno per il 79% nel settore dei servizi, per il 79% nelle imprese con meno di 50 dipendenti e l’8% sarà destinato a dirigenti, specialisti e tecnici, quota inferiore alla media nazionale (13%). In 48 casi su 100 le imprese prevedono di avere difficoltà a trovare i profili desiderati e per una quota pari al 32% le assunzioni interesseranno giovani con meno di 30 anni. 

Per una quota pari al 25% le imprese prevedono di assumere personale immigrato. Il 5% delle entrate previste sarà destinato a personale laureato e le tre figure professionali più richieste concentreranno il 50% delle entrate complessive previste. Per una quota pari al 63% delle entrate viene richiesta esperienza professionale specifica o nello stesso settore e le imprese che prevedono assunzioni saranno pari al 22% del totale. 

Nel mese di maggio le entrate previste nei principali settori di attività sono: Servizi di alloggio, ristorazione e turistici (1.070), Servizi alle persone (650), Commercio (310), Servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone (180) e Costruzioni (160).

L’indagine del Sistema Informativo Excelsior è realizzata da Unioncamere in accordo con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

A partire dal primo pomeriggio di domani, venerdì 29 maggio, prenderà il via il piano di smontaggio dei cantieri autostradali in vista del prossimo ponte festivo del 2 giugno.

A partire dal primo pomeriggio di domani, venerdì 29 maggio, prenderà il via il piano di smontaggio dei cantieri autostradali in vista del prossimo ponte festivo del 2 giugno.
“Si tratta di un piano condiviso con i territori e con i concessionari per rendere più fluido il traffico nei periodi festivi, senza per questo rallentare l’avanzamento dei lavori: nei prossimi giorni turisti e residenti avranno a disposizione una rete autostradale quasi del tutto sgombra dalle lavorazioni da Ventimiglia a Luni – spiega l’assessore regionale alle Infrastrutture Giacomo Raul Giampedrone -. Per quanto riguarda i lavori del nodo di Busalla, come stabilito dal tavolo tecnico voluto dal Mit e dalla Regione per condividere la programmazione con il territorio e i suoi sindaci, non sono previste sospensioni durante la primavera e l’estate. In questo modo si potrà arrivare alla conclusione degli interventi con un anno di anticipo rispetto al programma iniziale, garantendo al contempo la costante apertura del casello di Busalla”.

Dettaglio Aspi:

– A10 e A12 completamente libere

– In A26 restano attivi due cantieri tra Masone e Ovada e un cantiere tra Ovada e l’Allacciamento con D26, ma ovunque saranno garantite le due corsie per senso di marcia

– Esclusi dagli smontaggi sulla A7 Genova – Milano il nodo di Busalla e il cantiere della galleria Monreale nella zona a nord di Ronco Scrivia dove, in accordo con i sindaci della Valle Scrivia, i lavori per l’ammodernamento proseguiranno per consentirne la conclusione con un anno di anticipo. Per far fronte alle giornate di maggior traffico in direzione nord durante i rientri dalle festività fino a Ronco Scrivia verranno garantite due corsie.

Dettaglio Concessioni del Tirreno e Autostrada dei Fiori:

​- A10 Savona – Ventimiglia: dalle ore 14​ del 29 maggio alle 12 del 3 giugno i cantieri verranno rimossi per avere 2 corsie in entrambe le direzioni

​- A12 Sestri Levante – Livorno: dalle ore 14 del 29 maggio alle 12 del 3 giugno i cantieri verranno rimossi/riconfigurati per assicurare 2 corsie in entrambe le direzioni.

– A6 Torino – Savona: dalle ore 14 del 29 maggio alle 12 del 3 giugno i cantieri verranno rimossi/riconfigurati per assicurare 2 corsie nella direzione di traffico prevalente ed avere la massima capacità di deflusso

Crescono i flussi turistici nel primo trimestre 2026, +4,2% arrivi, +7,5% presenze

Il turismo italiano nel primo trimestre dell’anno ha goduto di ottima salute e potrebbe prepararsi a nuovi exploit soprattutto grazie agli stranieri, anche se l’estate che si profila potrebbe essere complicata, tra caro prezzi e tensioni internazionali e sanitarie.

Lo certifica l’Istat che in una nota statistica flash registra 23 milioni di arrivi e 71,6 milioni di presenze turistiche con un aumento tendenziale rispettivamente del 4,2% e del 7,5%.

La crescita dei pernottamenti è trainata soprattutto dalla componente straniera (+12,3%), che rappresenta il 54,6% delle presenze totali, confermando il ruolo sempre più rilevante del turismo internazionale. Le presenze dei turisti sono in crescita in tutti i mesi del trimestre, con incrementi più ampi per i turisti italiani nei mesi di febbraio e marzo e una componente straniera in forte espansione soprattutto a marzo. Nel dettaglio rispetto al 2025, infatti, le variazioni più consistenti delle presenze sono state registrate a febbraio e marzo: rispettivamente +3,4% e +2,7% per i turisti italiani e +11,3% e +17,4% per quelli stranieri.

La crescita tendenziale delle presenze interessa sia gli esercizi alberghieri sia quelli extra-alberghieri, ma con intensità differenti. Gli alberghi registrano una crescita più contenuta (+3,9%), mentre il comparto extra-alberghiero evidenzia un aumento molto sostenuto (+14,7%). Nel dettaglio il settore alberghiero ha ospitato 16,0 milioni di arrivi e 46,3 milioni di presenze. L’extra-alberghiero – considerando anche gli alloggi privati in case e appartamenti dati in affitto per periodi brevi per finalità turistiche – ha contribuito con oltre 6,9 milioni di arrivi e 25,3 milioni di presenze. Anche all’incremento degli arrivi ha contribuito soprattutto la componente straniera (+10,2%). Gli arrivi dei residenti registrano invece una lieve diminuzione (-0,8%), dovuta alla flessione nel comparto alberghiero.


Negli esercizi extra-alberghieri è aumentata la presenza dei clienti italiani (+6,5%), ma soprattutto di quelli stranieri (+21,5%). Negli alberghi a una presenza domestica rimasta sostanzialmente stabile (+0,2%) si affianca una crescita più vivace della clientela straniera (+7,5%). Nel primo trimestre, la permanenza media dei clienti negli esercizi ricettivi è pari a 3,12 notti: sostanzialmente stabile rispetto al 2025 e maggiore per gli stranieri (3,53 notti) rispetto agli italiani (2,74 notti).

Soddisfatto il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, che a margine dell’Assemblea nazionale di Confindustria commenta così all’ANSA: “Bene le stime Istat che confermano l’andamento già tracciato dal ministero. Crescono gli stranieri, grazie al consolidato ruolo internazionale dell’Italia, e cresce anche la componente domestica. Aumentano anche i mesi non canonici, febbraio e marzo su tutti, segno che si va verso un turismo ‘tutto l’anno’, senza più stagioni, ma una stagione sola: la stagione del turismo italiano che dura 12 mesi l’anno. Avanti così. Pensiamo positivo e restiamo ottimisti”.

Fonte Ansa

Ligurian Riviera alla prova dell’estate, tra il record di Bandiere Blu e il nodo della carenza di personale

Voglia di relax, buona cucina, attività all’aria aperta e, soprattutto, tanto mare. La Ligurian Riviera si prepara a vivere il primo vero banco di prova della stagione con il ponte del 2 giugno. Complici le temperature in rialzo che hanno già regalato un assaggio d’estate nei fine settimana passati, l’ottimismo tra gli operatori del settore è palpabile. Gli alberghi da Varazze ad Andora sono pronti a registrare un aumento di arrivi e presenze già da venerdì, accogliendo un flusso eterogeneo di coppie e famiglie, con una quota sempre più significativa di turisti stranieri, moltissimi quelli che hanno raggiunto il Savonese grazie alla festa di Pentecoste. A trainare le prenotazioni è un’offerta del territorio che sa rinnovarsi. Come sottolineato da Stefania Piccardo, presidente dell’Unione provinciale albergatori di Savona: «La Riviera è pronta a far vivere un’esperienza a tutto tondo. Non si tratta più solo di voglia di tintarella, ma di accontentare chi cerca qualcosa di più vivo e interessante. E il nostro territorio offre un mix vincente capace di unire le tradizioni locali, l’enogastronomia d’eccellenza e la sostenibilità. Il fiore all’occhiello restano comunque le spiagge, con la Liguria che si conferma saldamente in vetta alla classifica nazionale per il maggior numero di Bandiere Blu ottenute nelle settimane scorse. La provincia di Savona, in particolare, sta intercettando con successo la crescente domanda di turismo esperienziale. La forza del territorio risiede nella sua unicità geografica: la capacità di concentrare il mare, i borghi storici e un entroterra selvaggio nel giro di pochissimi chilometri». Carlo Scrivano, direttore dell’Unione albergatori, conferma i segnali positivi per i mesi caldi, evidenziando come «i turisti premino sempre di più quelle strutture che valorizzano la filiera corta e promuovono un modello di accoglienza consapevole e rispettoso dell’ambiente». Tuttavia, dietro le quinte di questo scenario lusinghiero, non mancano le spine nel fianco che preoccupano le imprese balneari e ricettive. In cima alla lista delle criticità rimangono i nodi legati alle infrastrutture e ai trasporti. «La richiesta corale – conferma Carlo Scrivano – è quella di collegamenti più efficienti e di autostrade finalmente libere dai cantieri, un fattore cruciale per non scoraggiare i turisti a raggiungere la Riviera. Accanto a questo, resta centrale il tema della destagionalizzazione, che necessita di sostegni più incisivi per allungare i mesi di lavoro. La vera emergenza di questa vigilia estate, però, è un’altra: la carenza di personale qualificato. Trovare manodopera specializzata nei servizi di accoglienza e nella ristorazione – dice il direttore di Upasv – è diventato un’impresa. I bonus assunzionali previsti dalla Regione Liguria rappresentano certamente una boccata d’ossigeno, ma non bastano. Il sistema ricettivo locale deve infatti navigare in un mercato globale estremamente competitivo, caratterizzato da un boom di prenotazioni last-minute e da una clientela che, complice il contesto economico attuale, mostra una soglia di attenzione ai prezzi sempre più alta. La sfida per la Riviera è aperta: la bellezza c’è, ora serve il supporto strutturale per farla correre».

L’estate degli italiani (e non solo): il turismo 2026 tra incertezze e viaggi di prossimità

Meno voli intercontinentali, più viaggi di prossimità: per l’estate 2026 si registra un calo dei flussi turistici dagli Stati Uniti verso l’Europa, a causa di fattori geopolitici ed economici, a partire dalla guerra in Iran, passando per l’aumento dei prezzi del petrolio, l’incertezza sugli approvvigionamenti di carburante per gli aerei e l’inflazione. Per l’Italia, il secondo Paese Ue più visitato dopo la Spagna, un paracadute al calo dei visitatori oltreoceano può essere rappresentato dai turisti nazionali ed europei, che mostrano una preferenza crescente per le destinazioni domestiche, più vicine e sicure. A dirlo è la ricerca firmata Sojern (agenzia di marketing specializzata nel settore viaggi) per “Il Sole 24 Ore”, secondo cui cresce sul web l’interesse per le vacanze nel Belpaese.
Rispetto al 2025 le prenotazioni di voli per l’Italia registrano, infatti, un aumento del +25%, mentre la ricerca degli hotel un +20%. Segnali importanti e incoraggianti, seppur basati su dati non definivi, in quanto ancora la maggior parte delle vacanze deve ancora essere programmata e prenotata. “Per l’Italia sarà fondamentale aumentare il valore percepito dell’offerta, lavorando sulla destagionalizzazione, sulla promozione di territori meno congestionati e su esperienze autentiche ad alta componente culturale ed enogastronomica. Azioni di sviluppo per la domanda domestica, anche di corto raggio, sono da considerare interessanti, visto l’interesse dichiarato dagli italiani”, afferma, a WineNews, Roberta Garibaldi, docente all’Università di Bergamo e presidente Aite-Associazione Italiana Turismo Enogastronomico. Nel 2026 gli italiani sembrano non rinunciare alle vacanze estive, ma le affrontano con una prudenza senza precedenti. Il 70% degli intervistati ha intenzione di concedersi un viaggio nei prossimi quattro mesi, ma questo desiderio deve fare i conti con un clima di tensione e forte incertezza globale che sta influenzando profondamente le scelte. Queste le principali evidenze anche della ricerca dell’Istituto Piepoli “Turismo: prospettive e opportunità per l’estate 2026”.
Certo, gli arrivi domestici non potranno sostituire il mercato statunitense: basti pensare che nel 2025 i turisti americani hanno speso nel nostro Paese 6,605 miliardi di euro. Ad oggi sono ancora loro a mantenere il primato per ricerche di hotel in Italia, ma con un calo del -6,1%. Secondo quanto affermato da Luca Romozzi, commercial director Europe di Sojern, non è il caso di essere catastrofici: anzi, i dati sulle partenze dagli Stati Uniti verso l’Italia suggeriscono un possibile cambiamento nelle scelte dei turisti americani, con una crescita di interesse per il “fine estate”. Per quanto riguarda gli italiani la voglia di viaggiare rimane, ma per le ferie estive si preferisce rimanere in Europa e in Italia: sullo stesso periodo 2024 le ricerche sul web per hotel in Italia sono cresciute del +31,5%.
Una tendenza confermata dal nuovo sondaggio dell’Istituto Piepoli – condotto su un campione rappresentativo di 500 intervistati – che rivela come, nonostante una forte voglia di viaggiare, oltre la metà degli italiani (54%) ha cambiato idea o è incerta sul da farsi a causa del complesso e instabile scenario mondiale. L’aumento dei prezzi (voli, energia, inflazione) e la sicurezza sono le due principali preoccupazioni. La destinazione preferita rimane l’Italia (56%), seguita dall’Europa (29%) e dai Paesi extra Ue (9%). Il dato più significativo dello studio riguarda il cambiamento delle abitudini dovuto alla situazione internazionale: il 54% degli intervistati, infatti, ammette di aver modificato i propri piani. In particolare, il 23% si è orientato verso mete considerate più sicure e il 21% ha scelto di restare nei confini nazionali rinunciando all’estero.
La situazione internazionale pesa “molto o abbastanza” sulle decisioni di viaggio per ben il 67% del campione. La preoccupazione principale che guida queste scelte è l’aumento dei prezzi (65%): il caro voli, l’energia e l’inflazione rappresentano l’ostacolo maggiore. E il “caro vita” pesa, inevitabilmente, sui portafogli: se il 48% manterrà lo stesso budget dell’anno scorso, ben il 34% degli italiani si vede costretto a diminuire la spesa per le vacanze rispetto all’anno precedente. Questo scenario si inserisce, poi, in un contesto psicologico complesso: il sentimento generale nei confronti della vita è peggiorato per il 45% degli intervistati negli ultimi mesi, con una minima parte che vede, invece, dei miglioramenti (9%). “I dati della ricerca dell’Istituto Piepoli confermano che il turismo resta un pilastro fondamentale del nostro sistema economico – afferma il presidente della Camera di Commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti – ma ci dicono anche che siamo di fronte a un viaggiatore profondamente prudente e informato. Se da un lato il 70% degli italiani non intende rinunciare a un periodo di vacanza, dall’altro emerge una chiara richiesta di protezione: protezione del proprio potere d’acquisto, minacciato dall’aumento dei prezzi, e protezione della propria sicurezza in un contesto internazionale instabile. Come Camera di Commercio di Roma – conclude Tagliavanti – riteniamo che questa forte spinta verso le mete nazionali possa rappresentare anche un’opportunità che le nostre imprese devono saper cogliere, puntando su un’offerta di qualità che sappia bilanciare alti standard a costi sostenibili. La sfida per l’estate 2026 non sarà solo attrarre più visitatori, ma trasmettere valori come accoglienza, qualità e sicurezza che, oggi più che mai, rappresentano il vero valore aggiunto del made in Italy”.
“Il rallentamento della domanda turistica dagli Stati Uniti verso l’Europa conferma un cambiamento nei comportamenti di viaggio degli americani – spiega Roberta Garibaldi – pur restando l’Italia una destinazione fortemente desiderata e percepita come sicura, il peso crescente dell’inflazione, dei costi di viaggio e del tasso di cambio sta riducendo la propensione ai viaggi intercontinentali. È quanto emerge dalla nostra ricerca con Aite – Associazione Italiana Turismo Enogastronomico, anche se il 57% degli intervistati dichiara probabile una vacanza italiana nei prossimi 12 mesi. In parallelo – continua Garibaldi – si rafforza la tendenza verso viaggi di prossimità e destinazioni considerate più accessibili economicamente, fenomeno che potrebbe incidere sui flussi turistici internazionali del 2026. Per l’Italia sarà quindi fondamentale aumentare il valore percepito dell’offerta, lavorando sulla destagionalizzazione, sulla promozione di territori meno congestionati e su esperienze autentiche ad alta componente culturale ed enogastronomica. Azioni di sviluppo per la domanda domestica, anche di corto raggio, sono da considerare interessanti, visto l’interesse dichiarato dagli italiani”.
A confermare la solidità del sistema arrivano anche i dati del Ministero del Turismo, secondo cui tra gennaio e marzo gli arrivi turistici sono aumentati del 5,5%, mentre le presenze – cioè il numero complessivo di notti trascorse nelle strutture ricettive – sono cresciute del 6,8%. Il tutto in un contesto di prezzi più competitivi: le strutture ricettive italiane hanno registrato tariffe mediamente inferiori del 7% sul 2025 durante i ponti di primavera. Il mercato internazionale rimane il grande motore dell’incoming italiano. Sono oltre 76 milioni i turisti stranieri attesi nelle destinazioni italiane, confermando il peso crescente del mercato estero, che vale, ormai, oltre il 55% delle presenze complessive previste. Un primato che si costruisce su un brand-Paese tra i più forti al mondo: cultura millenaria, enogastronomia, paesaggi unici.
Secondo l’analisi di Federturismo la Banca d’Italia, nel suo aggiornamento di inizio anno, ha confermato la traiettoria positiva. A gennaio 2026, le entrate turistiche sono cresciute del 3,8% sullo stesso mese 2025, con la crescita della spesa dei viaggiatori esteri dovuta in misura sostanzialmente analoga a quelli provenienti dai Paesi Ue (3,8%) e a quelli dai paesi extra-Ue (3,6%). L’avanzo della bilancia turistica si è attestato, nel complesso del 2025, a 22,7 miliardi di euro – l’1% del Pil. Quanto ai mercati di provenienza, la fotografia è articolata. I Paesi europei – Germania, Francia, Paesi Bassi, Austria, Svizzera – restano stabilmente in cima ai flussi verso l’Italia. Nel 2024 erano aumentate soprattutto le entrate da alcuni Paesi dell’area dell’euro, principalmente Germania e Spagna, e dall’Asia. Sul fronte americano, invece, si apre una crepa.
L’estate 2026 del turismo italiano è, dunque, uno specchio fedele del tempo che viviamo: resiliente, ma ansioso, ricco di numeri positivi eppure attraversato da correnti di incertezza. Chi saprà leggere i segnali – puntando su qualità, autenticità ed esperienza – avrà un vantaggio enorme, con la certezza che il Belpaese resta una destinazione irresistibile per i turisti di tutto il mondo.

Fonte Winenews

Routes Europe di Rimini, la Regione promuove la Liguria come destinazione internazionale

Per la prima volta Regione Liguria prende parte alla manifestazione Routes Europe insieme all’Aeroporto di Genova, entrando così in uno dei più importanti appuntamenti europei dedicati al mondo delle rotte aeree e della mobilità internazionale. Nei corridoi del Palacongressi di Rimini si incontrano compagnie aeree, aeroporti, enti turistici e destinazioni provenienti da tutta Europa, e la Liguria sceglie di esserci presentandosi come un territorio capace di andare ben oltre la dimensione della mera vacanza estiva.

“Come Regione Liguria, in partnership con l’aeroporto Cristoforo Colombo che l’anno scorso ha superato 1,5 milioni di passeggeri registrando il record assoluto che certifica Genova e la Liguria quale importante meta turistica, partecipiamo per la prima volta a Routes Europe la principale fiera europea dedicata allo sviluppo delle rotte aeree – dichiara l’assessore regionale al Turismo Luca Lombardi –. Siamo a Rimini con l’obiettivo di rafforzare la connettività internazionale e l’attrattività turistica del territorio”.

Anche durante questa seconda giornata di fiera, lo stand ligure diventa uno spazio di incontro e confronto con operatori e vettori internazionali interessati a conoscere più da vicino il potenziale della regione. L’obiettivo è rafforzare i collegamenti con Genova e con l’intero territorio ligure, mostrando come dietro una destinazione turistica ci sia un sistema compatto fatto di istituzioni, infrastrutture, accoglienza e imprese.

“Come Aeroporto di Genova siamo felici di partecipare insieme a Regione Liguria a uno degli appuntamenti più importanti al mondo per la mobilità aerea dove poter consolidare ulteriormente il dialogo con le compagnie e, più in generale, gli operatori del settore” ha dichiarato Francesco D’Amico, Direttore Generale Aeroporto di Genova –. L’aeroporto Cristoforo Colombo di Genova – ha proseguito D’amico –, svolge un ruolo strategico non solo come porta di accesso a una regione, la Liguria, capace di concentrare un patrimonio straordinariamente ricco di mare, borghi, cultura, outdoor ed eccellenze enogastronomiche, ma anche come infrastruttura strategica a servizio dello sviluppo economico della regione. Per costruire nuove opportunità di collegamento e sostenere una domanda turistica sempre più distribuita durante tutto l’anno è fondamentale la collaborazione con le istituzioni del territorio. Occasioni come queste evidenziano come attraverso un approccio sistemico è possibile valorizzare appieno il potenziale della Liguria sui mercati nazionali e internazionali”.

La partecipazione a Routes Europe si inserisce infatti in una strategia più ampia che punta a rendere la Liguria sempre più raggiungibile in ogni stagione, favorendo flussi distribuiti lungo tutto l’anno e valorizzando un’offerta unica nel panorama internazionale.
Anche lo stand mira a raccontare questa idea di Liguria: non uno spazio puramente espositivo, quindi, ma un ambiente immersivo pensato per evocare atmosfere, colori e paesaggi tipici della regione. A completare l’esperienza, la degustazione di dolci tipici liguri, a cura del genovese Biscottificio Grondona, proposta come gesto di accoglienza e occasione di dialogo informale tra incontri e appuntamenti di lavoro.