08/08/2026 - 18:47
rete fidi liguria

Carlo Scrivano (Upasv): “In Riviera quasi tutto sold out in alberghi e spiagge per Ferragosto”

In Riviera quasi tutto sold out in alberghi e spiagge per Ferragosto. «Mentre la prima settimana di agosto è storicamente un po’ sottotono, nelle due centrali, quando anche molte aziende in Piemonte e Lombardia chiudono, gli alberghi saranno sold out con un’occupazione prevista per i prossimi giorni pari al 98% e quindi con una tendenza al tutto esaurito – spiega Carlo Scrivano, direttore dell’Unione Provinciale degli Albergatori di Savona – Quest’anno la sensazione è che le case-vacanza e anche le seconde case siano più vuote rispetto alle estati precedenti. I turisti hanno preferito i servizi offerti dagli hotel. In generale la tendenza è quella di fare più vacanze ma di meno giorni». La Riviera resta competitiva e si conferma anche ad agosto tra le destinazioni più ricercate da italiani e stranieri.

«Certamente – prosegue Scrivano – fare rete funziona e i risultati si vedono. Molto apprezzata dai turisti che pernottano in una delle strutture ricettive convenzionate, è la Tourist Card, che permette di viaggiare gratis sui bus Tpl, evitando quindi di doversi spostare in auto. Un altro elemento importante che attira i turisti è il ricco programma di eventi in tutti i comuni, con appuntamenti che soddisfano tutti i gusti, dalla musica, al teatro, dalle iniziative culturali alle manifestazioni dedicate ai bambini, senza dimenticare le proposte sportive e outdoor». Il meteo e il caldo eccezionale che ormai da settimane non accenna a diminuire in Riviera, la voglia di mare e di rilassarsi in spiaggia è stata una delle costanti di questa estate, che continuerà anche a Ferragosto. «Negli stabilimenti balneari ci sarà il tutto esaurito – dice Enrico Schiappapietra, presidente associazione bagni marini provinciale e regionale e presidente di Confcommercio Savona – Ci aspettiamo dieci giorni di tempo molto bello con presenze turistiche importanti. Il ferragosto al mare è un classico delle vacanze per gli italiani, ma quest’anno non mancano neanche gli stranieri, soprattutto i francesi, che apprezzano i nostri servizi, che sono più competitivi rispetto all’estero e alla Costa Azzurra. Settembre, che per chi potrà andare in vacanza, è uno dei mesi più belli, ci aspettiamo ancora tanti turisti. I bilanci si faranno poi alla fine, ma senz’altro questa estate per noi è stata molto positiva».

Molti operatori raccontano di località insolitamente tranquille durante la settimana, che tornano però a riempirsi nel weekend. «Per Ferragosto ci aspettiamo il pienone – dice Carlomaria Balzola, storico esercente alassino e rappresentante dei locali storici per la provincia di Savona – Finora in settimana ci sono sempre stati molti parcheggi liberi e spiagge con ombrelloni aperti ma con poche presenze, mentre i numeri aumentavano nei week end. Dalla prossima settimana ci aspettiamo più incassi e un grande afflusso turistico. Questa stagione è stata poi positiva la diminuzione degli episodi di microcriminalità rispetto alle scorse estati, segno che le attività e il lavoro di prevenzione portato avanti dalle forze dell’ordine ha dato i suoi frutti. Per il futuro servirà continuare a migliorare i servizi per offrire ai nostri ospiti più qualità e opportunità anche negli altri mesi dell’anno».

Fonte La Stampa

La cultura si conferma il principale motore del turismo italiano

La cultura si conferma il principale motore del turismo italiano. È quanto emerge dal 22° Rapporto Annuale di Federculture, secondo cui nel 2025 i comuni a vocazione culturale e paesaggistica, appena 1.024 sui quasi 8.000 presenti in Italia, concentrano il 63% delle presenze turistiche nazionali. Un dato che evidenzia il ruolo strategico del patrimonio culturale nella competitività del Paese. Le presenze complessive raggiungono i 476,4 milioni, in crescita rispetto al 2024 e su livelli superiori a quelli registrati prima della pandemia. A sostenere il settore è soprattutto il turismo internazionale, particolarmente rilevante nei comuni a vocazione culturale e nelle grandi città. Tra i territori, spiccano quelli che integrano patrimonio artistico e risorse balneari, montane o naturalistiche, seguiti dalle grandi città e dai comuni esclusivamente culturali. Il rapporto evidenzia inoltre un impatto economico positivo: nei territori a vocazione culturale il reddito imponibile medio per contribuente raggiunge i 25.600 euro, superando la media nazionale e i valori registrati nei comuni con altre caratteristiche turistiche. Un risultato che conferma il valore della cultura come leva di sviluppo economico, attrattività territoriale e crescita sostenibile.

Trademark: nel secondo trimestre crescita del 76,9% dell’occupazione camere

Per il turismo italiano anche il 2026 si conferma un anno positivo, sia sul fronte del business travel che su quello leisure, consolidando i flussi turistici nazionali e internazionali nelle principali destinazioni del Paese.

In base agli indicatori di Italian Hotel Monitor, elaborato da Trademark Italia, il secondo trimestre del 2026 (aprile-giugno) archivia una performance di ulteriore crescita. L’occupazione camere media nazionale raggiunge il 76,9%, mentre il prezzo medio camera sale a 172,38 euro, a dimostrazione della forte attrattività del sistema ricettivo italiano.

I dati evidenziano un ottimo bilanciamento tra le diverse categorie. Il settore upscale (4 stelle) traina l’occupazione con il 77,5% e un prezzo medio di 176,05 euro. Segue il comparto midscale (3 stelle) al 76,4% (con un prezzo medio di 75,36 euro), mentre il segmento luxury (5 stelle) registra una R.O. del 74,4% con un ricavo medio per camera che si attesta a 674,96 euro.

Fonte TravelQuotidiano

Vacanze più brevi ma flussi in crescita, il turismo cerca la quadratura sui margini

L’industria turistica italiana si appresta a consolidare i ritmi di marcia nel mese cruciale di agosto 2026, pur muovendosi in un delicato equilibrio tra volumi in espansione e marginalità compresse dall’inflazione, tracciando un quadro macroeconomico che conferma la resilienza del settore ma ne evidenzia al contempo le fragilità strutturali legate alla capacità di spesa. 

Secondo le recenti proiezioni elaborate da Assoturismo-Cst, il mese in corso registrerà oltre 96,7 milioni di pernottamenti, segnando un incremento tendenziale dell’1,1% rispetto allo stesso periodo del 2025, un risultato trainato da una componente domestica pari al 53,8% del totale (52 milioni di presenze, +1%) e da una robusta domanda internazionale che si attesta al 46,2% (44,7 milioni, +1,3%). 

Tuttavia, l’analisi disaggregata dei flussi rivela una marcata polarizzazione geografica e di prodotto, fortemente condizionata dall’anomalia termica: il caldo estremo spinge al rialzo le quotazioni delle località montane, che mettono a segno la performance migliore con un +2,3% (11,7 milioni di presenze), e dei distretti lacustri (+1,6%), mentre frena la dinamica delle città d’arte, la cui crescita si ferma a un modesto +0,3%, penalizzata dal calo della domanda interna ma in parte compensata dalla tenuta degli arrivi esteri. 

Anche le destinazioni balneari tradizionali mostrano un andamento moderato (+0,9%, per 43,2 milioni di presenze), a fronte di un rinnovato interesse per il turismo di prossimità nei borghi, colline e campagne (+1,4%), indicatore di un progressivo spostamento verso modelli di vacanza esperienziale che integrano natura, enogastronomia e patrimonio diffuso. 

A pesare sulle prospettive di redditività per gli operatori è però la variabile dei costi energetici e dei trasporti: come sottolineato dal presidente di Assoturismo Confesercenti, Vittorio Messina, la fiammata dei carburanti si tradurrà in un onere aggiuntivo stimato in circa 700 milioni di euro proprio nel picco stagionale, innescando una razionalizzazione dei budget familiari che si manifesta in soggiorni più brevi, rotte a corto-medio raggio e una generale contrazione della spesa in loco per compensare i costi di viaggio. 

Nonostante queste dinamiche calmieranti, il perimetro temporale compreso tra il primo e il 23 del mese, il cosiddetto “esodo di Ferragosto”, si confermerà il baricentro economico dell’estate: le stime di CNA Turismo e Commercio calcolano la movimentazione di 17,4 milioni di turisti (di cui 9 milioni stranieri) per oltre 78 milioni di notti complessive con una permanenza media di 4,5 notti, generando un volume d’affari diretto superiore ai 9 miliardi di euro che, considerando l’effetto moltiplicatore sull’intero indotto del ricettivo, della ristorazione, dell’artigianato e dei servizi, promette di superare i 15 miliardi di impatto economico complessivo. 

In questo contesto, le scelte dei viaggiatori premiano sempre di più l’integrazione tra l’offerta turistica e il “Made in Italy“, un binomio strategico evidenziato dai vertici di CNA, Marco Misischia e Cristiano Tomei, che trasforma la destinazione da puro luogo di svago a hub di esperienze autentiche, spaziando dalle Dolomiti alle isole maggiori, passando per distretti d’eccellenza come la Riviera Ligure, la Val d’Orcia e il Salento. 

L’agosto 2026, animato dal tradizionale calendario di eventi ed eccellenze territoriali, si inserisce dunque nel più ampio orizzonte del terzo trimestre dell’anno per il quale si proietta il superamento della soglia dei 224 milioni di presenze e una spesa turistica diretta prossima ai 27 miliardi di euro, cifre che ribadiscono il peso specifico della filiera come asse portante per lo sviluppo del Pil nazionale, pur rendendo improcrastinabile un’attenta governance per tutelare i margini delle imprese dai morsi dei rincari operativi.

Fonte https://euroborsa.it/

Ospitalità italiana:sale l’occupazionenel mese di agosto

Cresce l’occupazione attesa negli hotel italiani per il mese di agosto: secondo i dati dell’indagine di Confindustria Alberghi tra le aziende associate, il tasso di occupazione medio atteso si colloca intorno al 71%, in salita di oltre 6 punti rispetto allo stesso periodo del 2025 (64,8%), per attestarsi al 72% nella settimana di Ferragosto. Un dato che si inserisce in un quadro nazionale positivo: secondo le elaborazioni dell’Ufficio di Statistica del Ministero del Turismo, l’estate 2026 vede l’Italia al primo posto in Europa per tasso di saturazione delle prenotazioni online, davanti a Spagna e Francia, con una crescita della saturazione nazionale del 13,4% a giugno e del 10% a luglio rispetto al 2025. Sul fronte dei mercati esteri la classifica dei principali bacini di provenienza vede ai vertici Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania, seguiti da Spagna, Svizzera e Austria, confermando quindi la centralità dei mercati nordamericano ed europeo per la competitività dell’offerta ricettiva italiana. “Sono numeri che confermano la capacità di attrazione dell’ospitalità italiana in un momento di forte competizione internazionale – dichiara Elisabetta Fabri, presidente di Confindustria Alberghi -. Il 58% delle nostre strutture registra una clientela a prevalenza straniera, in ulteriore crescita rispetto allo scorso anno, ed è un segnale che si allinea perfettamente al primato dell’Italia nel contesto europeo, come dimostrano i dati diffusi la settimana scorsa dal Ministero del Turismo. Un risultato che premia la qualità della nostra offerta e la capacità del comparto di intercettare una domanda internazionale sempre più esigente”. Il dettaglio per tipologia di destinazione conferma la solidità del comparto costiero e lacustre: le località di mare registrano un tasso di occupazione atteso dell’81,8% (85% a Ferragosto), con previsioni di prenotazione in crescita per il 42,5% delle strutture; anche i laghi mostrano una buona tenuta, con un toc del 75% (76,4% a Ferragosto) e una domanda estera in crescita per metà del campione. Nelle città, il toc medio atteso si ferma al 68,6%, con il 41,7% delle strutture che segnala un calo delle prenotazioni a fronte di appena il 12% in crescita. Quadro composito, infine, per le strutture di montagna, terme e altre destinazioni, che registrano un toc medio più contenuto, tra il 63,8% e il 65%, con previsioni miste. Tra le città, Napoli si distingue per il tasso di occupazione più elevato (toc atteso dell’87%, 90% a Ferragosto), sostenuto da una domanda italiana stabile. A Roma prevale la stabilità, con l’81,8% delle strutture senza variazioni nelle prenotazioni e un toc medio del 70,5%; Venezia mostra un toc in linea con la media nazionale (72,4%), in un mercato a prevalenza straniera del 94,7%. Per Confindustria Alberghi si tratta di un’evoluzione a cui il comparto sta rispondendo con strumenti di revenue management sempre più sofisticati, per continuare a cogliere appieno le opportunità di una domanda in crescita. Sul fronte delle prenotazioni, rispetto al 2025 oltre il 67% delle strutture segnala un andamento stabile o in crescita, in un contesto di progressivo accorciamento della booking window: quasi la metà degli operatori (47,8%) dichiara un anticipo di prenotazione minore rispetto allo scorso anno, a fronte di un 35% senza variazioni e di un 17,2% con anticipo maggiore. Anche sul lato della clientela il quadro è improntato alla stabilità: i due terzi delle strutture registra una domanda italiana stazionaria, mentre la clientela straniera – prevalente per il 58,4% degli intervistati – mostra una dinamica leggermente più vivace con oltre 1 struttura su 5 che dichiara una crescita.

Fonte TTG

Boom di arrivi in Liguria nei primi sei mesi del 2026: da gennaio a maggio

Boom di arrivi in Liguria nei primi sei mesi del 2026: da gennaio a maggio, sono stati 2.172.841, ben 162.566 più dello scorso anno (+8,09%) mentre le presenze sono salite a 5.998.044, con un incremento di 487.812 unità (+8,85%). Dati che confermano come la Liguria sia la prima regione costiera italiana per crescita degli arrivi di turisti italiani.

Un netto incremento nonostante pochi “ponti” durante questo periodo

Il tutto con una prima parte del 2026 povera di «ponti». «Vuol dire che abbiamo destagionalizzato il turismo – ha detto il governatore Marco Bucci -. La città e la Liguria sanno molto bene quelle che sono le esigenze dei turisti su tutto l’anno, questo è un dato estremamente positivo, un dato che ci fa pensare che c’è spazio per fare ancora molto di più, non è un arrivo ma un punto di partenza. I risultati ottenuti fino ad adesso ci fanno pensare che dobbiamo ancora di più sull’abilità, perché 6 milioni di turisti in 5 mesi dell’anno vuol dire una ricaduta economica e occupazionale di alto livello e questo è importantissimo per la nostra regione e per i nostri cittadini».

A febbraio incremento del 16 per cento

Dai dati emergono che l’incremento maggiore in percentuale si è registrato a febbraio, quando si è passati da 207mila a 241mila arrivi (+16,54%), un aumento determinato in particolare dalla componente italiana (+17,12%). Ottimo anche l’andamento di maggio in cui la Liguria ha registrato un +10,23% di arrivi e un +11,39% di presenze, anche in questo caso soprattutto rappresentati dagli italiani. Il maggior numero di arrivi tra i turisti italiani si conferma essere quello dei tradizionali bacini delle città di Torino e Milano e in genere da Piemonte e Lombardia.

Presenze estere soprattutto da Francia, Germania e Usa

A far la parte del leone tra i turisti stranieri Francia e Germania con un picco anche dagli Usa. «Siamo assolutamente contenti del risultato – ha aggiunto l’assessore regionale al Turismo Luca Lombardi – è un grande lavoro fatto con gli uffici e con gli stakeholder con cui ci relazioniamo costantemente. Vuol dire che il lavoro sulla destagionalizzazione sta portando i suoi frutti e noi siamo molto contenti soprattutto per i picchi turistici in mesi in cui il turismo non dovrebbe esserci e invece in Liguria c’è».

Quest’estate gli italiani hanno scelto le ‘micro-vacanze’

L’estate 2026 farà registrare circa tre milioni di partenze in più rispetto all’anno scorso e conferma il cambiamento delle abitudini di viaggio degli italiani con ferie sempre più “spezzettate” e una preferenza crescente per soggiorni più brevi distribuiti nell’arco della stagione: per il 58% degli italiani, infatti, l’estate è caratterizzata da più periodi di vacanza separati (solo un quarto ha programmato un’unica vacanza estiva, prevalentemente breve), mentre il 17% non farà nessuna vacanza.

A dominare la stagione saranno soprattutto le microvacanze: il 69% degli italiani prevede infatti uno o più brevi soggiorni, una quota superiore a quella di chi effettuerà una classica vacanza di almeno una settimana (52%). La vacanza principale – tra giugno e settembre – resta comunque ad agosto per il 43% (a settembre il 22%) e, per il 26%, sarà anche una vacanza lunga.

Le mete: cresce la scelta dell’Italia

Tra le destinazioni, le incertezze dello scenario internazionale influenzano le scelte di viaggio, favorendo le località italiane (si riduce infatti dal 44% al 37% la quota di italiani che trascorrerà le vacanze all’estero). Il numero di persone che viaggerà in un paese extraeuropeo rispetto all’anno scorso è più che dimezzato con una punta di -67% per le scelte che riguardano i break. È quanto emerge dall’indagine di Confturismo-Confcommercio, in collaborazione con Swg, sulle vacanze degli italiani 2026.

Il budget delle vacanze

Quanto al budget di spesa, la quota media complessiva prevista per le vacanze estive è pari a 1.165 euro pro capite. Gli italiani, dunque, continuano a partire, ma tendono a distribuire il budget su più periodi di vacanza e a contenere la spesa destinata a ciascun soggiorno, privilegiando soluzioni che consentano di conciliare il desiderio di viaggiare con una maggiore attenzione ai costi. Infatti, ad agosto il 31% degli italiani andrà nelle seconde case o ricorrerà all’ospitalità di amici e parenti, confermando come le disponibilità economiche continuino a rappresentare uno dei principali fattori che incidono sulle vacanze. Il 10% degli italiani non potrà concedersi nemmeno un giorno di ferie per motivi economici.

Le differenze di reddito

Le difficoltà sono particolarmente evidenti tra le famiglie con un reddito annuo inferiore ai 18 mila euro (il 31% non partirà affatto), mentre per le famiglie con un reddito superiore ai 54 mila euro annui oltre sei su dieci prevedono più periodi di vacanza, comprendendo almeno un soggiorno di una settimana o più.

Le parole di Pinzger

“L’estate 2026 – ha dichiarato Manfred Pinzger, presidente di Confturismo-Confcommercio – conferma sfide ed opportunità per il turismo: da un lato, resta prioritario sostenere i consumi interni per consentire ad un maggior numero di italiani di concedersi una vacanza; dall’altro, la tendenza a distribuire il budget su più periodi di vacanza può favorire la valorizzazione delle aree interne e dei borghi. Come Confturismo-Confcommercio ribadiamo l’esigenza di costruire, insieme al Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, una strategia condivisa per promuovere questi territori, governare i flussi nelle destinazioni a maggiore pressione turistica, rafforzare la competitività del turismo italiano”.

Fonte Agi

Confindustria Alberghi: “Serve un’aggregazione”

“L’Italia oggi è al centro dell’attenzione degli investitori globali e questo è un ottimo segnale per tutto il comparto turistico italiano”. Elisabetta Fabri, presidente di Confindustria Alberghi Acquisizioni, guarda con soddisfazione ai dati di JLL Italia, che certificano l’incremento delle transazioni nel mercato dell’hospitality italiana e un interesse dei player internazionali che si sta espandendo al di là delle grandi città del nostro Paese. Le cifre del primo semestre parlano, infatti, di acquisizioni per 370 milioni di euro, di cui 200 milioni legati a progetti di riconversione immobiliare e quasi l’80% degli investitori istituzionali, dei private equity e dei family office, pronti ad aumentare la propria esposizione sugli hotel italiani nei prossimi 12-24 mesi.

Gli occhi degli investitori internazionali si stanno dunque appuntando sul nostro Paese – e questo è, lo ripetiamo, un bene -, ma a questo punto, continua Fabri, ci si deve fermare a riflettere su un dato di fatto: la frammentazione del nostro patrimonio alberghiero, una caratteristica tutta italiana. “L’Italia – sottolinea – è il primo Paese in Europa per numero di hotel, ma resta tra i mercati con la più bassa percentuale di penetrazione delle catene, con una prevalenza di strutture indipendenti e a conduzione familiare. È una ricchezza identitaria che va preservata, non ostacolata per evitare il rischio che la frammentazione del settore, unita a passaggi generazionali sempre più complessi, spinga molte imprese familiari a cedere il passo a capitali privi di qualsiasi legame con il territorio, anziché crescere e aggregarsi restando italiane”.

Crescere e modernizzarsi

Per questo Confindustria Alberghi torna a sollecitare l’introduzione di una misura che, attraverso la rivalutazione dei beni strumentali – materiali e immateriali, incluso l’avviamento – consentirebbe alle imprese alberghiere e termali di rafforzare i propri bilanci, attrarre capitali e affrontare i passaggi generazionali attraverso l’aggregazione. L’obiettivo è, quindi, quello di unirsi per arrivare a competere con i grandi gruppi internazionali mantenendo, però, anima e identità italiane.

“Una norma come quella contro la frammentazione dimensionale andrebbe esattamente in questa direzione – conclude Fabri -. Solo così potremo continuare ad attrarre capitali internazionali restando protagonisti, e non spettatori, della crescita del nostro settore”.

Fonte TTG ITALIA

Turismo italiano: innovazione, sostenibilità e destagionalizzazione

Il turismo italiano non si ferma più alla stagione estiva: cresce, si trasforma e diventa sempre più digitale e sostenibile. Sul piano economico, i movimenti turistici del 2026 potrebbero generare una spesa complessiva pari a 132,7 miliardi di euro, con una crescita del 4,0% rispetto al 2025. I dati del report di Demoskopica consolidano il turismo come uno dei pilastri dell’economia nazionale capace di reggere anche in periodi di incertezza geopolitica e finanziaria.

Ma il dato più significativo non è la quantità, è la distribuzione. La stagione turistica si sta allungando: le presenze concentrate nei mesi estivi scendono al 56,9%, mentre le cosiddette “code stagionali”, ovvero i mesi di marzo-maggio e ottobre-novembre, raccolgono ormai il 29,4% delle preferenze totali. È la conferma che la destagionalizzazione, da anni obiettivo dichiarato delle politiche turistiche italiane, sta finalmente producendo risultati concreti. 

In questo contesto di crescita strutturale, il Ministero del Turismo ha scelto di investire con decisione su innovazione e sostenibilità, le due leve che determineranno la competitività del settore nei prossimi anni. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto del 16 marzo 2026, il Ministero ha messo a disposizione 109 milioni di euro destinati a ristoranti, alberghi, villaggi, b&b e molte altre realtà ricettive, sotto forma di contributi a fondo perduto fino al 30% delle spese, con un massimo di 4,5 milioni di euro per progetto. L’obiettivo è chiaro: potenziare l’offerta turistica italiana puntando su quattro leve strategiche come: destagionalizzazione, digitalizzazione, sostenibilità ambientale e criteri ESG (Environmental, Social, Governance).

Possono beneficiare della misura le imprese del settore turistico in possesso di codice ATECO specifico: alberghi, villaggi turistici, ostelli, campeggi, rifugi, B&B, affittacamere, agriturismi, stabilimenti balneari, parchi tematici, strutture congressuali, ristoranti, bar e strutture termali. Le spese ammissibili includono investimenti in innovazione digitale e in sostenibilità ambientale, come sistemi di efficienza energetica, impianti per energie rinnovabili e soluzioni per la riduzione dell’impatto ambientale. 

Strettamente collegato a questo decreto è il programma Green Tour, lo strumento specificamente dedicato alla transizione ecologica delle imprese turistiche. Finanzia investimenti che migliorano la sostenibilità ambientale delle strutture ricettive e della filiera turistica nel suo complesso: dall’efficienza energetica alla gestione sostenibile delle risorse idriche, dalla mobilità a basse emissioni alla certificazione ambientale. Un programma che risponde a una domanda crescente: i turisti del 2026 vogliono esperienze autentiche e rispetto per il territorio, e le strutture più avanzate stanno già investendo in servizi smart e soluzioni a basso impatto energetico. Le domande possono essere presentate online fino al 15 settembre 2026.

Sul piano territoriale, la Regione Calabria ha aperto invece le domande per l’avviso IN.TUR. Incentivi all’occupazione nella filiera turistica. Con una dotazione di 4,5 milioni di euro, l’iniziativa sostiene le nuove assunzioni di lavoratori svantaggiati, molto svantaggiati e persone con disabilità nelle imprese del comparto turistico calabrese. Un intervento che guarda al turismo non solo come settore da innovare tecnologicamente, ma come leva concreta di inclusione sociale e occupazione qualificata nei territori in una regione che, insieme alle altre del Mezzogiorno, sta registrando tassi di crescita turistici superiori alla media nazionale. 

La combinazione di questi strumenti riflette una visione del turismo sempre più matura. Il futuro della competitività turistica italiana non si misurerà sul numero di arrivi, ma sulla capacità di generare valore diffuso sul territorio: distribuire i flussi nel corso dell’anno, valorizzare borghi e destinazioni minori, aumentare la spesa media per visitatore e prolungare la permanenza media. In questo scenario, innovazione digitale e transizione ecologica non sono obiettivi separati, ma le due facce di uno stesso investimento strategico.

Nel 2026 oltre 2.600 borghi con meno di 5.000 abitanti potrebbero accogliere circa 21,3 milioni di arrivi, con un incremento del 5,3% rispetto al 2025. La riscoperta del territorio non è più una moda passeggera ma una tendenza consolidata e gli strumenti messi in campo dal Ministero del Turismo, dalle Regioni e dai fondi europei puntano proprio a supportare queste realtà nella transizione verso un modello più competitivo, sostenibile e destagionalizzato. 

L’ITS Turismo Liguria ha annunciato il lancio ufficiale della nuova offerta formativa destinata al prossimo ciclo accademico

Esiste una formula magica per promuovere il territorio, per lanciare un’offerta turistica di qualità che promuova senza snaturare sia la costa che l’Entroterra? “Al momento no ma ci stiamo lavorando tra AI per l’hospitality, nuove tecnologie e laboratori esclusivi” risponde ITS Turismo Liguria.  L’ITS Turismo Liguria, infatti, annuncia il lancio ufficiale della propria nuova offerta formativa destinata al prossimo ciclo accademico, contestualmente all’apertura ufficiale delle iscrizioni sui canali digitali e social dell’istituto. La proposta per il biennio 2026-2028 si rinnova radicalmente con l’attivazione di tre corsi specialistici in sedi dedicate completamente rinnovate, progettati per rispondere in modo strategico alle urgenti necessità di assunzione delle imprese del settore.

Il nuovo paradigma formativo dell’ITS mette al centro l’esperienza pratica e l’alta tecnologia, incrementando drasticamente le ore di attività laboratoriale a discapito della didattica frontale tradizionale. Spazio a una AI dedicata, laboratori interattivi unici e basati su un concetto di apprendimento esperienziale, nuove tecnologie a disposizione esclusiva degl* student* in perfetta sinergia con la conoscenza del territorio e dei suoi protagonisti.  Nel dettaglio, i tre percorsi guideranno gli studenti nell’utilizzo e nella gestione di tecnologie rivoluzionarie come l’Intelligenza Artificiale applicata ai flussi turistici, le simulazioni immersive tramite Realtà Aumentata, lo sviluppo delle competenze d’eccellenza nell’area del “laboratorio benessere e sport” e l’innovazione dei processi nell’intera filiera enogastronomica. I Laboratori e le tecnologie verranno presentate alla stampa a settembre con press tour e open day dedicati.

Orientamento interattivo: la scelta del corso a portata di click – In concomitanza con l’apertura delle iscrizioni, la piattaforma web dell’ITS Turismo Liguria si arricchisce di uno strumento di orientamento rapido studiato per i futuri candidati. Si tratta di un “quiz veloce” digitale che guiderà gli utenti alla scoperta delle proprie attitudini personali e professionali. Rispondendo a poche e intuitive domande, i giovani riceveranno un profilo di indicazione immediata, coordinata e supportata dal team di orientamento dell’istituto, utile a individuare la specializzazione formativa più in linea con il proprio potenziale e con le proprie aspirazioni di carriera. 

Le iscrizioni sono aperte sul sito www.itsturismoliguria.it ed è possibile prenotare una visita alle sedi e un colloquio orientativo con il team di Its.

“Vogliamo ribaltare la prospettiva tradizionale: lasciare che siano i ragazzi a insegnare a noi adulti come meravigliarsi della Liguria, raccogliendo spunti per un turismo sostenibile e lontano dai circuiti di massa sovraffollati.” dice Chiara Rosatelli, direttrice di ITS Turismo Liguria “con le nuove tecnologie a disposizione, gli student* studieranno già con dinamiche e strumenti che sono proiettati verso un futuro neanche troppo lontano: aiutare a vedere un’offerta giovane, smart e spesso invisibile agli occhi degli operatori del presente è fondamentale per chi fa formazione che deve, obbligatoriamente, lavorare nella progettualità del lungo periodo”.

“Le imprese turistiche liguri hanno bisogno di competenze nuove, capaci di coniugare innovazione tecnologica, attenzione alla sostenibilità e conoscenza del territorio” dice il Segretario Generale di Camera di Commercio di Genova, Maurizio Caviglia ”Gli ITS rappresentano oggi uno dei più efficaci strumenti di raccordo tra formazione e lavoro. Sostenere percorsi che introducono intelligenza artificiale, laboratori immersivi e progettualità orientate alle sfide del turismo significa investire nella competitività della Liguria e nelle opportunità professionali delle nuove generazioni.”

“Investire nella formazione significa investire nel futuro della Liguria – commenta il vicepresidente di Regione Liguria con delega alla Formazione, Simona Ferro – I percorsi degli ITS Academy rappresentano oggi uno degli strumenti più efficaci per accompagnare i giovani verso un’occupazione qualificata, costruendo competenze che rispondono alle reali esigenze delle imprese. La nuova offerta formativa di ITS Turismo Liguria interpreta al meglio questa sfida, coniugando innovazione tecnologica, sostenibilità e valorizzazione del nostro territorio. Vogliamo offrire ai ragazzi opportunità concrete di crescita professionale e, allo stesso tempo, contribuire a formare figure capaci di rendere il turismo ligure sempre più competitivo, moderno e attento alla qualità dell’accoglienza. Continueremo a sostenere percorsi di eccellenza che mettono in rete scuola, imprese e istituzioni, creando valore per i giovani e per l’intera comunità ligure”.