20/05/2026 - 10:15
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La Liguria è tra le protagoniste del roadshow internazionale “Italy at Hand – International Scandinavia Roadshow”

La Liguria è tra le protagoniste del roadshow internazionale “Italy at Hand – International Scandinavia Roadshow”, in corso fino al 26 marzo tra Stoccolma, Oslo e Copenaghen. Un’iniziativa promossa da Convention Bureau Italia che, tappa dopo tappa, mette in contatto l’offerta italiana con buyer selezionati del Nord Europa, attivi nel segmento MICE – meeting, incentive, congressi ed eventi aziendali. 
La presenza ligure, garantita dal consorzio Meet in Liguria in collaborazione con Regione Liguria, accompagna l’intero percorso del roadshow, con una partecipazione continuativa a tutte e tre le giornate di workshop B2B. Non una presenza simbolica, quindi, ma un lavoro strutturato di relazione e promozione su un mercato considerato strategico per il turismo business.

“La partecipazione della Liguria a questo roadshow si inserisce in un più ampio percorso di presidio dei mercati internazionali, con un’attenzione crescente verso l’area scandinava, caratterizzata da operatori qualificati e da una sensibilità marcata per i temi della sostenibilità e della qualità dell’offerta – afferma l’assessore regionale al Turismo Luca Lombardi –. I turisti scandinavi da qualche anno stanno apprezzando sempre di più la Liguria e i numeri lo confermano: nel 2025 da Svezia, Norvegia, Finlandia e Danimarca si sono registrate oltre 385mila presenze in linea con quelle del 2024. Quella in corso in Scandinavia è quindi, prima ancora che una vetrina, un’occasione concreta di lavoro: incontri, contatti, relazioni che proseguiranno anche oltre le tre tappe del roadshow, attraverso attività di follow-up mirate a trasformare l’interesse in nuove opportunità per il territorio”.

Attraverso Meet in Liguria – realtà che da oltre vent’anni coordina e promuove il comparto MICE e wedding regionale – la destinazione si presenta come sistema, con un’offerta capace di tenere insieme grandi eventi congressuali, convention aziendali, viaggi incentive e matrimoni internazionali. Un insieme articolato, che trova nella varietà del territorio uno dei suoi principali punti di forza. A emergere è un modello di destinazione compatta ma ricca di sfumature, dove alla qualità delle infrastrutture e dei servizi si affianca un contesto paesaggistico riconoscibile, in grado di fare la differenza nella scelta di una location. Elementi che rendono la Liguria particolarmente competitiva anche fuori stagione, intercettando una domanda sempre più orientata verso esperienze autentiche e ben integrate con il territorio.

Loano, Pietra Ligure, Finale Ligure, Varazze e Arenzano per la prima volta insieme al Salon du Randonneur di Lione

Si è conclusa con un bilancio decisamente positivo la partecipazione dei Comuni di Loano, Pietra Ligure, Finale Ligure, Varazze e Arenzano al Salon du Randonneur di Lione, uno dei principali appuntamenti europei dedicati al mondo del cammino e dell’escursionismo.

Durante i tre giorni di fiera (20–22 marzo), i Comuni hanno presidiato lo stand “La Mia Liguria” con due desk dedicati – uno per Finale Ligure, Pietra Ligure e Loano, riuniti sotto il brand “Ponente Vibes”, e uno per Varazze e Arenzano, presenti insieme al Parco Naturale Regionale del Beigua UNESCO Global Geopark – contribuendo a presentare in modo integrato e coordinato l’offerta regionale, in sinergia con gli altri espositori liguri.

Rivolta al grande pubblico, la manifestazione intercetta un target ampio e trasversale, composto da appassionati di tutte le età, attenti, digitalizzati e con buona capacità di spesa, interessati a proposte strutturate, accessibili e sostenibili. Prevalentemente francese e proveniente dall’area di Lione e del Rodano-Alpi, questo pubblico è alla ricerca di nuove destinazioni da scoprire, da raggiungere in auto o in treno, dove vivere esperienze di trekking e hiking, principali driver di viaggio, con un interesse più contenuto per il cicloturismo su più giorni.

In questo contesto, i cinque Comuni della Riviera ligure di Ponente hanno riscosso un forte interesse, confermando la Francia come mercato strategico di prossimità. Per Loano, Pietra Ligure, Finale Ligure, Varazze e Arenzano si è trattato inoltre di un’occasione concreta per proseguire nel percorso di costruzione e consolidamento di un prodotto turistico strutturato e integrato. In particolare, i cinque Comuni hanno lavorato alla definizione e valorizzazione della propria offerta escursionistica, selezionando e presentando 10 percorsi, due per ciascuna destinazione, capaci di raccontarne identità, paesaggi e unicità.

Un approccio che ha permesso di proporre al pubblico un sistema di esperienze complementari, in grado di rispondere alle esigenze di un turismo lento, attivo e distribuito tutto l’anno, rafforzando al contempo il posizionamento unitario del territorio. Grande attenzione è stata inoltre dedicata agli strumenti di comunicazione, con la realizzazione di materiali promozionali specifici, progettati appositamente per il target dei camminatori e per il mercato francese.

Il Salon du Randonneur rappresenta un appuntamento chiave per dialogare con un pubblico particolarmente affine alla nostra proposta turistica – commentano i rappresentanti dei Comuni –. Il riscontro ottenuto conferma la bontà del percorso intrapreso, basato sulla costruzione di prodotti tematici e su una promozione sempre più mirata ed efficace”.

La partecipazione alla manifestazione – curata da Studiowiki, agenzia di comunicazione aderente a UNA Aziende della Comunicazione Unite e parte della rete DEDE Destination Design – si inserisce in un più ampio calendario di attività condivise, volto a rafforzare la presenza di Loano, Pietra Ligure, Finale Ligure, Varazze e Arenzano sui mercati internazionali. Dopo “A Glass of Italy” a Copenaghen, la BIT di Milano e il Salon du Randonneur a Lione, il percorso continuerà infatti nei prossimi mesi con l’organizzazione di un fam trip di operatori danesi sul territorio e con la presenza congiunta al TTG Travel Experience di Rimini.

Un percorso unitario che conferma la volontà dei cinque Comuni di rafforzare la competitività della Riviera Ligure di Ponente, valorizzando le proprie eccellenze e dimostrando la capacità di rispondere in maniera efficace alle nuove tendenze del turismo europeo.

Liguria in vetrina al Salon du Randonneur di Lione e al TravelXpo 2026 di Lillestrøm, in Norvegia

La Liguria rafforza la propria presenza sui mercati europei con una doppia partecipazione, in contemporanea, a due appuntamenti di riferimento per il settore turistico: il Salon du Randonneur di Lione e TravelXpo 2026 a Lillestrøm, in Norvegia.

A Lione la Regione è tra i protagonisti del Salon du Randonneur, manifestazione dedicata all’escursionismo e alle vacanze attive, in corso fino al 22 marzo al Centre de Congrès – Cité Internationale. Qui la Liguria punta su uno dei suoi asset più riconoscibili, l’outdoor, con una proposta corale che unisce costa ed entroterra e mira a intercettare un pubblico abituato a viaggiare a piedi, in bicicletta o comunque a contatto con la natura.
Dai sentieri affacciati sul mare ai percorsi nell’entroterra, il racconto – portato avanti insieme agli operatori del territorio – è quello di una regione compatta ma incredibilmente varia, dove in pochi chilometri si passa da un paesaggio all’altro. In primo piano anche il progetto “Liguria degli Anelli”, con itinerari ad anello pensati per una fruizione più sostenibile e immersiva del territorio.

Il Salon, giunto alla 18ª edizione, si conferma uno degli appuntamenti più seguiti in Francia per questo segmento, con oltre 12.600 visitatori registrati nel 2025.

Negli stessi giorni, la Liguria è presente anche in Norvegia a TravelXpo 2026, la principale fiera B2C del turismo del Paese, dove l’obiettivo è consolidare il trend positivo di un mercato in forte crescita. I dati lo confermano: nel 2025 gli arrivi dalla Norvegia in Liguria sono aumentati del 39,56%, con un incremento anche delle presenze (+2,43%).

A Lillestrøm la Regione si presenta con un’offerta ampia, che mette insieme mare, natura, cultura ed enogastronomia, puntando su una destinazione vivibile tutto l’anno. La partecipazione si inserisce nel lavoro avviato nei Paesi nordici, anche grazie alle attività di promozione realizzate nel 2025 e alla costruzione, insieme agli operatori, di proposte su misura per il pubblico scandinavo.

“La doppia presenza tra Francia e Norvegia conferma la strategia regionale di presidio dei principali mercati europei, con un’attenzione crescente verso un turismo attivo, sostenibile e distribuito lungo tutto l’anno – dichiara l’assessore regionale al Turismo Luca Lombardi -. In entrambe le fiere la Liguria si presenta come sistema, con una presenza condivisa tra istituzioni e operatori rappresentativi dell’intero territorio, dal Ponente al Levante, dalla costa all’entroterra. Un’impostazione che punta a rafforzare la visibilità della destinazione e a tradurla in opportunità concrete per il comparto turistico”.

Gli espositori presenti nello stand francese sono: RivieraUP; Liguria Hotel Ponente Coast Liguria Together; Visit Levanto & Cinque Terre & Liguria Together; Hotels & Experience Portofino & Cinque Terre Coast Liguria Together; Comune di Diano Marina; Varazze.it/Arenzano Turismo; Visit Finale Ligure / Pietra Ligure e Comune di Genova. Mentre in Norvegia, accompagnano la Regione: Elevation Club (Consorzio Tourist Comm Service); Comune di Bordighera; Giada Apartments – Your Gateway to Cinque Terre e City of Genoa.

Crisi in Medio Oriente, il caro bollette mette in allarme gli albergatori savonesi

«Non possiamo restare indifferenti di fronte alla drammatica escalation in Medio Oriente». Stefani Piccardo, presidente dell’Unione Provinciale degli Albergatori di Savona, esprime così la profonda preoccupazione della categoria per il deterioramento del quadro geopolitico internazionale. «Il conflitto in Iran e l’instabilità dello Stretto di Hormuz – è l’analisi di Piccardo –  rappresentano una minaccia diretta al tessuto produttivo delle nostre aziende. La nostra preoccupazione è che il costo dei carburanti possa avere delle conseguenze pesanti sui costi di gestione di luce e gas dei nostri alberghi». Secondo Stefania Piccardo «lo scenario attuale richiama le difficoltà vissute durante la pandemia, ma con l’aggravante di una pressione economica insostenibile sui costi operativi». «A pesare sulle attività sono soprattutto i rincari energetici, uniti all’impennata dei prezzi delle materie prime fondamentali per i servizi di ristorazione – precisa il presidente di Upasv –  Questa spirale inflattiva rischia di penalizzare pesantemente il settore turistico proprio alla vigilia della stagione primaverile». Per questa ragione, l’Upasv rivolge un appello accorato alla politica, chiedendo interventi strutturali contro le speculazioni finanziarie. Gli albergatori chiedono che lo Stato non si limiti a incassare il maggior gettito Iva derivante dall’aumento dei carburanti, ma che tali risorse siano utilizzate per sostenere le imprese che oggi «affogano nei rincari». Il timore principale riguarda dunque la tenuta della competitività del territorio: con l’avvicinarsi della Pasqua, la ripresa dei consumi, finora solo accennata, rischia una brusca e definitiva battuta d’arresto. Senza una stabilità dei mercati e un supporto concreto alle aziende, il motore economico del turismo savonese potrebbe spegnersi sotto il peso dell’incertezza globale.

La Riviera sorride al turismo del ciclismo

C’è un filo che lega in modo sempre più solido la Cofidis al Trofeo Laigueglia, ed è fatto di continuità, strategia e rapporti umani.

Dal 2001 al 2026 la formazione francese ha collezionato ben 16 partecipazioni alla classica ligure, diventando una presenza familiare sulle strade del Ponente. Ma negli ultimi anni Laigueglia ha assunto anche un ruolo diverso: non solo gara, ma base operativa in vista della Milano-Sanremo.

Il primo ritiro risale al 2018, quando la squadra guidata da Christophe Laporte scelse la Riviera per preparare la Classicissima. Due anni più tardi, nel 2020, in una stagione stravolta dalla pandemia, Cofidis tornò a Laigueglia per un ritiro estivo in vista di una inedita Milano-Sanremo disputata ad agosto, con Elia Viviani come uomo di riferimento.

Quello del 2026 rappresenta il terzo ritiro e introduce una novità significativa: per la prima volta sarà il team femminile Cofidis, anch’esso impegnato nella preparazione alla “Classicissima di primavera” a soggiornare a Laigueglia in questi giorni.. A cercare la vittoria a Sanremo per il team transalpino ci sarà l’italiana Nadia Quagliotto. Un segnale ulteriore di quanto il legame con il territorio si stia ampliando e ristrutturando.

Dietro questa scelta c’è la regia di Roberto Damiani, figura di grande esperienza nel panorama internazionale e profondo conoscitore della corsa ligure e dei suoi territori. Il suo rapporto con Laigueglia va oltre l’aspetto professionale e affonda le radici in una frequentazione costruita negli anni con rapporti di amicizia e collaborazione.

Non è un caso che proprio Damiani abbia lasciato il segno anche sul piano sportivo: nel 2003, alla guida come tecnico della Fassa Bortolo, contribuì ad aprire la strada alla tripletta firmata da Filippo Pozzato, una delle pagine più ricordate della storia recente della corsa.

Oggi, tra preparazione tecnica e relazioni consolidate, Laigueglia si conferma molto più di una semplice gara di inizio stagione: è diventata un punto di riferimento strategico per squadre di primo piano del ciclismo internazionale.

E Cofidis, anno dopo anno, continua a sceglierla.

Iran, quanto costa la guerra al turismo

Il conflitto in Medio Oriente sta producendo effetti immediati su uno dei principali snodi del traffico aereo globale, interrompendo una fase di crescita che, per i vettori del Golfo, era stata continua negli ultimi decenni con l’eccezione della parentesi pandemica. La chiusura dello spazio aereo e l’instabilità legata agli attacchi hanno determinato una riduzione drastica dell’operatività, incidendo sia sui flussi turistici sia sui viaggi d’affari.

I dati disponibili indicano un impatto esteso e trasversale. Dall’inizio delle ostilità, il 28 febbraio, sono stati cancellati oltre 58mila voli da e per il Medio Oriente, con circa sei milioni di passeggeri coinvolti. Gli hub di Dubai, Doha e Abu Dhabi – che insieme movimentano oltre 140 milioni di passeggeri l’anno – risultano tra i più colpiti, con percentuali di cancellazione che superano in alcuni casi il 90%. In Italia, le tre principali compagnie del Golfo hanno cancellato 204 voli su 273 programmati nello stesso periodo, pari a oltre il 74%, con forti riduzioni sulle principali direttrici intercontinentali.

La contrazione non riguarda soltanto l’offerta ma anche la domanda. I collegamenti in arrivo dall’Europa e dagli Stati Uniti registrano tassi di riempimento degli aeromobili estremamente bassi, in alcuni casi tra il 5% e il 10%, ben al di sotto dei livelli fisiologici superiori all’80%. Anche sulle rotte transatlantiche si osservano cabine semivuote, mentre i voli in uscita dagli hub del Golfo mostrano una dinamica opposta, con un aumento della domanda legato alla necessità di lasciare l’area. Il risultato è una forte asimmetria nei flussi, che riduce l’efficienza operativa e aumenta i costi unitari per le compagnie.

Il calo dei voli è direttamente collegato a tre fattori principali. Il primo è la sicurezza: la chiusura o la limitazione dello spazio aereo obbliga a cancellazioni o a deviazioni più lunghe e costose. Il secondo è la riduzione della domanda internazionale, dovuta al rischio percepito dai passeggeri e alle restrizioni operative. Il terzo riguarda l’interruzione del modello di hub, che rappresenta il cuore del sistema dei vettori del Golfo: l’impossibilità di garantire connessioni fluide tra Europa, Asia e Oceania riduce drasticamente il valore competitivo di questi scali.

Le ricadute si estendono oltre il settore del trasporto aereo. Il turismo, sia leisure sia business, risulta sostanzialmente fermo nella regione, con effetti diretti su ospitalità, commercio e servizi. Paesi fortemente connessi al traffico via Golfo, come India e Australia, rischiano contraccolpi sui flussi turistici e sulle catene di viaggio a lungo raggio. Anche le filiere cargo possono subire rallentamenti, considerando il ruolo degli hub mediorientali nella logistica globale ad alto valore.

Sul piano competitivo, la crisi apre spazi per altri vettori. Compagnie europee e asiatiche stanno già rimodulando l’offerta, aumentando i collegamenti diretti verso Asia e Africa per intercettare una domanda che non può più transitare attraverso Dubai o Doha. Il riposizionamento di operatori come Lufthansa, British Airways o Turkish Airlines segnala un possibile riequilibrio temporaneo delle rotte intercontinentali.

Prima del conflitto le prospettive per il settore erano orientate a una crescita sostenuta. Secondo le stime della Iata, le compagnie del Golfo avrebbero dovuto raggiungere nel 2026 i livelli più elevati di redditività globale, con margini attorno al 9,3% e un profitto medio per passeggero superiore ai 28 dollari, nettamente sopra le medie internazionali. L’attuale contrazione mette in discussione queste previsioni, almeno nel breve periodo. La capacità di resistenza finanziaria dei vettori del Golfo resta un elemento rilevante. Il supporto pubblico e l’accesso facilitato alle risorse energetiche consentono di assorbire parte degli shock operativi.

Fonte Il Giornale

Excelsior: previste 347mila assunzioni nel turismo tra marzo e maggio

Il settore del turismo si conferma il motore dell’occupazione nel trimestre marzo-maggio. In questo periodo le imprese del turismo e della ristorazione prevedono di stipulare oltre 347.000 contratti. Nel solo mese di marzo si stimano circa 97.000 assunzioni, in crescita del 3,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. E’ quanto rivela l’indagine previsionale del sistema informativo Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro che sarà presentata oggi a Roma in occasione dell’apertura di FareTurismo, evento sul lavoro nel comparto.

Per il sistema Excelsior, quasi 3 assunzioni su 10 sono rivolte a giovani sotto i 30 anni, segno che il settore cerca linfa nuova, anche se non sempre la trova per la difficoltà di reperire i profili e le competenze richiesti. Se la media nazionale di tali difficoltà si attesta al 43-45%, nel turismo diverse figure professionali registrano un mismatch sopra il 50%: è il caso dei receptionist e addetti al front-office e dei tecnici dei mercati e della vendita. Ancora più difficile reperire esercenti nelle attività di ristorazione e addetti alla ristorazione (cuochi, camerieri, baristi): si parla del 60%, spesso a causa della mancanza di candidati. Per far fronte a questa carenza, il 48% delle imprese sta optando per l’assunzione di profili con “competenze affini” per poi formarli internamente, mentre il 25% prova a far leva su un aumento retributivo per attirare talenti.

Per quanto concerne le previsioni a medio termine, si stima un fabbisogno tra 115.000 e 140.000 unità all’anno entro il 2029. La stragrande maggioranza della domanda (oltre l’80%) non deriva dalla creazione di “nuovi” posti di lavoro, ma dalla necessità di sostituire chi va in pensione con profili professionali nuovi. Gran parte della crescita del comparto infatti è sostenuta dagli investimenti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che sta spingendo sulla digitalizzazione delle strutture ricettive.

Lo scenario previsionale del trimestre marzo-maggio 2026 conferma quanto emerso dal quadro previsionale relativo al 2025, quando le imprese del comparto turistico avevano programmato circa 1,2 milioni di entrate (assunzioni e mobilità tra imprese), su livelli storicamente elevati. Continua dunque un trend positivo. Tra il 2022 e il 2025 le entrate programmate nel mondo del lavoro del comparto turistico hanno fatto registrare un incremento complessivo quasi del 19% (passando da 986mila a 1,17 milioni di unità).

Fonte Il Sole 24 ore

Guerra in Iran, l’impatto in Europa: le stime Morgan Stanley

A pensarlo sono anche gli analisti di Morgan Stanley: le destinazioni europee potrebbero beneficiare indirettamente della crisi in Medio Oriente. Secondo la banca d’affari, infatti, se il conflitto dovesse protrarsi i turisti del nostro continente potrebbero rinunciare alle mete mediorientali a favore di destinazioni intraeuropee, a corto raggio. Si calcola che, se due terzi dei visitatori europei normalmente diretti in Medio Oriente cambiassero meta, la domanda alberghiera nel Vecchio Continente potrebbe crescere dell’1%, con effetti più marcati in destinazioni invernali come le Canarie.

Un’analisi, quella di Morgan Stanley, basata su un precedente storico. Come scrive repubblica.it, infatti, durante la Primavera Araba del 2011 le destinazioni costiere di Spagna, Grecia e Turchia videro un incremento del revPar oscillante tra l’8 e il 14%. Il clima di incertezza generale potrebbe, inoltre, favorire i viaggi organizzati, a beneficio dei tour operator.

Nel frattempo, però, è sempre più salato il conto che la regione del Golfo si stima possa pagare con il protrarsi della crisi. Secondo le previsioni di Morgan Stanley e Bank of America l’escalation militare tra Stati Uniti, Israele e Iran potrebbe mettere a rischio tra i 34 e i 56 miliardi di spesa turistica nella regione, a causa soprattutto del peso che l’area ha per lo shopping d’alta gamma. Come riporta Milano Finanza il Medio Oriente rappresenta, infatti, tra il 5 e il 6% delle vendite globali di beni di lusso.

Fonte TTG ITALIA

Riviera “ostaggio” dei cantieri. Carlo Scrivano: “La rimozione per Pasqua è un atto dovuto”

«Non possiamo continuare a vendere il “sogno ligure” se il viaggio per raggiungerlo si trasforma in un incubo». Inizia con queste parole la presa di posizione Carlo Scrivano, direttore dell’Unione Provinciale Albergatori di Savona in merito alla situazione critica della viabilità sull’autostrada A10, nel tratto compreso tra Savona e Ventimiglia. La cronaca quotidiana di scambi di carreggiata, code chilometriche tra Feglino e Spotorno e tempi di percorrenza raddoppiati sta mettendo a dura prova non solo i pendolari, ma l’intero comparto turistico della regione. «Le immagini della coda chilometrica registrata domenica scorsa sono il peggior biglietto da visita possibile – sottolinea Scrivano – I turisti cercano relax e bellezza, ma si scontrano con una barriera di ostacoli per via dei cantieri presenti. Il rischio concreto è che il turista, pur amando la nostra Riviera, scelga mete più facilmente raggiungibili per evitare di passare metà della vacanza intrappolato in galleria». Upa Savona accoglie con favore la notizia della rimozione dei cantieri programmati dalle 14 del 1° aprile fino al 7 aprile, ma sottolinea come questa misura sia solo un “palliativo” necessario: «Sospendere i lavori per sei giorni è un atto dovuto, ma non risolve l’impatto dei cantieri che resteranno attivi fino a ridosso delle festività (come lo scambio di carreggiata tra Spotorno e Savona, operativo fino al 2 aprile). L’incertezza sui tempi di percorrenza scoraggia le prenotazioni “last minute”, fondamentali per l’economia stagionale». Ed ecco che Upa Savona chiede con forza alle istituzioni e alle società concessionarie  «una pianificazione dei lavori che tenga conto dei flussi turistici non solo nei festivi, ma in tutti i fine settimana primaverili, quindi il potenziamento della segnaletica e dell’informazione agli utenti per deviare il traffico su percorsi alternativi prima che si formino i tappi, un confronto costante tra gestori autostradali e categorie produttive per monitorare l’andamento dei lavori di ammodernamento. La Liguria è una terra meravigliosa che vive di ospitalità. Chiediamo che la sicurezza infrastrutturale – che resta la priorità – non diventi l’alibi per un immobilismo gestionale che rischia di soffocare l’economia del territorio. I turisti vogliono raggiungerci, noi vogliamo accoglierli».