08/06/2026 - 22:44
rete fidi liguria

Turismo outdoor nel 2026 in Italia ricavi stimati a 9,1 miliardi

Un giro d’affari che in Italia supera i 9 miliardi di euro. È la stima 2026 dell’impatto economico del turismo outdoor, formula di vacanza che negli ultimi anni è scelta da milioni di turisti di tutta Europa. Per quanto riguarda l’offerta, l’Italia è il secondo mercato del continente, alle spalle della Spagna, e precede la Francia. Quest’anno la spesa diretta per le vacanze all’aria aperta nel nostro Paese sarà superiore ai 5,12 miliardi di euro, considerando una spesa media diretta pro capite giornaliera di circa 75 euro. Considerando le componenti indirette e l’indotto si arriva a più di 9,1 miliardi. Valore che secondo le analisi di Thrends, società di marketing turistico, per la sesta edizione dell’Osservatorio del turismo outdoor realizzato per Human Company, può arrivare a un massimo di 13,3 miliardi di euro.

Quest’anno le presenze in campeggi, resort e villaggi saranno 68,4 milioni di pernottamenti con un +0,4% sul 2025. Il motore saranno gli arrivi dall’estero con 37,8 milioni di notti pari a una quota del 55%. Dal post Covid gli italiani hanno scoperto questo tipo di vacanza e circa 30,6 milioni di pernottamenti con un trend stabile. Il confronto con il 2019 evidenzia una crescita a doppia cifra, si sfiora il +14%, della domanda estera mentre il mercato domestico per lo stesso periodo segna un -9,2%.

«Superata la fase di rimbalzo dopo la pandemia l’Italia si conferma il secondo mercato in Europa – rimarca Domenico Montano, general manager di Human Company, azienda attiva da oltre 40 anni nel turismo open air -. Ora l’offerta deve passare dalla qualificazione e l’innovazione dell’offerta». Un trend che vede un costante percorso di crescita per aumentare qualitativamente l’offerta sia sul fronte del comfort, sempre più assicurato dalle case mobili, che nei villaggi dei principali operatori hanno raggiunto una penetrazione del 30%, e dai servizi in linea con quelli offerti dagli hotel a 3 e 4 stelle.

Sul territorio il baricentro dell’offerta è a Nord Est. Tra lago di Garda, il delta del Po, la costa veneta tra Caorle e Jesolo e la Romagna qui ci sono i villaggi più grandi che accolgono migliaia di vacanzieri fidelizzati che arrivano da tutta Europa. In questa macro area, grazie alla vicinanza con i mercati di lingua tedesca e del Nord Europa, nel 2025 si è concentrato quasi il 46% dei pernottamenti, 31,4 milioni, con una crescita di mezzo punto percentuale. Seguono il Centro, con altri 16,7 milioni di notti, il Sud e le isole (10,6 milioni) e il Nord-Ovest (9,5 milioni). Quest’anno continua a pesare il clima d’incertezza scatenato dall’attuale situazione geopolitica e dal prezzo del petrolio, così lo scenario che gli analisti di Thrends disegnano è quello di una sostanziale stabilità della domanda.

Per la prima volta Human Company e Thrends analizzano l’andamento del settore a livello europeo. Nel 2025 in Europa sono stati registrati circa 3 miliardi di pernottamenti in tutti i tipi di strutture ricettive con un +2,2% sull’anno precedente. La formula della vacanza all’aria aperta invece ha visto poco più di 413,2 milioni di notti (+14%) di cui quasi 154 milioni nella sola Francia. Nel 2025 in sei Paesi – Francia, Italia, Spagna, Germania, Olanda e Croazia – sono stati registrati 351,3 milioni di pernottamenti.

Fonte Il Sole 24 Ore

Con Rete Fidi un’ampia gamma di servizi dedicati alle imprese

«Rete Fidi – spiega la responsabile commerciale Chiara Barosso – consente di offrire alle imprese un’ampia gamma di servizi per favorire l’accesso al credito che non si esaurisce con la tradizionale garanzia su finanziamenti bancari, ma si estende, anche al finanziamento diretto con utilizzo di risorse pubbliche o di mezzi propri” Rete Fidi Liguria si inserisce in un disegno strategico, fortemente voluto dalla Regione Liguria, volto a creare un operatore unitario e professionale nel mercato della garanzia che sia in grado di dar voce a tutte le imprese socie, razionalizzare l’offerta di garanzia collettiva, allentando i vincoli finanziari che in genere ostacolano lo sviluppo delle piccole e medie impresa. L’attività principale di Rete Fidi èquella tradizionale di confidi con la prestazione di garanzie su finanziamenti bancari e su altri strumenti quali prestiti agevolati della Finanziaria Regionale Ligure. Inoltre Rete Fidi Liguria, in quanto intermediario finanziario vigilato art. 106 TUB, opera anche erogando prestiti diretti alle imprese a condizioni favorevoli, in funzione della provvista di fonte pubblica che è in grado di attivare. L’obiettivo è fornire alle imprese associate soluzioni personalizzate per accedere più facilmente al credito bancario ma anche per diversificare le fonti di finanziamento e accedere ai contributi pubblici, in particolare del POR Liguria. Con le sue garanzie, negli ultimi anni Rete Fidi ha supportato oltre 1.000 piccole imprese nell’accesso ai finanziamenti e contributi del POR Liguria, a valere sui diversi bandi Cassa Commercio Liguria e Garanzia Artigianato Ligurianel 2023, 2024 e 2026. Inoltre, è operativo un plafond di 40 milioni di euro di garanzie a favore della Finanziaria Regionale Filse, a copertura dei finanziamenti agevolati che accompagnano i contributi a fondo perduto previsti da varie Misure del POR Liguria.

Weekend del Primo Maggio, Piccardo e Scrivano: “Premiato il fascino resiliente del turismo di prossimità”

Il weekend del Primo Maggio si preannuncia come il banco di prova definitivo per la resilienza del turismo ligure. Secondo i dati dell’osservatorio dell’Unione Provinciale Albergatori di Savona (Upasv), la Riviera di Ponente si conferma «la meta prediletta per migliaia di piemontesi e lombardi. Non si tratta però di una scelta dettata solo dalla tradizione, ma di una strategia oculata per rispondere a un contesto macroeconomico complesso e incerto».

Il fenomeno del “mordi e fuggi” è la risposta diretta al rincaro dei prezzi e all’instabilità geopolitica. Come sottolineato dalla presidente di Upasv, Stefania Piccardo «la vicinanza geografica diventa il fattore competitivo principale: accorciare le distanze permette di abbattere i costi del carburante e dei pedaggi, ottimizzando il tempo a disposizione senza rinunciare alla qualità del riposo. In un’epoca di budget familiari ristretti, il mare della Liguria non è più solo uno svago, ma un rifugio accessibile e rassicurante».

Le partenze, che vedranno il loro culmine giovedì 30 aprile, apriranno le porte a un weekend dove il binomio “sole e cucina” farà da padrone. Le spiagge si preparano ad accogliere i primi amanti della tintarella, ma è nell’offerta esperienziale che la provincia di Savona gioca la sua carta vincente. Carlo Scrivano, direttore di Upasv, evidenzia come «il turismo non sia più solo contemplativo, ma attivo: i tour enogastronomici tra gli uliveti e i borghi medievali rappresentano ormai un pilastro dell’economia locale- Questa capacità di adattamento dimostra che il patrimonio naturale della Riviera è un asset strategico capace di resistere alle crisi. Il turista del 2026 cerca un’esperienza che sappia coniugare il benessere fisico al rispetto per il portafoglio, trovando nel Ponente ligure la sintesi perfetta». La sfida per gli operatori sarà quella di gestire flussi concentrati in pochi giorni, garantendo standard elevati e confermando la Liguria come “regina” indiscussa del turismo di prossimità nel Nord Italia.

Ministero del turismo: 109 milioni per destagionalizzazione e tecnologia

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del ministero del turismo da 109 milioni di euro per due dei principali obiettivi del ministero: favorire il “turismo tutto l’anno” attraverso progetti di destagionalizzazione e innovare, digitalizzando il settore per renderlo più tecnologico, così come chiedono i turisti del 2026.

Le risorse stanziate, di cui 59 milioni a fondo perduto e 50 milioni sotto forma di finanziamento agevolato, sono destinate a interventi di riqualificazione energetica per edifici turistici e strutture produttive, che includano soluzioni per la digitalizzazione, automazione e misurazione intelligente, al fine di migliorare l’efficienza energetica, ridurre i consumi e favorire l’uso di energie rinnovabili, soprattutto per spingere il turismo tutto l’anno, indirizzando i flussi nei periodi meno congestionati.

I soggetti destinatari dell’intervento sono gli operatori identificati dai codici Ateco rientranti in un ampio novero di categorie.

Il soggetto gestore della misura, per quanto attiene ricezione, valutazione e approvazione delle domande, concessione ed erogazione delle agevolazioni, nonché controllo e monitoraggio, è Invitalia.

La Liguria è in prima linea a “Italia insieme, turismo accessibile e territorio”

La Liguria è in prima linea a “Italia insieme, turismo accessibile e territorio”, l’appuntamento nazionale dedicato allo sviluppo del turismo inclusivo e accessibile, in corso alla Stazione Leopolda di Firenze.
L’evento, promosso dal ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, riunisce istituzioni, Regioni, enti locali e realtà del Terzo Settore con l’obiettivo di condividere progetti, strumenti e buone pratiche per migliorare l’accessibilità dell’offerta turistica e garantire il pieno diritto al viaggio e al tempo libero per tutte le persone.

Nel pomeriggio, l’assessore regionale al Turismo Luca Lombardi è intervenuto in occasione del panel dedicato ai servizi per un turismo realmente accessibile, portando l’esperienza della Liguria e illustrando un percorso costruito negli ultimi anni attraverso il coinvolgimento di istituzioni, associazioni e operatori del territorio.

Nel suo intervento, l’assessore ha richiamato le principali linee di lavoro sviluppate dalla Regione, che ha progressivamente strutturato un sistema di interventi che va dalla mappatura delle spiagge accessibili alla realizzazione di strumenti informativi dedicati, fino agli investimenti infrastrutturali nei Comuni e ai contributi per favorire l’accesso al mare delle persone con disabilità. Un percorso che si inserisce in una strategia più ampia di qualificazione dell’offerta turistica e di destagionalizzazione dei flussi, con una crescente attenzione a una domanda sempre più articolata.

“Sono state realizzate guide mirate per promuovere e far conoscere cittadini e ai turisti l’offerta accessibile del territorio regionale questo grazie al protocollo d’Intesa tra Regione Liguria, Inail, Consulta Regionale per la Tutela dei Diritti della Persona Handicappata, Aism ed Agenzia InLiguria – ha detto l’assessore Lombardi – La Guida Mare Accessibile 2025 ha raggiunto 958 stabilimenti censiti lungo la nostra costa con ben 278 strutture classificate come totalmente accessibili o ad accessibilità condizionata per una crescita del 25% di spiagge accessibili da persone con disabilità motoria: segno di una Liguria sempre più attenta alle esigenze di tutti i cittadini e di chi sceglie la nostra regione come meta di vacanza. Nella Guida Alberghi Accessibili 2025 sono state 85 le strutture ricettive che hanno aderito volontariamente al progetto di cui 67 risultano già accessibili o ad accessibilità condizionata. Quest’anno Regione Liguria procederà con la realizzazione delle rinnovate Guida Mare Accessibile e Guida Ospitalità Accessibile e avremo anche una piacevole novità: la Guida ai Luoghi Accessibili realizzata per potenziare la fruizione accessibile delle risorse territoriali quali le aree verdi, i parchi urbani e le ville”.

In questo quadro si colloca anche il progetto “Liguria Accessibile” che, attraverso il portale turistico www.lamialiguria.it e strumenti digitali dedicati, mette a disposizione informazioni aggiornate su strutture, servizi ed esperienze fruibili, contribuendo a rendere più semplice e consapevole la pianificazione del viaggio.

Accanto all’intervento istituzionale, la partecipazione della Regione è accompagnata da uno spazio espositivo dedicato, all’interno del quale vengono presentate le principali progettualità e buone pratiche sviluppate sul territorio. Il presidio dello stand ligure è realizzato in collaborazione con AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), partner della Regione in numerose iniziative legate allo sviluppo di un turismo accessibile e inclusivo.

La presenza a Firenze si inserisce in un percorso più ampio che vedrà la Liguria protagonista anche a livello europeo: Genova ospiterà infatti il 18 giugno 2026 l’Assemblea Generale ENAT (European Network for Accessible Tourism), confermando il ruolo di primo piano della Regione nel confronto sul turismo inclusivo.

A febbraio la Liguria ha fatto il pieno di turisti

A febbraio la Liguria ha fatto il pieno di turisti. Considerando i dati agglomerati di strutture ricettive e Aaut diffusi dall’Osservatorio turistico regionale, sono state 681.058 le presenze a febbraio 2026, 85.341 in più rispetto allo stesso mese del 2025, pari al +14,33%.

Nel dettaglio, l’aumento ha interessato sia i turisti provenienti dall’Italia (478.401 presenze, +58.973 pari a +14,06% rispetto a febbraio 2025) che quelli provenienti dall’estero (202.657 presenze, +26.368 pari al 14,96% rispetto a febbraio 2025).

“Con il grande exploit di febbraio raccogliamo i frutti della nostra politica di promozione della Liguria da vivere tutto l’anno, volta a spingere quei mesi che generalmente vengono definiti ‘spalla’, cioè mesi di transizione che precedono o seguono i periodi di festività o i classici ponti primaverili: i dati sono la prosecuzione dei risultati ottenuti ad ottobre 2025 quando abbiamo registrato un aumento del 10% delle presenze” commenta l’assessore regionale al Turismo Luca Lombardi.

“Inoltre i dati diffusi nei giorni scorsi da Enit confermano la crescita dell’Italia dal punto di vista turistico e dimostrano come la Liguria non sia soltanto in linea con il trend nazionale, ma si stia affermando come una delle regioni trainanti del comparto”.

Incontro Urso-Mazzi per rafforzare il coordinamento tra politiche industriali e valorizzazione del turismo

 Si è svolto a Palazzo Piacentini l’incontro tra il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, volto ad approfondire il coordinamento tra politiche industriali e valorizzazione del turismo, considerati asset strategici per la competitività e la crescita del Sistema Paese.

Al centro del colloquio il ruolo del settore come moltiplicatore di valore per la domanda internazionale e l’attrattività del Paese. In questo quadro, Urso ha condiviso con Mazzi i punti di forza del sistema produttivo nazionale illustrati nel Libro Bianco “Made in Italy 2030”, elaborato dal Mimit, evidenziando il ruolo centrale, tra le filiere emergenti, di turismo e tempo libero e delle industrie culturali e creative. Emblematiche in tal senso le dinamiche positive che si riscontrano dalla crescita degli investitori esteri in Italia, aumentati del 20% in tre anni, soprattutto nella gamma del lusso, e della presenza dei turisti stranieri sul territorio.

Nel corso del confronto si è quindi evidenziata la stretta connessione tra Made in Italy e turismo ricordando i recenti dati elaborati dall’ufficio statistica del MiTur dai quale emerge che oltre il 42% dei turisti internazionali sceglie l’Italia per il Made in Italy.

Mazzi ha sottolineato che il comparto rappresenta un’industria fondamentale per la Nazione e che il Governo è impegnato a favorire la creazione di valore nel settore, anche attraverso investimenti mirati in nuove tecnologie e intelligenza artificiale. Ha quindi ribadito con Urso l’importanza di mettere al centro dell’agenda meccanismi per favorire gli investimenti nel settore del turismo e, di rifinanziare e riattivare lo sportello dei contratti di sviluppo per il turismo, strumento chiave per attrarre investimenti nel Paese.

Durante il confronto spazio poi anche agli interventi in programma per destagionalizzare il turismo, attrarre i cosiddetti “navigatori digitali” e favorire il ripopolamento dei borghi italiani. Urso e Mazzi hanno infine condiviso l’impegno dei due Ministeri a contribuire alla definizione delle Linee guida operative per il contrasto alle false recensioni nel turismo e nella ristorazione, misura contenuta nella prima legge annuale sulle pmi approvata a marzo in via definitiva dal Parlamento e che ha avuto un riscontro positivo tra gli operatori.

-Foto ufficio stampa Ministero del Turismo-

Turismo in Italia, meno viaggiatori dagli Usa: prenotazioni in calo e hotel sotto pressione

Le tensioni geopolitiche stanno incidendo sui flussi internazionali, con un’importante riduzione delle prenotazioni in Italia di turisti provenienti dagli Usa. Tenendo conto che tradizionalmente gli statunitensi sono tra i turisti a più alta capacità di spesa, ciò sta creando non poche preoccupazioni gli operatori nel settore. Il dato si inserisce in un quadro più ampio di rallentamento. I viaggiatori stanno rinviando o modificando i propri piani, mentre organizzatori e strutture ricettive devono vedersela con una domanda meno stabile e più difficile da prevedere. Aidit rileva che il 90,1% degli operatori segnala un calo delle nuove prenotazioni. Si tratta di un indicatore qualitativo, che misura quante agenzie osservano il fenomeno, ma estremamente significativo perché evidenzia un rallentamento diffuso lungo tutta la filiera. A questo si aggiungono altri elementi che peggiorano il quadro: il 42,5% delle agenzie registra un aumento delle cancellazioni e delle richieste di rimborso; il 62% osserva una tendenza a procrastinare la partenza. Quanto stanno calando davvero le prenotazioni Secondo Assoviaggi il turismo organizzato sta registrando un calo nelle prenotazioni che potrà arrivare fino al 20% nei prossimi tre mesi. I numeri non possono essere uniformi. Nelle aree direttamente coinvolte dal conflitto come il Golfo, infatti il blocco è quasi totale. Nelle destinazioni limitrofe, come Egitto e Turchia, la flessione si attesta intorno al 10,6%. Si tratta quindi di una contrazione non omogenea, che varia in base alla distanza geografica dal conflitto e alla percezione di sicurezza delle destinazioni. L’impatto più delicato riguarda il turismo internazionale, e in particolare i flussi extra-europei. Il rallentamento della domanda estera, peggiorato dall’impossibilità di garantire la fattibilità dei voli, incide direttamente sulla redditività degli hotel, soprattutto nelle strutture di fascia medio-alta, più dipendenti dai visitatori stranieri. Secondo il World Travel & Tourism Council, ogni giorno di conflitto può generare perdite per circa 550–600 milioni di euro nella spesa turistica mondiale. Questa cifra non riguarda solo l’Italia, ma l’intero sistema e include minori viaggi, cancellazioni e riduzione dei consumi dei turisti. Per il mercato italiano, la fotografia del prossimi mesi sarà composta da un insieme di fattori diversi: possibili meno arrivi da mercati lontani, come Usa e Asia; prenotazioni più brevi e in ritardo; maggiore incertezza sulle settimane centrali dell’estate. Oltre alla riduzione della domanda, emerge un secondo effetto che incide direttamente sui margini delle imprese: l’aumento dei costi operativi. Le agenzie di viaggio, in particolare, si trovano a gestire un numero crescente di modifiche, cancellazioni e riprotezioni dei clienti. Secondo le stime del settore, ogni agenzia sta registrando perdite medie superiori ai 14mila euro, mentre il 41,5% degli operatori già sostiene costi aggiuntivi per riorganizzare i viaggi già venduti. Anche senza un crollo totale delle prenotazioni, quindi, la redditività risulta compromessa. Più che scomparire, la domanda turistica si sta trasformando. I dati mostrano uno spostamento delle preferenze: le destinazioni percepite come più rischiose — come Medio Oriente e, in parte, Nord Africa e Turchia — perdono attrattività, mentre cresce l’interesse per mete considerate più sicure. In questo contesto, in realtà, l’Italia emerge come destinazione alternativa: secondo Aidit viene scelta dal 41,1% dei viaggiatori che cambiano meta, contro il 23,6% della Spagna. Questo spostamento però non riesce a compensare le perdite perché si sta riducendo il turismo internazionale di fascia alta, mentre cresce quello interno all’area europea, con una capacità inferiore di spesa. Il turismo si conferma uno dei settori più sensibili alle crisi internazionali. I dati mostrano un sistema che non si ferma, ma che diventa più instabile e meno prevedibile. La variabile decisiva resta la durata della crisi. Se le tensioni dovessero protrarsi nei mesi estivi, quando si concentra gran parte del fatturato annuale, il rischio è che il calo attuale oggi stimato tra il 6% e il 20% possa aggravarsi ulteriormente.

Fonte Qui Finanza

Lombardi: “In Liguria, dove i turisti stranieri rappresentano circa il 49% degli arrivi complessivi”

Dalla cucina alla moda, dall’artigianato al design, il Made in Italy continua a essere uno dei principali fattori di attrattività per i visitatori internazionali. Un dato che trova riscontro anche in Liguria, dove i turisti stranieri rappresentano circa il 49% degli arrivi complessivi, più della media nazionale (42%).
“Il Made in Italy rappresenta uno degli asset più forti e riconoscibili del nostro Paese e il turismo è il principale veicolo attraverso cui questo patrimonio si racconta e si trasforma in valore economico e culturale. I dati diffusi dal Ministero del Turismo parlano chiaro: quasi 14 miliardi di euro di spesa turistica sono legati direttamente alle esperienze riconducibili al Made in Italy con un ruolo sempre più centrale anche nel segmento del turismo di qualità”. Così l’assessore al Turismo della Regione Liguria Luca Lombardi In occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy.

“In Liguria le nostre tradizioni, i borghi e le produzioni tipiche rappresentano un’offerta integrata che va oltre la semplice visita: parliamo di esperienze, di stile di vita e di autenticità – prosegue l’assessore – È su questo che stiamo costruendo la nostra strategia turistica attraverso politiche di valorizzazione dei territori e delle identità locali, con particolare attenzione alla promozione degli eventi autentici e delle tradizioni, alla valorizzazione dei musei di impresa diffusi, allo sviluppo dell’entroterra e dei borghi in chiave esperienziale e all’integrazione tra turismo, enogastronomia, artigianato e cultura. Il Made in Italy – conclude – non è solo un marchio ma un racconto collettivo fatto di persone, competenze e territori che in Liguria lavorano ogni giorno per trasformare in un motore di sviluppo, capace di generare valore economico, occupazione e qualità dell’offerta turistica durante tutto l’anno”.

Upa informa, Direttiva Bolkenstein alle concessioni balneari in Italia

Gentilissimi,
come riportato dalla stampa, il Ministero dei Trasporti competente per materia, sta procedendo nel confronto con Bruxelles in merito all’applicazione della direttiva Bolkenstein alle concessioni balneari in Italia.
A fine di aggiornare il quadro riferito alle aziende ricettive associate che sono titolari di concessioni balneari, chiediamo a quanti di voi interessati, di INVIARE a segreteria@alberghiconfindustria.it  con cortese urgenza le indicazioni che seguono: