04/04/2026 - 13:44
rete fidi liguria

Pasqua cade “in un clima di forti tensioni politiche ed economiche”

Pasqua cade, quest’anno, “in un clima di forti tensioni politiche ed economiche” e sarà più difficile quest’anno superare i confini nazionali: da un lato a causa dei conflitti che minano la stabilità geopolitica e la sicurezza, dall’altro per i costi, che soprattutto sul fronte dei voli hanno raggiunto picchi davvero impressionanti. Come ogni anno, l’Osservatorio nazionale Federconsumatori ha monitorato i costi dei viaggi in treno, pullman e aereo nelle festività di Pasqua, effettuando il confronto anche con il 2025.

Secondo le prime stime una famiglia su sette (pari a circa 3,8 milioni di famiglie) sceglierà di trascorrere Pasqua fuori casa. Di questi oltre il 96% resterà in Italia, approfittando dell’ospitalità di amici e parenti, oppure scegliendo soluzioni low cost in b&b, agriturismi o appartamenti in affitto.

A viaggiare saranno soprattutto studenti e i lavoratori fuori sede che torneranno a casa, per festeggiare con amici e parenti. Ma, come ogni anno, chi mette in programma di spostarsi dovrà fare i conti con forti aumenti dei costi dei biglietti e della benzina. In molti, infatti, sceglieranno di spostarsi in auto, spendendo però, rispetto a Pasqua 2025, circa il 4% in più per la benzina e il 26% in più per il diesel, nonostante il taglio delle accise completamente eroso da aumenti e fenomeni speculativi. Ma gli aumenti non mancano anche per chi sceglie di viaggiare diversamente: nel confronto con il 2025, a Pasqua, i costi dei voli per le tratte monitorate sono aumentati mediamente del 23%, con picchi di oltre l’80% (Milano – Londra) e del 73% (Milano – Parigi). Nel periodo, viaggiare in treno costa il +11% rispetto al 2025. Ma le differenze maggiori, come ogni anno, si rilevano tra i costi dei biglietti durante le festività e quelli applicati nei periodi immediatamente precedenti: l’Osservatorio ha aggiornato il consueto studio, confrontando i prezzi per un viaggio nel weekend di Pasqua con quelli di un weekend ordinario a marzo. I risultati confermano aumenti significativi su tutte le principali tratte. In particolare, i costi dei viaggi in treno aumentano mediamente del 47%, con picchi fino al +65% (Milano-Bologna). Non va molto meglio a chi decide di prendere un volo: i costi delle tratte nazionali aumentano del 67% (con un picco del +131% per la tratta Torino-Palermo) e quelli dei voli internazionali del 62%. Il viaggio in pullman risulta ancora il più economico, ma è quello che registra i rincari più elevati. Mediamente i biglietti monitorati aumentano del 72%, l’incremento più alto si registra sulla tratta Roma-Cosenza, che a Pasqua ha una tariffa più elevata del 112% rispetto a un weekend di marzo.

Fonte Agi

Turismo organizzato, la metamorfosi è servita

E se fosse troppo presto per parlare di una nuova geografia dei viaggi? Lo scoppio del conflitto in Medio Oriente sta certamente avendo delle ripercussioni inevitabili nel settore, ma c’è chi pensa che sia ancora prematuro parlare “di una nuova geografia turistica già consolidata. La crisi è troppo recente e troppo dinamica per consentire oggi una lettura definitiva degli spostamenti di mercato – sostiene Domenico Pellegrino, presidente di Aidit -. Quello che vediamo con chiarezza è un rapido adattamento della domanda“.

Nel senso che le aree oggi percepite come “impraticabili o troppo esposte escono immediatamente dal radar del consumatore, mentre cresce l’attenzione verso destinazioni più rassicuranti, più accessibili e meglio servite”. Ecco perché secondo Pellegrino sarebbe “un errore leggere questa fase come una semplice sostituzione di mete”. E’ molto di più: “Siamo di fronte a una perturbazione profonda che incide insieme sulla mobilità, sulla fiducia, sui costi e sulla percezione generale di sicurezza”.

Un turismo più prudente

Una fase “particolarmente delicata per il turismo organizzato – commenta Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi -, il quadro è in evoluzione e potrebbe aggravarsi in caso di prosecuzione del conflitto e di un eventuale rialzo delle tariffe aeree”. In ogni caso, la crisi in Medio Oriente sta spingendo i viaggiatori verso “un turismo più prudente, con scelte meno rischiose, più vicine o consolidate”.

Ovviamente dall’inizio della guerra, le agenzie di viaggi stanno registrando la cancellazione verso le destinazioni direttamente coinvolte dalla crisi in Medio Oriente e zone limitrofe, ma Rebecchi aggiunge che “sono in flessione anche numerose mete di lungo raggio, verso l’Asia e l’Oceania, per le aree che nei collegamenti tra Europa e Oriente utilizzano come hub strategici gli aeroporti di Dubai, Doha e Abu Dhabi”.

Secondo Luana De Angelis, vicepresidente Fiavet, ci si deve aspettare una geografia “dettata più dalla logistica aerea che dal semplice desiderio. La chiusura di molti corridoi aerei sopra il Medio Oriente sta ridisegnando le rotte: viaggiare verso Oriente è diventato complesso perché i voli devono essere diretti e spesso non si trovano”.

Nella sua analisi De Angelis afferma che la nuova geografia si sta spostando “con decisione verso l’Atlantico e l’Occidente, o verso mete europee e mediterranee raggiungibili con rotte sicure”. L’Italia, in questo scenario, resta “il porto sicuro per eccellenza, ma anche il resto d’Europa sta vedendo una riconsiderazione dei flussi”.

A parlare di numeri è Fulvio Avataneo, presidente di Aiav. A suo dire l’impatto sull’estate sarà principalmente “sull’Italia e, in secondo luogo, sul trasporto aereo, e in entrambi i casi sarà di carattere sostanzialmente economico: le prime indicazioni sui costi delle vacanze in Italia segnalano un incremento medio del 5/6% rispetto al 2025, mentre già si possono riscontrare gli aumenti dei vettori dovuti al costo del carburante. E crediamo che buona parte delle destinazioni turistiche saranno ‘contagiate’ dallo stesso aumento della spesa per il turista”.

Il sentiment della clientela

In tutto ciò come sta reagendo la clientela? Da Fiavet non si nasconde che “l’impatto è forte. Non c’è un blocco totale, ma una ‘paralisi decisionale‘ per certe aree che ci porterà a lavorare, male, con i last minute – mette in guardia De Angelis -.  Le persone hanno paura di restare bloccate, come purtroppo è accaduto”. Timore che condiziona “pesantemente le nuove prenotazioni”. La sicurezza del viaggio è tornata a essere “il primo requisito, superando anche il prezzo. In questo clima, il valore della consulenza professionale in agenzia è l’unico vero scudo per il viaggiatore: il fai-da-te in questo momento è un rischio che quasi nessuno vuole più correre”.

Se l’impatto sul sentiment “è forte, l’impatto sulla voglia di partire molto meno – commenta Pellegrino -. Questo è il punto centrale. Gli italiani continuano a voler viaggiare, ma vogliono farlo con più tutele, più informazioni, più rassicurazioni e maggiore attenzione alla spesa”.

Ciò che osserva il manager è che “è cambiato il comportamento del cliente, non il bisogno di vacanza. E questo bisogno, a nostro avviso, resta profondo, reale e non sostituibile, perché la vacanza non è solo consumo: è benessere, riequilibrio, qualità della vita”. Anche Aidit pone l’accento sul fatto che, in una fase di alta instabilità internazionale emerge “con ancora più forza il ruolo delle agenzie di viaggi e dei tour operator: non semplici venditori di destinazioni, ma gestori della complessità, presidio di sicurezza, consulenza e protezione concreta per il viaggiatore. Nei momenti facili tutto sembra intercambiabile; nei momenti difficili si vede chiaramente la differenza tra il turismo organizzato e l’improvvisazione”.

Prenotazioni in calo

Allo stesso modo è inutile nascondere “il calo delle prenotazioni – riconosce Avataneo -, ma la sensazione è che i timori nel medio-lungo termine non siano legati tanto alla geopolitica, quanto all’inflazione e al rischio di un rallentamento generale dell’economia“, avverte il manager.

Ciò che viene notato è “una tendenza generale all’attesa, motivata dalla necessità di comprendere l’evoluzione dei costi legati ai trasporti, alle bollette, al carrello della spesa. La nostra convinzione è che, risolti questi dilemmi, la crisi potrebbe essere decisamente contenibile”.

In linea la fotografia scattata da Assoviaggi, per il quale il mercato turistico è “in una fase di stallo, si respira un clima di incertezza e prudenza con clienti più cauti, maggiormente attenti alla sicurezza e meno propensi a prenotare per ridurre la propensione al rischio, soprattutto per mete percepite come instabili. Le flessioni più marcate si osservano sul lungo raggio, in particolare verso l’Asia, il Medio Oriente, l’Egitto e l’Oceania”, ma il quadro resta in evoluzione.

Rebecchi confida “in una ripresa delle prenotazioni anche se il blocco di queste settimane inciderà particolarmente sui fatturati e sulla marginalità delle agenzie di viaggi, ma è evidente che tutto dipende dal protrarsi del conflitto in Medio Oriente”.

Cancellazioni o riprotezioni?

Oltre allo stato di prudenza generale, chi aveva prenotato una vacanza nel Golfo quale opzione ha scelto maggiormente tra cancellazione e riprotezione?

Sulla base delle testimonianze raccolte dal fronte associativo, nella fase immediatamente successiva all’attacco i viaggiatori hanno optato “per la riprotezione, ma dopo i primi dieci-quindici giorni hanno iniziato a chiedere la cancellazione con rimborso, che può essere concesso ovviamente solo nei casi previsti dal Codice del Turismo – osserva Avataneo -: non sono infatti mancate richieste di cancellazione di pacchetti verso destinazioni totalmente scollegate dalla crisi in atto”.

Pellegrino conferma che in questa fase prevale la “richiesta di riprotezione, quando naturalmente esiste un’alternativa credibile, sicura e qualitativa”. Il manager lo vede come “un passaggio molto importante, perché ci dice che gli italiani non hanno perso la voglia di viaggiare: chiedono piuttosto di essere accompagnati verso una soluzione diversa, che consenta di salvaguardare la vacanza senza esporsi a ulteriori rischi o incertezze”. Le cancellazioni ovviamente ci sono, “è inevitabile, ma il dato prevalente è che il cliente cerca protezione, consulenza e capacità di ripianificazione. Ed è proprio qui che il turismo organizzato esprime il suo valore”.

Ovviamente le cancellazioni richieste nell’area del Golfo sono “pressochè totali anche per effetto della chiusura di spazi aerei e aeroporti – commenta Rebecchi -. Nelle zone limitrofe, ma non interessate direttamente dal conflitto, invece, la richiesta di riprotezione è comunque diffusa, segno che il cliente vuole ancora viaggiare, seppur cambiando meta”.

De Angelis restituisce dei comportamenti più disparati da parte della clientela. fermo restando che c’è “molta prudenza, molti clienti, spaventati dall’instabilità geopolitica e dai problemi oggettivi legati ai voli, stanno optando per la riprotezione su mete diverse, altri cancellano inspiegabilmente mete europee – afferma -, altri ancora chiedono, ad esempio, di andare alle Maldive e non si trova il volo”.

Come si può intuire “non è un passaggio semplice: c’è anche chi cerca il prodotto di lusso che trovava in certe aree del Golfo e non accetta facilmente sostituzioni di livello inferiore”. Ancora una volta il ruolo delle adv è fondamentale “per mediare, per non far perdere il valore del viaggio, cercando di garantire standard qualitativi simili in aree geografiche totalmente differenti”.

Cosa cerca la clientela

La situazione oggi è migliorata, rispetto ai primi giorni di blocco totale dei collegamenti aerei. Adesso si possono proporre “quasi tutte le destinazioni, perché le compagnie hanno ormai riconsiderato rotte scali“, afferma Avataneo. Si valutano quindi proposte diversificate in funzione “del percepito del cliente, della sua possibilità di spesa, del clima e della tipologia di vacanza desiderata”. Un dato che emerge è che, “nonostante la flessione quantitativa, dal punto di vista qualitativo le richieste non sono cambiate rispetto allo scorso anno”.

Le agenzie di viaggi orientano i clienti verso “Canarie, Spagna, Grecia, Italia, Capo Verde, Marocco, ma anche verso il lungo raggio sicuro – dice Rebecchi – cioè in aree geopoliticamente stabili”.

Pellegrino invita però a considerare che “le alternative non si costruiscono mai in modo meccanico. Come Aidit riteniamo che oggi ogni proposta debba fondarsi su tre criteri essenziali: sicurezza, qualità dell’esperienza e sostenibilità economica. Il compito dell’operatore serio non è semplicemente spostare un cliente da una meta a un’altra – osserva -, ma preservare il valore complessivo della vacanza, offrendo soluzioni credibili, serene e accessibili. Per questo si lavora su destinazioni che garantiscano affidabilità dei collegamenti, chiarezza operativa e una percezione di stabilità coerente con il momento”.

Per chi cerca il mare e il clima caldo, le alternative “si spostano verso Canarie, Capo Verde o i Caraibi – elenca De Angelis -, rotte che passano sopra l’Atlantico e sono percepite come più lineari in questo momento”. Per chi guarda all’estate, Fiavet sta orientando le proposte “verso il Mediterraneo Occidentale e il Nord Europa”.

Per il lungo raggio Aiav registra movimento verso “Stati Uniti, Canada e Oriente, con la Thailandia che non perde appeal. E poi le mete europee e l’Italia, che torna da padrona incontrastata sulla domanda turistica”.

Rassicurazione e accessibilità

Le scelte ricadono principalmente su mete che garantiscono “una logistica semplice“, dice Fiavet. Molti viaggiatori che avevano programmato il lungo raggio verso l’Oriente “stanno ripiegando su mete europee di alto livello o sul prodotto Italia d’eccellenza. Chi non vuole rinunciare al caldo sceglie i Caraibi, l’America Latina, proprio perché le rotte di volo evitano totalmente le zone di tensione. C’è un netto rifiuto, invece, per soluzioni che prevedono scali complessi o aree di sorvolo incerte”.

Le mete più scelte sono anche quelle “con il rapporto qualità-prezzo migliore”, dice Assoviaggi. Da Aidit si fa infatti presente che “oggi il cliente è forse più spaventato dal caro vita che dai rischi della mobilità in senso stretto. Il vero punto, sempre di più, è rendere la vacanza economicamente sostenibile. Quindi il mercato oggi cerca sì rassicurazione, ma anche accessibilità”.

I pacchetti ancora da riproteggere

Tra i temi affrontati anche quello del numero di pacchetti ancora da riproteggere. A fornire delle cifre in merito è Aiav che, a metà marzo, ha intervistato un campione di associati distribuito tra Nord, Centro e Sud. “I risultati proiettati su scala nazionale permettono di stimare una media tra 6-7mila pratiche da riproteggere su altre destinazioni”.

Fiavet parla di numeri “significativi e in costante aggiornamento, perché la situazione muta di giorno in giorno”, ma pone l’accento sul fatto che il “vero problema non è solo la volontà del cliente, ma la disponibilità reale: con la riduzione delle rotte e i voli che hanno cambiato piano di volo, trovare posti disponibili per riproteggere migliaia di viaggiatori è una sfida quotidiana – commenta De Angelis -. Stiamo lavorando con i tour operator per gestire queste criticità, ma la pressione sul sistema è forte”.

Aidit preferisce non fornire “numeri statici, che rischierebbero di essere superati nel giro di poche ore – motiva Pellegrino -. Il quadro evolve rapidamente e dipende dall’andamento geopolitico, dalla tenuta dei collegamenti e dalle decisioni dei vettori”. L’associazione però afferma che “il volume delle pratiche da assistere, rivedere, rinviare o riprogrammare è già molto significativo. Non siamo di fronte a una turbolenza marginale, ma a una pressione reale sull’intera filiera del turismo organizzato, che sta affrontando con grande senso di responsabilità una fase di complessità eccezionale”.

Assoviaggi fa sapere che sta monitorando, con l’aiuto del Centro Studi Turistici di Firenze, l’operatività delle agenzie “con una survey agli operatori, per avere un quadro più chiaro. Siamo comunque nell’ordine di grandezza di diverse migliaia di richieste, per quasi la metà delle quali le agenzie hanno dovuto sostenere anche costi operativi”, sottolinea Rebecchi.

Fonte Guida Viaggi

La comunicazione del sapere tra generazioni con Alessandra Gerolin

La comunicazione intergenerazionale è considerata una competenza strategica per le organizzazioni che vogliono durare nel tempo, migliorando le performance e facilitando il passaggio di conoscenze. Oggi, questo scambio affronta sfide uniche legate alla rapida evoluzione tecnologica, che richiede un dialogo continuo per colmare le distanze digitali. Il dialogo tra generazioni diverse permette di unire l’esperienza dei più anziani con l’innovazione e la visione fresca dei giovani.

Il “Mondo 4.0” richiede nuove strategie di comunicazione per connettere le generazioni, abbattendo le distanze digitali.

Per essere efficace, la comunicazione deve superare resistenze e timori, promuovendo un ascolto attivo e un approccio generativo.

In sintesi, la trasmissione del sapere tra generazioni non è un processo unidirezionale, ma un incontro tra approcci diversi che, se ben gestito, genera valore, innovazione e resilienza.

Martedì 31 marzo 2026 dalle ore 9.00 alle 18.00 c/o Hotel Villa Paolina Pietra Ligure

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LA CONFERMA DI PARTECIPAZIONE ALL’EVENTO AVVERRA’ ESCLUSIVAMENTE ATTRAVERSO L’ISCRIZIONE INFORMATICA

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Liguria al centro del confronto internazionale sull’incoming turistico

È la Liguria al centro del confronto internazionale sull’incoming turistico. Nella cornice dell’ex Convento dell’Annunziata ha preso il via la decima edizione di Discover Italy, workshop B2B tra i più rilevanti a livello nazionale dedicati all’incontro tra offerta italiana e buyer stranieri selezionati.

Dopo la conferenza stampa di apertura, alla quale ha preso parte l’assessore regionale al Turismo Luca Lombardi, sono entrati nel vivo gli incontri tra operatori: due giornate di appuntamenti prefissati che vedono protagonisti oltre cento buyer provenienti dai principali mercati internazionali e un’ampia rappresentanza dell’offerta turistica italiana.

All’interno della manifestazione, la Liguria si presenta con una presenza strutturata e particolarmente significativa: sono 18 i seller regionali presenti, in crescita rispetto allo scorso anno, distribuiti lungo tutto il territorio – dal Ponente al Levante – e rappresentativi di un’offerta che spazia dalle destinazioni costiere alle città d’arte, fino all’entroterra e ai borghi.

Accanto alla postazione istituzionale condivisa con il Comune di Genova, gli operatori liguri stanno partecipando a un fitto calendario di incontri B2B, con agende che prevedono fino a 40 appuntamenti ciascuno nell’arco delle due giornate. Un lavoro capillare, che consente di presentare in modo diretto e mirato prodotti ed esperienze a buyer altamente profilati.

“La partecipazione di Regione Liguria al workshop di Sestri Levante si inserisce pienamente nella strategia regionale di posizionamento della destinazione sui mercati internazionali e di qualificazione dell’offerta in chiave ‘trade-ready’ per il 2026 – commenta l’assessore regionale al Turismo Luca Lombardi –. La presenza di 18 operatori, rappresentativi dell’intero territorio regionale, ci consente di proporre un’offerta completa che spazia dalle destinazioni urbane e balneari ai prodotti outdoor, dalle esperienze enogastronomiche ai tour guidati, fino all’hospitality diffusa e alle strutture di fascia medio-alta e luxury”.

Nel corso degli incontri, la Liguria si presenta con un sistema di prodotto coerente con le linee strategiche regionali: turismo outdoor e slow, esperienze autentiche nei borghi e nell’entroterra, valorizzazione delle tradizioni locali e dell’enogastronomia, accoglienza di qualità lungo tutta la costa. Particolare attenzione è riservata anche alla rete ciclopedonale regionale e, più in generale, a un modello di fruizione capace di integrare mare, natura e cultura, in un’ottica di stagionalizzazione aperta.

“L’obiettivo è duplice – prosegue l’assessore Lombardi –: da un lato consolidare le relazioni con i buyer già attivi sulla destinazione, dall’altro intercettare nuovi operatori interessati a inserire la Liguria nei propri cataloghi, favorendo la costruzione di proposte in grado di generare flussi qualificati e sostenibili nel tempo”.

Organizzato da GIVI, Discover Italy si conferma anche in questa edizione un appuntamento strategico per il turismo organizzato, grazie a un format fortemente orientato al business e alla qualità degli incontri. La scelta di Sestri Levante come sede dell’evento, poi, rafforza ulteriormente il ruolo della Liguria come importante piattaforma di dialogo tra domanda internazionale e offerta turistica italiana.

Gli operatori presenti nello stand della Liguria sono: Citta’ di Genova; Golfo Paradiso Srl; Riviera Up; Grand Hotel Arenzano; Comune Della Spezia; Do Eat Better Experience; Il Golfo dell’Isola – Comuni Di Spotorno, Noli, Bergeggi, Vezzi Portio; Accomodations & Experiences On The Ligurian Coast; Discover Genova & Its Attractions; Experiences Cinque Terre Coast; Hospitality Cinque Terre Coast; Hospitality Portofino Coast; Liguria Food Experiences; Liguria Gastronomy & Events; Liguria Incoming & Leisure; Luxury Portofino Coast; Outdoor Experiences Portofino Coast; Western Italian Riviera Hospitality.

L’ombra dei rincari sulla stagione estiva, gli operatori lanciano l’allarme (Tgr Liguria)

Un sole quasi estivo fa già splendere la riviera ligure, ma molte nubi si addensano sulla prossima stagione turistica. L’ombra della guerra in medio oriente e delle sue conseguenze economiche preoccupa gli operatori.

In vista delle ormai imminenti vacanze di Pasqua e dei ponti di Primavera – tradizionalmente primi importanti assaggi della stagione estiva – è l’unione albergatori della provincia di Savona a lanciare l’allarme. A spaventare sono soprattutto i rincari.

Tutto questo per un settore strategico per la nostra regione, ma in Liguria già penalizzato da altre problematiche locali, non ultime quelle legate ai lavori sulle autostrade.
Insomma i vari stop ai cantieri per i periodi di vacanze per gli operatori sembrano non essere più sufficienti specie in uno scenario globale già fortemente critico e complesso.

Clicca qui per vedere il video andato in onda mercoledì 25 marzo sul Tgr Rai della Liguria con le interviste a Stefania Piccardo e Carlo Scrivano, presidente e direttore Unione provinciale albergatori di Savona

Al via la rete Iat regionale

Si è tenuto quest’oggi presso l’Acquario di Genova l’evento ‘Nuova rete Iat Liguria’, un momento di confronto e rilancio strategico del sistema di accoglienza turistica regionale promosso da Regione Liguria che ha visto, per la prima volta in assoluto, la presenza dei sindaci e degli amministratori di tutti i Comuni della regione nonché degli operatori di tutti gli oltre 100 uffici turistici liguri per un totale di circa 180 persone. I presenti hanno condiviso visioni, strumenti e opportunità future con l’obiettivo di rafforzare insieme il ruolo strategico dell’accoglienza turistica regionale e costruire il prossimo passo del sistema Iat (Uffici di Informazione e Accoglienza Turistica) ligure .

“L’iniziativa ha rappresentato un passaggio fondamentale per rafforzare la rete Iat attraverso strumenti innovativi, una maggiore integrazione tra enti e operatori e un approccio sempre più orientato alla qualità dei servizi offerti ai visitatori – ha detto l’assessore regionale al Turismo Luca Lombardi – La nuova rete Iat Liguria è un progetto strategico che mette al centro il territorio, le comunità locali e l’esperienza del turista: con questo percorso vogliamo rafforzare il coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti, valorizzare le eccellenze locali e rendere l’accoglienza sempre più efficiente, digitale e accessibile. Voglio ringraziare tutti i sindaci, gli assessori, i consiglieri, i dirigenti, i funzionari e gli operatori presenti oggi, in rappresentanza del 90% degli uffici turistici regionali, che stanno collaborando in maniera fattiva alla realizzazione di questo nostro obiettivo ambizioso”.

Nell’ambito dell’incontro è stato presentato il software gestionale (Dms), lo strumento cardine del sistema: gestisce in modo integrato i processi di informazione, accoglienza e promozione, coordinando contenuti, dati e servizi turistici in un’unica piattaforma gestionale. Si tratta dello strumento che permetterà agli operatori turistici di avere informazioni sempre aggiornate e affidabili consentendo un lavoro più veloce ed efficiente e promuovendo in modo coordinato l’intero territorio ligure.

“La rete regionale degli Iat, grazie ad un coordinamento regionale unico, diventa il punto di contatto diretto con il turista e l’estensione territoriale dell’ecosistema digitale: è l’elemento fondamentale del modello proposto – ha aggiunto l’assessore Lombardi – Integrata con Dms e Dmo, la rete degli Iat garantirà quindi uniformità nell’accoglienza, coerenza informativa e maggiore efficacia nella conversione della domanda turistica in esperienze reali”.
“Le soluzioni tecnologiche di analisi dei dati – ha concluso Lombardi – consentiranno agli attori della governance, in particolare a Regione Liguria e alle Dmo, di fruire di dati utili per le attività di programmazione strategica, operativa, di controllo e monitoraggio delle performance del sistema turistico ligure nel suo complesso e delle singole aree territoriali”.

Pubblicato il decreto MiTur sul Fondo per il sostegno alle imprese del turismo: 109mln per potenziare il comparto

Pubblicato il Decreto del Ministero del Turismo con le regole attuative per gli aiuti alle imprese del turismo previsti di Legge di Bilancio 2026, che destina 109 milioni di euro al Fondo.

La misura prevede contributi a fondo perdutofino al 30 per cento delle spese, per un massimo di 4,5 milioni, destinati alle imprese del turismo per potenziare l’offerta turistica nazionale.

Quattro gli obiettivi strategici: destagionalizzare i flussi turistici,
favorire la digitalizzazione, la sostenibilità e gli investimenti conformi ai criteri ESG (Environmental, Social, and Governance), mediante la concessione di un mix di aiuti, in parte a fondo perduto e in parte come finanziamenti agevolati, per ristoranti, alberghi, villaggi turistici, B&B, ecc.

Il contributo a fondo perduto si affianca la possibilità di ottenere finanziamenti agevolati per il restante 70 per cento della spesa.
Ma gli investimenti dovranno essere importanti, con un minimo di spesa fissato a 1.000.000 euro e un valore massimo di 15 milioni.

Sia il bonus a fondo perduto che i finanziamenti potranno essere richiesti per gli interventi di riqualificazione energetica, per lavori volti a integrare sistemi di digitalizzazione e automazione finalizzata al risparmio energetico, ma anche per l’acquisto o lo sviluppo di software, brevetti e licenze in grado di favorire la destagionalizzazione dei flussi turistici.

Le tipologie di intervento includono, ad esempio:

    • efficienza energetica: coibentazione, sostituzione infissi, pareti ventilate, giardini verticali, caldaie a condensazione, sistemi di climatizzazione intelligente;
    • tutela ambientale: impianti fotovoltaici, solari termici, sistemi di stoccaggio energia (autoconsumo), recupero acque piovane;
    • digitalizzazione: cablaggio strutturato, infrastrutture per IA, domotica e automazione degli edifici;
    • riqualificazione: piscine, centri wellness, centri congressi e strutture per l’accessibilità;
    • soft assets: programmi informatici, brevetti e licenze legati alle finalità del decreto.

Le PMI potranno includere nel totale dei costi ammissibili anche le spese relative alle consulenze connesse agli interventi ammissibili, nel limite del 4 per cento dell’importo complessivo ammissibile come contributo a fondo perduto per ciascun progetto.

Potranno accedere alle agevolazioni gli operatori che esercitano attività d’impresa nel settore turistico, identificati da specifici codici ATECO*, contenuti nell’Allegato 1 del decreto attuativo.
Ai fini dell’accesso alle agevolazioni, le imprese devono essere attive, iscritte al Registro delle Imprese e in regola con gli obblighi contributivi e fiscali.
Sono ammesse anche Reti di impresa (massimo 5 soggetti) costituite come “Rete soggetto” da almeno 3 anni. I proprietari delle strutture potranno invece accedere previo consenso del gestore.

La domanda dovrà essere trasmessa tramite il portale che verrà predisposto da Invitalia, Soggetto Gestore della misura, sulla base della modulistica che verrà resa disponibile dal MiTur.

Il decreto attuativo per l’accesso agli incentivi è stato firmato dal Ministero del Turismo il 4 marzo, e il 16 marzo 2026 ha ottenuto il via libera da parte del Ministero dell’Economia. Ora si attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, nonché le modalità operative e il calendario le con le date di apertura e chiusura dello sportello per la presentazione delle domande, che saranno definiti con un successivo provvedimento attuativo.

SCARICA IL DECRETO

*CODICI ATECO AMMESSI:

Liguria in vetrina al Salon du Randonneur di Lione e al TravelXpo 2026 di Lillestrøm, in Norvegia

La Liguria rafforza la propria presenza sui mercati europei con una doppia partecipazione, in contemporanea, a due appuntamenti di riferimento per il settore turistico: il Salon du Randonneur di Lione e TravelXpo 2026 a Lillestrøm, in Norvegia.

A Lione la Regione è tra i protagonisti del Salon du Randonneur, manifestazione dedicata all’escursionismo e alle vacanze attive, in corso fino al 22 marzo al Centre de Congrès – Cité Internationale. Qui la Liguria punta su uno dei suoi asset più riconoscibili, l’outdoor, con una proposta corale che unisce costa ed entroterra e mira a intercettare un pubblico abituato a viaggiare a piedi, in bicicletta o comunque a contatto con la natura.
Dai sentieri affacciati sul mare ai percorsi nell’entroterra, il racconto – portato avanti insieme agli operatori del territorio – è quello di una regione compatta ma incredibilmente varia, dove in pochi chilometri si passa da un paesaggio all’altro. In primo piano anche il progetto “Liguria degli Anelli”, con itinerari ad anello pensati per una fruizione più sostenibile e immersiva del territorio.

Il Salon, giunto alla 18ª edizione, si conferma uno degli appuntamenti più seguiti in Francia per questo segmento, con oltre 12.600 visitatori registrati nel 2025.

Negli stessi giorni, la Liguria è presente anche in Norvegia a TravelXpo 2026, la principale fiera B2C del turismo del Paese, dove l’obiettivo è consolidare il trend positivo di un mercato in forte crescita. I dati lo confermano: nel 2025 gli arrivi dalla Norvegia in Liguria sono aumentati del 39,56%, con un incremento anche delle presenze (+2,43%).

A Lillestrøm la Regione si presenta con un’offerta ampia, che mette insieme mare, natura, cultura ed enogastronomia, puntando su una destinazione vivibile tutto l’anno. La partecipazione si inserisce nel lavoro avviato nei Paesi nordici, anche grazie alle attività di promozione realizzate nel 2025 e alla costruzione, insieme agli operatori, di proposte su misura per il pubblico scandinavo.

“La doppia presenza tra Francia e Norvegia conferma la strategia regionale di presidio dei principali mercati europei, con un’attenzione crescente verso un turismo attivo, sostenibile e distribuito lungo tutto l’anno – dichiara l’assessore regionale al Turismo Luca Lombardi -. In entrambe le fiere la Liguria si presenta come sistema, con una presenza condivisa tra istituzioni e operatori rappresentativi dell’intero territorio, dal Ponente al Levante, dalla costa all’entroterra. Un’impostazione che punta a rafforzare la visibilità della destinazione e a tradurla in opportunità concrete per il comparto turistico”.

Gli espositori presenti nello stand francese sono: RivieraUP; Liguria Hotel Ponente Coast Liguria Together; Visit Levanto & Cinque Terre & Liguria Together; Hotels & Experience Portofino & Cinque Terre Coast Liguria Together; Comune di Diano Marina; Varazze.it/Arenzano Turismo; Visit Finale Ligure / Pietra Ligure e Comune di Genova. Mentre in Norvegia, accompagnano la Regione: Elevation Club (Consorzio Tourist Comm Service); Comune di Bordighera; Giada Apartments – Your Gateway to Cinque Terre e City of Genoa.

Crisi in Medio Oriente, il caro bollette mette in allarme gli albergatori savonesi

«Non possiamo restare indifferenti di fronte alla drammatica escalation in Medio Oriente». Stefani Piccardo, presidente dell’Unione Provinciale degli Albergatori di Savona, esprime così la profonda preoccupazione della categoria per il deterioramento del quadro geopolitico internazionale. «Il conflitto in Iran e l’instabilità dello Stretto di Hormuz – è l’analisi di Piccardo –  rappresentano una minaccia diretta al tessuto produttivo delle nostre aziende. La nostra preoccupazione è che il costo dei carburanti possa avere delle conseguenze pesanti sui costi di gestione di luce e gas dei nostri alberghi». Secondo Stefania Piccardo «lo scenario attuale richiama le difficoltà vissute durante la pandemia, ma con l’aggravante di una pressione economica insostenibile sui costi operativi». «A pesare sulle attività sono soprattutto i rincari energetici, uniti all’impennata dei prezzi delle materie prime fondamentali per i servizi di ristorazione – precisa il presidente di Upasv –  Questa spirale inflattiva rischia di penalizzare pesantemente il settore turistico proprio alla vigilia della stagione primaverile». Per questa ragione, l’Upasv rivolge un appello accorato alla politica, chiedendo interventi strutturali contro le speculazioni finanziarie. Gli albergatori chiedono che lo Stato non si limiti a incassare il maggior gettito Iva derivante dall’aumento dei carburanti, ma che tali risorse siano utilizzate per sostenere le imprese che oggi «affogano nei rincari». Il timore principale riguarda dunque la tenuta della competitività del territorio: con l’avvicinarsi della Pasqua, la ripresa dei consumi, finora solo accennata, rischia una brusca e definitiva battuta d’arresto. Senza una stabilità dei mercati e un supporto concreto alle aziende, il motore economico del turismo savonese potrebbe spegnersi sotto il peso dell’incertezza globale.

La Riviera sorride al turismo del ciclismo

C’è un filo che lega in modo sempre più solido la Cofidis al Trofeo Laigueglia, ed è fatto di continuità, strategia e rapporti umani.

Dal 2001 al 2026 la formazione francese ha collezionato ben 16 partecipazioni alla classica ligure, diventando una presenza familiare sulle strade del Ponente. Ma negli ultimi anni Laigueglia ha assunto anche un ruolo diverso: non solo gara, ma base operativa in vista della Milano-Sanremo.

Il primo ritiro risale al 2018, quando la squadra guidata da Christophe Laporte scelse la Riviera per preparare la Classicissima. Due anni più tardi, nel 2020, in una stagione stravolta dalla pandemia, Cofidis tornò a Laigueglia per un ritiro estivo in vista di una inedita Milano-Sanremo disputata ad agosto, con Elia Viviani come uomo di riferimento.

Quello del 2026 rappresenta il terzo ritiro e introduce una novità significativa: per la prima volta sarà il team femminile Cofidis, anch’esso impegnato nella preparazione alla “Classicissima di primavera” a soggiornare a Laigueglia in questi giorni.. A cercare la vittoria a Sanremo per il team transalpino ci sarà l’italiana Nadia Quagliotto. Un segnale ulteriore di quanto il legame con il territorio si stia ampliando e ristrutturando.

Dietro questa scelta c’è la regia di Roberto Damiani, figura di grande esperienza nel panorama internazionale e profondo conoscitore della corsa ligure e dei suoi territori. Il suo rapporto con Laigueglia va oltre l’aspetto professionale e affonda le radici in una frequentazione costruita negli anni con rapporti di amicizia e collaborazione.

Non è un caso che proprio Damiani abbia lasciato il segno anche sul piano sportivo: nel 2003, alla guida come tecnico della Fassa Bortolo, contribuì ad aprire la strada alla tripletta firmata da Filippo Pozzato, una delle pagine più ricordate della storia recente della corsa.

Oggi, tra preparazione tecnica e relazioni consolidate, Laigueglia si conferma molto più di una semplice gara di inizio stagione: è diventata un punto di riferimento strategico per squadre di primo piano del ciclismo internazionale.

E Cofidis, anno dopo anno, continua a sceglierla.