04/04/2026 - 15:33
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Turismo di Pasqua in Riviera Piccardo e Scrivano: «Verso il tutto esaurito, test importante in vista dell’estate»

«La Ligurian Riviera si conferma regina del turismo nazionale in vista delle festività pasquali». Lo affermano Stefania Piccardo e Carlo Scrivano, rispettivamente presidente e direttore dell’Upasv, l’Unione provinciale albergatori di Savona. «A trainare le prenotazioni degli ultimi giorni – dicono Piccardo e  Scrivano – è un mix di fattori sia meteorologici che geopolitici. L’attuale instabilità in Medio Oriente e l’aumento dei costi dei voli internazionali hanno spinto molti viaggiatori a rinunciare alle mete esotiche a favore della sicurezza e della bellezza del territorio ligure. Tra Varazze e Andora assistiamo ad un marcato ritorno del turismo domestico: le famiglie italiane che decidono di trascorrere questo periodo di vacanza in Riviera è in aumento. Lombardia e Piemonte, come sempre, sono in testa, ma non manca la componente straniera».

Per gli albergatori della Riviera Savonese dunque «i segnali sono incoraggianti. Nonostante una Pasqua anticipata rispetto al 2025 si registrano  flussi importanti e il fenomeno del last-minute, legato alle previsioni meteo, promette di portarci vicini al sold-out». Viaggia a pieno ritmo anche il settore extra-alberghiero. «Si conferma pilastro dell’accoglienza – confermano Piccardo e Scrivano – In tutta la Riviera si sta vivendo una fase di particolare dinamismo con prenotazioni “a raffica” registrate negli ultimi giorni, consolidando un trend che vede la costa ma anche l’entroterra con gli agriturismi non più solo come meta estiva, ma come destinazione sicura e attrattiva durante tutto l’anno. La sfida per il futuro resta la penetrazione nei mercati emergenti, ma il “sentiment” attuale conferma la regione come scalo prioritario nel Mediterraneo».

Buyer da Cina, Usa, Repubblica Ceca e Danimarca alla scoperta delle bellezze del Finalese

Dopo il workshop “Discover Italy” a Sestri Levante, in cui Finale Ligure ha incontrato oltre 30 buyer internazionali selezionati, il percorso è proseguito con un fam trip studiato su misura, organizzato insieme ai Comuni di Albenga e Diano Marina, in un’ottica di promozione condivisa della Liguria Riviera e del Ponente. Quattro buyer provenienti da Cina, Danimarca, Stati Uniti e Repubblica Ceca hanno vissuto un’esperienza immersiva alla scoperta del Finalese.

Due giorni tra natura, outdoor e cultura: dal Sentiero del Pellegrino a Varigotti a Finalborgo e il suo patrimonio storico, fino al sistema museale diffuso. Tra botteghe artigiane, esperienze in mare con un giro in barca a vela, sapori locali nei bar e ristoranti del territorio e momenti dedicati allo shopping.

Un viaggio tra esperienze, strutture ricettive e identità che ha coinvolto anche il territorio circostante, come Noli, per raccontare un’offerta ampia e integrata. Un’occasione concreta per promuovere il territorio sui mercati internazionali, attraverso chi lo proporrà ai propri clienti. Un lavoro di rete che rafforza il posizionamento del Ponente ligure sui mercati internazionali.

Fonte Visit Finale

Turismo, al via dal 2 aprile sportello per accedere a fondo staff house del Ministero

Le imprese turistico-ricettive potranno presentare domanda sul sito Invitalia fino al 5 maggio

Dalle ore 12 di giovedì 2 aprile, le imprese del settore turistico-ricettivo, incluse quelle di somministrazione di alimenti e bevande, potranno presentare sul sito di Invitalia la domanda per accedere al fondo “Staff House Titolo II”, da 54 milioni di euro, per l’ammodernamento degli alloggi da destinare ai propri lavoratori.

Il contributo, promosso dal Ministero del Turismo e gestito da Invitalia, è a fondo perduto in conto capitale per le spese di:

•     riqualificazione, ammodernamento o completamento di immobili già esistenti che comportano un miglioramento della prestazione energetica;

•     acquisto di impianti, macchinari, attrezzature varie e arredi, nuovi di fabbrica, nonché opere murarie per la loro installazione;

•     consulenze per le PMI strettamente connesse agli interventi ammissibili e servizi di consulenza in materia di tutela dell’ambiente e dell’energia.

Ciascuna domanda di agevolazione, da inviarsi entro le ore 17:00 del 5 maggio 2026, deve prevedere spese comprese tra 500.000 euro e 5.000.000 di euro (IVA esclusa) e garantire almeno dieci posti letto destinati ai lavoratori. 

Dal 24 marzo, è possibile precompilare la sezione “Anagrafica e deleghe” della domanda.

Le domande saranno valutate in base all’ordine cronologico di invio.

Previsto oggi, alle 15.30, un webinar tecnico per fornire informazioni operative sulla compilazione della domanda di partecipazione e illustrare i criteri per il calcolo delle agevolazioni, come stabilito dalla normativa di riferimento.

Pasqua cade “in un clima di forti tensioni politiche ed economiche”

Pasqua cade, quest’anno, “in un clima di forti tensioni politiche ed economiche” e sarà più difficile quest’anno superare i confini nazionali: da un lato a causa dei conflitti che minano la stabilità geopolitica e la sicurezza, dall’altro per i costi, che soprattutto sul fronte dei voli hanno raggiunto picchi davvero impressionanti. Come ogni anno, l’Osservatorio nazionale Federconsumatori ha monitorato i costi dei viaggi in treno, pullman e aereo nelle festività di Pasqua, effettuando il confronto anche con il 2025.

Secondo le prime stime una famiglia su sette (pari a circa 3,8 milioni di famiglie) sceglierà di trascorrere Pasqua fuori casa. Di questi oltre il 96% resterà in Italia, approfittando dell’ospitalità di amici e parenti, oppure scegliendo soluzioni low cost in b&b, agriturismi o appartamenti in affitto.

A viaggiare saranno soprattutto studenti e i lavoratori fuori sede che torneranno a casa, per festeggiare con amici e parenti. Ma, come ogni anno, chi mette in programma di spostarsi dovrà fare i conti con forti aumenti dei costi dei biglietti e della benzina. In molti, infatti, sceglieranno di spostarsi in auto, spendendo però, rispetto a Pasqua 2025, circa il 4% in più per la benzina e il 26% in più per il diesel, nonostante il taglio delle accise completamente eroso da aumenti e fenomeni speculativi. Ma gli aumenti non mancano anche per chi sceglie di viaggiare diversamente: nel confronto con il 2025, a Pasqua, i costi dei voli per le tratte monitorate sono aumentati mediamente del 23%, con picchi di oltre l’80% (Milano – Londra) e del 73% (Milano – Parigi). Nel periodo, viaggiare in treno costa il +11% rispetto al 2025. Ma le differenze maggiori, come ogni anno, si rilevano tra i costi dei biglietti durante le festività e quelli applicati nei periodi immediatamente precedenti: l’Osservatorio ha aggiornato il consueto studio, confrontando i prezzi per un viaggio nel weekend di Pasqua con quelli di un weekend ordinario a marzo. I risultati confermano aumenti significativi su tutte le principali tratte. In particolare, i costi dei viaggi in treno aumentano mediamente del 47%, con picchi fino al +65% (Milano-Bologna). Non va molto meglio a chi decide di prendere un volo: i costi delle tratte nazionali aumentano del 67% (con un picco del +131% per la tratta Torino-Palermo) e quelli dei voli internazionali del 62%. Il viaggio in pullman risulta ancora il più economico, ma è quello che registra i rincari più elevati. Mediamente i biglietti monitorati aumentano del 72%, l’incremento più alto si registra sulla tratta Roma-Cosenza, che a Pasqua ha una tariffa più elevata del 112% rispetto a un weekend di marzo.

Fonte Agi

Turismo organizzato, la metamorfosi è servita

E se fosse troppo presto per parlare di una nuova geografia dei viaggi? Lo scoppio del conflitto in Medio Oriente sta certamente avendo delle ripercussioni inevitabili nel settore, ma c’è chi pensa che sia ancora prematuro parlare “di una nuova geografia turistica già consolidata. La crisi è troppo recente e troppo dinamica per consentire oggi una lettura definitiva degli spostamenti di mercato – sostiene Domenico Pellegrino, presidente di Aidit -. Quello che vediamo con chiarezza è un rapido adattamento della domanda“.

Nel senso che le aree oggi percepite come “impraticabili o troppo esposte escono immediatamente dal radar del consumatore, mentre cresce l’attenzione verso destinazioni più rassicuranti, più accessibili e meglio servite”. Ecco perché secondo Pellegrino sarebbe “un errore leggere questa fase come una semplice sostituzione di mete”. E’ molto di più: “Siamo di fronte a una perturbazione profonda che incide insieme sulla mobilità, sulla fiducia, sui costi e sulla percezione generale di sicurezza”.

Un turismo più prudente

Una fase “particolarmente delicata per il turismo organizzato – commenta Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi -, il quadro è in evoluzione e potrebbe aggravarsi in caso di prosecuzione del conflitto e di un eventuale rialzo delle tariffe aeree”. In ogni caso, la crisi in Medio Oriente sta spingendo i viaggiatori verso “un turismo più prudente, con scelte meno rischiose, più vicine o consolidate”.

Ovviamente dall’inizio della guerra, le agenzie di viaggi stanno registrando la cancellazione verso le destinazioni direttamente coinvolte dalla crisi in Medio Oriente e zone limitrofe, ma Rebecchi aggiunge che “sono in flessione anche numerose mete di lungo raggio, verso l’Asia e l’Oceania, per le aree che nei collegamenti tra Europa e Oriente utilizzano come hub strategici gli aeroporti di Dubai, Doha e Abu Dhabi”.

Secondo Luana De Angelis, vicepresidente Fiavet, ci si deve aspettare una geografia “dettata più dalla logistica aerea che dal semplice desiderio. La chiusura di molti corridoi aerei sopra il Medio Oriente sta ridisegnando le rotte: viaggiare verso Oriente è diventato complesso perché i voli devono essere diretti e spesso non si trovano”.

Nella sua analisi De Angelis afferma che la nuova geografia si sta spostando “con decisione verso l’Atlantico e l’Occidente, o verso mete europee e mediterranee raggiungibili con rotte sicure”. L’Italia, in questo scenario, resta “il porto sicuro per eccellenza, ma anche il resto d’Europa sta vedendo una riconsiderazione dei flussi”.

A parlare di numeri è Fulvio Avataneo, presidente di Aiav. A suo dire l’impatto sull’estate sarà principalmente “sull’Italia e, in secondo luogo, sul trasporto aereo, e in entrambi i casi sarà di carattere sostanzialmente economico: le prime indicazioni sui costi delle vacanze in Italia segnalano un incremento medio del 5/6% rispetto al 2025, mentre già si possono riscontrare gli aumenti dei vettori dovuti al costo del carburante. E crediamo che buona parte delle destinazioni turistiche saranno ‘contagiate’ dallo stesso aumento della spesa per il turista”.

Il sentiment della clientela

In tutto ciò come sta reagendo la clientela? Da Fiavet non si nasconde che “l’impatto è forte. Non c’è un blocco totale, ma una ‘paralisi decisionale‘ per certe aree che ci porterà a lavorare, male, con i last minute – mette in guardia De Angelis -.  Le persone hanno paura di restare bloccate, come purtroppo è accaduto”. Timore che condiziona “pesantemente le nuove prenotazioni”. La sicurezza del viaggio è tornata a essere “il primo requisito, superando anche il prezzo. In questo clima, il valore della consulenza professionale in agenzia è l’unico vero scudo per il viaggiatore: il fai-da-te in questo momento è un rischio che quasi nessuno vuole più correre”.

Se l’impatto sul sentiment “è forte, l’impatto sulla voglia di partire molto meno – commenta Pellegrino -. Questo è il punto centrale. Gli italiani continuano a voler viaggiare, ma vogliono farlo con più tutele, più informazioni, più rassicurazioni e maggiore attenzione alla spesa”.

Ciò che osserva il manager è che “è cambiato il comportamento del cliente, non il bisogno di vacanza. E questo bisogno, a nostro avviso, resta profondo, reale e non sostituibile, perché la vacanza non è solo consumo: è benessere, riequilibrio, qualità della vita”. Anche Aidit pone l’accento sul fatto che, in una fase di alta instabilità internazionale emerge “con ancora più forza il ruolo delle agenzie di viaggi e dei tour operator: non semplici venditori di destinazioni, ma gestori della complessità, presidio di sicurezza, consulenza e protezione concreta per il viaggiatore. Nei momenti facili tutto sembra intercambiabile; nei momenti difficili si vede chiaramente la differenza tra il turismo organizzato e l’improvvisazione”.

Prenotazioni in calo

Allo stesso modo è inutile nascondere “il calo delle prenotazioni – riconosce Avataneo -, ma la sensazione è che i timori nel medio-lungo termine non siano legati tanto alla geopolitica, quanto all’inflazione e al rischio di un rallentamento generale dell’economia“, avverte il manager.

Ciò che viene notato è “una tendenza generale all’attesa, motivata dalla necessità di comprendere l’evoluzione dei costi legati ai trasporti, alle bollette, al carrello della spesa. La nostra convinzione è che, risolti questi dilemmi, la crisi potrebbe essere decisamente contenibile”.

In linea la fotografia scattata da Assoviaggi, per il quale il mercato turistico è “in una fase di stallo, si respira un clima di incertezza e prudenza con clienti più cauti, maggiormente attenti alla sicurezza e meno propensi a prenotare per ridurre la propensione al rischio, soprattutto per mete percepite come instabili. Le flessioni più marcate si osservano sul lungo raggio, in particolare verso l’Asia, il Medio Oriente, l’Egitto e l’Oceania”, ma il quadro resta in evoluzione.

Rebecchi confida “in una ripresa delle prenotazioni anche se il blocco di queste settimane inciderà particolarmente sui fatturati e sulla marginalità delle agenzie di viaggi, ma è evidente che tutto dipende dal protrarsi del conflitto in Medio Oriente”.

Cancellazioni o riprotezioni?

Oltre allo stato di prudenza generale, chi aveva prenotato una vacanza nel Golfo quale opzione ha scelto maggiormente tra cancellazione e riprotezione?

Sulla base delle testimonianze raccolte dal fronte associativo, nella fase immediatamente successiva all’attacco i viaggiatori hanno optato “per la riprotezione, ma dopo i primi dieci-quindici giorni hanno iniziato a chiedere la cancellazione con rimborso, che può essere concesso ovviamente solo nei casi previsti dal Codice del Turismo – osserva Avataneo -: non sono infatti mancate richieste di cancellazione di pacchetti verso destinazioni totalmente scollegate dalla crisi in atto”.

Pellegrino conferma che in questa fase prevale la “richiesta di riprotezione, quando naturalmente esiste un’alternativa credibile, sicura e qualitativa”. Il manager lo vede come “un passaggio molto importante, perché ci dice che gli italiani non hanno perso la voglia di viaggiare: chiedono piuttosto di essere accompagnati verso una soluzione diversa, che consenta di salvaguardare la vacanza senza esporsi a ulteriori rischi o incertezze”. Le cancellazioni ovviamente ci sono, “è inevitabile, ma il dato prevalente è che il cliente cerca protezione, consulenza e capacità di ripianificazione. Ed è proprio qui che il turismo organizzato esprime il suo valore”.

Ovviamente le cancellazioni richieste nell’area del Golfo sono “pressochè totali anche per effetto della chiusura di spazi aerei e aeroporti – commenta Rebecchi -. Nelle zone limitrofe, ma non interessate direttamente dal conflitto, invece, la richiesta di riprotezione è comunque diffusa, segno che il cliente vuole ancora viaggiare, seppur cambiando meta”.

De Angelis restituisce dei comportamenti più disparati da parte della clientela. fermo restando che c’è “molta prudenza, molti clienti, spaventati dall’instabilità geopolitica e dai problemi oggettivi legati ai voli, stanno optando per la riprotezione su mete diverse, altri cancellano inspiegabilmente mete europee – afferma -, altri ancora chiedono, ad esempio, di andare alle Maldive e non si trova il volo”.

Come si può intuire “non è un passaggio semplice: c’è anche chi cerca il prodotto di lusso che trovava in certe aree del Golfo e non accetta facilmente sostituzioni di livello inferiore”. Ancora una volta il ruolo delle adv è fondamentale “per mediare, per non far perdere il valore del viaggio, cercando di garantire standard qualitativi simili in aree geografiche totalmente differenti”.

Cosa cerca la clientela

La situazione oggi è migliorata, rispetto ai primi giorni di blocco totale dei collegamenti aerei. Adesso si possono proporre “quasi tutte le destinazioni, perché le compagnie hanno ormai riconsiderato rotte scali“, afferma Avataneo. Si valutano quindi proposte diversificate in funzione “del percepito del cliente, della sua possibilità di spesa, del clima e della tipologia di vacanza desiderata”. Un dato che emerge è che, “nonostante la flessione quantitativa, dal punto di vista qualitativo le richieste non sono cambiate rispetto allo scorso anno”.

Le agenzie di viaggi orientano i clienti verso “Canarie, Spagna, Grecia, Italia, Capo Verde, Marocco, ma anche verso il lungo raggio sicuro – dice Rebecchi – cioè in aree geopoliticamente stabili”.

Pellegrino invita però a considerare che “le alternative non si costruiscono mai in modo meccanico. Come Aidit riteniamo che oggi ogni proposta debba fondarsi su tre criteri essenziali: sicurezza, qualità dell’esperienza e sostenibilità economica. Il compito dell’operatore serio non è semplicemente spostare un cliente da una meta a un’altra – osserva -, ma preservare il valore complessivo della vacanza, offrendo soluzioni credibili, serene e accessibili. Per questo si lavora su destinazioni che garantiscano affidabilità dei collegamenti, chiarezza operativa e una percezione di stabilità coerente con il momento”.

Per chi cerca il mare e il clima caldo, le alternative “si spostano verso Canarie, Capo Verde o i Caraibi – elenca De Angelis -, rotte che passano sopra l’Atlantico e sono percepite come più lineari in questo momento”. Per chi guarda all’estate, Fiavet sta orientando le proposte “verso il Mediterraneo Occidentale e il Nord Europa”.

Per il lungo raggio Aiav registra movimento verso “Stati Uniti, Canada e Oriente, con la Thailandia che non perde appeal. E poi le mete europee e l’Italia, che torna da padrona incontrastata sulla domanda turistica”.

Rassicurazione e accessibilità

Le scelte ricadono principalmente su mete che garantiscono “una logistica semplice“, dice Fiavet. Molti viaggiatori che avevano programmato il lungo raggio verso l’Oriente “stanno ripiegando su mete europee di alto livello o sul prodotto Italia d’eccellenza. Chi non vuole rinunciare al caldo sceglie i Caraibi, l’America Latina, proprio perché le rotte di volo evitano totalmente le zone di tensione. C’è un netto rifiuto, invece, per soluzioni che prevedono scali complessi o aree di sorvolo incerte”.

Le mete più scelte sono anche quelle “con il rapporto qualità-prezzo migliore”, dice Assoviaggi. Da Aidit si fa infatti presente che “oggi il cliente è forse più spaventato dal caro vita che dai rischi della mobilità in senso stretto. Il vero punto, sempre di più, è rendere la vacanza economicamente sostenibile. Quindi il mercato oggi cerca sì rassicurazione, ma anche accessibilità”.

I pacchetti ancora da riproteggere

Tra i temi affrontati anche quello del numero di pacchetti ancora da riproteggere. A fornire delle cifre in merito è Aiav che, a metà marzo, ha intervistato un campione di associati distribuito tra Nord, Centro e Sud. “I risultati proiettati su scala nazionale permettono di stimare una media tra 6-7mila pratiche da riproteggere su altre destinazioni”.

Fiavet parla di numeri “significativi e in costante aggiornamento, perché la situazione muta di giorno in giorno”, ma pone l’accento sul fatto che il “vero problema non è solo la volontà del cliente, ma la disponibilità reale: con la riduzione delle rotte e i voli che hanno cambiato piano di volo, trovare posti disponibili per riproteggere migliaia di viaggiatori è una sfida quotidiana – commenta De Angelis -. Stiamo lavorando con i tour operator per gestire queste criticità, ma la pressione sul sistema è forte”.

Aidit preferisce non fornire “numeri statici, che rischierebbero di essere superati nel giro di poche ore – motiva Pellegrino -. Il quadro evolve rapidamente e dipende dall’andamento geopolitico, dalla tenuta dei collegamenti e dalle decisioni dei vettori”. L’associazione però afferma che “il volume delle pratiche da assistere, rivedere, rinviare o riprogrammare è già molto significativo. Non siamo di fronte a una turbolenza marginale, ma a una pressione reale sull’intera filiera del turismo organizzato, che sta affrontando con grande senso di responsabilità una fase di complessità eccezionale”.

Assoviaggi fa sapere che sta monitorando, con l’aiuto del Centro Studi Turistici di Firenze, l’operatività delle agenzie “con una survey agli operatori, per avere un quadro più chiaro. Siamo comunque nell’ordine di grandezza di diverse migliaia di richieste, per quasi la metà delle quali le agenzie hanno dovuto sostenere anche costi operativi”, sottolinea Rebecchi.

Fonte Guida Viaggi

La comunicazione del sapere tra generazioni con Alessandra Gerolin

La comunicazione intergenerazionale è considerata una competenza strategica per le organizzazioni che vogliono durare nel tempo, migliorando le performance e facilitando il passaggio di conoscenze. Oggi, questo scambio affronta sfide uniche legate alla rapida evoluzione tecnologica, che richiede un dialogo continuo per colmare le distanze digitali. Il dialogo tra generazioni diverse permette di unire l’esperienza dei più anziani con l’innovazione e la visione fresca dei giovani.

Il “Mondo 4.0” richiede nuove strategie di comunicazione per connettere le generazioni, abbattendo le distanze digitali.

Per essere efficace, la comunicazione deve superare resistenze e timori, promuovendo un ascolto attivo e un approccio generativo.

In sintesi, la trasmissione del sapere tra generazioni non è un processo unidirezionale, ma un incontro tra approcci diversi che, se ben gestito, genera valore, innovazione e resilienza.

Martedì 31 marzo 2026 dalle ore 9.00 alle 18.00 c/o Hotel Villa Paolina Pietra Ligure

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Pietra Ligure, a Pasqua arriva la guida definitiva alle Experience 2026

La primavera di Pietra Ligure sboccia con una novità imperdibile per turisti e residenti. A partire da sabato 4 aprile, in occasione delle festività pasquali, sarà ufficialmente in distribuzione il nuovissimo Magazine 2026 delle Experience. La rivista, disponibile gratuitamente presso l’ufficio IAT di Piazza Martiri della Libertà, è una vera e propria bussola per chi vuole vivere il territorio oltre la spiaggia.

Il magazine racchiude oltre 40 esperienze uniche, programmate da maggio fino a ottobre, pensate per valorizzare il binomio perfetto tra mare e outdoor. Dalle visite guidate nel cuore del borgo alle escursioni immerse nella natura rigogliosa, passando per itinerari culturali e percorsi enogastronomici alla scoperta dei sapori locali, ce n’è per tutti i gusti. Che siate amanti del trekking, appassionati di storia o cercatori di relax, la guida offre consigli preziosi e novità per vivere appieno ogni sfumatura della stagione primaverile, estiva e autunnale. Non perdere l’occasione di pianificare la tua vacanza ideale: passa allo IAT e inizia l’avventura.

Liguria al centro del confronto internazionale sull’incoming turistico

È la Liguria al centro del confronto internazionale sull’incoming turistico. Nella cornice dell’ex Convento dell’Annunziata ha preso il via la decima edizione di Discover Italy, workshop B2B tra i più rilevanti a livello nazionale dedicati all’incontro tra offerta italiana e buyer stranieri selezionati.

Dopo la conferenza stampa di apertura, alla quale ha preso parte l’assessore regionale al Turismo Luca Lombardi, sono entrati nel vivo gli incontri tra operatori: due giornate di appuntamenti prefissati che vedono protagonisti oltre cento buyer provenienti dai principali mercati internazionali e un’ampia rappresentanza dell’offerta turistica italiana.

All’interno della manifestazione, la Liguria si presenta con una presenza strutturata e particolarmente significativa: sono 18 i seller regionali presenti, in crescita rispetto allo scorso anno, distribuiti lungo tutto il territorio – dal Ponente al Levante – e rappresentativi di un’offerta che spazia dalle destinazioni costiere alle città d’arte, fino all’entroterra e ai borghi.

Accanto alla postazione istituzionale condivisa con il Comune di Genova, gli operatori liguri stanno partecipando a un fitto calendario di incontri B2B, con agende che prevedono fino a 40 appuntamenti ciascuno nell’arco delle due giornate. Un lavoro capillare, che consente di presentare in modo diretto e mirato prodotti ed esperienze a buyer altamente profilati.

“La partecipazione di Regione Liguria al workshop di Sestri Levante si inserisce pienamente nella strategia regionale di posizionamento della destinazione sui mercati internazionali e di qualificazione dell’offerta in chiave ‘trade-ready’ per il 2026 – commenta l’assessore regionale al Turismo Luca Lombardi –. La presenza di 18 operatori, rappresentativi dell’intero territorio regionale, ci consente di proporre un’offerta completa che spazia dalle destinazioni urbane e balneari ai prodotti outdoor, dalle esperienze enogastronomiche ai tour guidati, fino all’hospitality diffusa e alle strutture di fascia medio-alta e luxury”.

Nel corso degli incontri, la Liguria si presenta con un sistema di prodotto coerente con le linee strategiche regionali: turismo outdoor e slow, esperienze autentiche nei borghi e nell’entroterra, valorizzazione delle tradizioni locali e dell’enogastronomia, accoglienza di qualità lungo tutta la costa. Particolare attenzione è riservata anche alla rete ciclopedonale regionale e, più in generale, a un modello di fruizione capace di integrare mare, natura e cultura, in un’ottica di stagionalizzazione aperta.

“L’obiettivo è duplice – prosegue l’assessore Lombardi –: da un lato consolidare le relazioni con i buyer già attivi sulla destinazione, dall’altro intercettare nuovi operatori interessati a inserire la Liguria nei propri cataloghi, favorendo la costruzione di proposte in grado di generare flussi qualificati e sostenibili nel tempo”.

Organizzato da GIVI, Discover Italy si conferma anche in questa edizione un appuntamento strategico per il turismo organizzato, grazie a un format fortemente orientato al business e alla qualità degli incontri. La scelta di Sestri Levante come sede dell’evento, poi, rafforza ulteriormente il ruolo della Liguria come importante piattaforma di dialogo tra domanda internazionale e offerta turistica italiana.

Gli operatori presenti nello stand della Liguria sono: Citta’ di Genova; Golfo Paradiso Srl; Riviera Up; Grand Hotel Arenzano; Comune Della Spezia; Do Eat Better Experience; Il Golfo dell’Isola – Comuni Di Spotorno, Noli, Bergeggi, Vezzi Portio; Accomodations & Experiences On The Ligurian Coast; Discover Genova & Its Attractions; Experiences Cinque Terre Coast; Hospitality Cinque Terre Coast; Hospitality Portofino Coast; Liguria Food Experiences; Liguria Gastronomy & Events; Liguria Incoming & Leisure; Luxury Portofino Coast; Outdoor Experiences Portofino Coast; Western Italian Riviera Hospitality.

L’ombra dei rincari sulla stagione estiva, gli operatori lanciano l’allarme (Tgr Liguria)

Un sole quasi estivo fa già splendere la riviera ligure, ma molte nubi si addensano sulla prossima stagione turistica. L’ombra della guerra in medio oriente e delle sue conseguenze economiche preoccupa gli operatori.

In vista delle ormai imminenti vacanze di Pasqua e dei ponti di Primavera – tradizionalmente primi importanti assaggi della stagione estiva – è l’unione albergatori della provincia di Savona a lanciare l’allarme. A spaventare sono soprattutto i rincari.

Tutto questo per un settore strategico per la nostra regione, ma in Liguria già penalizzato da altre problematiche locali, non ultime quelle legate ai lavori sulle autostrade.
Insomma i vari stop ai cantieri per i periodi di vacanze per gli operatori sembrano non essere più sufficienti specie in uno scenario globale già fortemente critico e complesso.

Clicca qui per vedere il video andato in onda mercoledì 25 marzo sul Tgr Rai della Liguria con le interviste a Stefania Piccardo e Carlo Scrivano, presidente e direttore Unione provinciale albergatori di Savona

Al via la rete Iat regionale

Si è tenuto quest’oggi presso l’Acquario di Genova l’evento ‘Nuova rete Iat Liguria’, un momento di confronto e rilancio strategico del sistema di accoglienza turistica regionale promosso da Regione Liguria che ha visto, per la prima volta in assoluto, la presenza dei sindaci e degli amministratori di tutti i Comuni della regione nonché degli operatori di tutti gli oltre 100 uffici turistici liguri per un totale di circa 180 persone. I presenti hanno condiviso visioni, strumenti e opportunità future con l’obiettivo di rafforzare insieme il ruolo strategico dell’accoglienza turistica regionale e costruire il prossimo passo del sistema Iat (Uffici di Informazione e Accoglienza Turistica) ligure .

“L’iniziativa ha rappresentato un passaggio fondamentale per rafforzare la rete Iat attraverso strumenti innovativi, una maggiore integrazione tra enti e operatori e un approccio sempre più orientato alla qualità dei servizi offerti ai visitatori – ha detto l’assessore regionale al Turismo Luca Lombardi – La nuova rete Iat Liguria è un progetto strategico che mette al centro il territorio, le comunità locali e l’esperienza del turista: con questo percorso vogliamo rafforzare il coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti, valorizzare le eccellenze locali e rendere l’accoglienza sempre più efficiente, digitale e accessibile. Voglio ringraziare tutti i sindaci, gli assessori, i consiglieri, i dirigenti, i funzionari e gli operatori presenti oggi, in rappresentanza del 90% degli uffici turistici regionali, che stanno collaborando in maniera fattiva alla realizzazione di questo nostro obiettivo ambizioso”.

Nell’ambito dell’incontro è stato presentato il software gestionale (Dms), lo strumento cardine del sistema: gestisce in modo integrato i processi di informazione, accoglienza e promozione, coordinando contenuti, dati e servizi turistici in un’unica piattaforma gestionale. Si tratta dello strumento che permetterà agli operatori turistici di avere informazioni sempre aggiornate e affidabili consentendo un lavoro più veloce ed efficiente e promuovendo in modo coordinato l’intero territorio ligure.

“La rete regionale degli Iat, grazie ad un coordinamento regionale unico, diventa il punto di contatto diretto con il turista e l’estensione territoriale dell’ecosistema digitale: è l’elemento fondamentale del modello proposto – ha aggiunto l’assessore Lombardi – Integrata con Dms e Dmo, la rete degli Iat garantirà quindi uniformità nell’accoglienza, coerenza informativa e maggiore efficacia nella conversione della domanda turistica in esperienze reali”.
“Le soluzioni tecnologiche di analisi dei dati – ha concluso Lombardi – consentiranno agli attori della governance, in particolare a Regione Liguria e alle Dmo, di fruire di dati utili per le attività di programmazione strategica, operativa, di controllo e monitoraggio delle performance del sistema turistico ligure nel suo complesso e delle singole aree territoriali”.