04/04/2026 - 17:09
rete fidi liguria

Albenga parteciperà a Discover Italy 2026

Il Comune di Albenga parteciperà a Discover Italy 2026, un appuntamento di rilievo che rappresenta una vetrina qualificata capace di mettere in relazione destinazioni, operatori turistici e buyer internazionali selezionati, favorendo l’incontro tra domanda e offerta e creando concrete opportunità di sviluppo e collaborazione. Spiega l’assessore al turismo Camilla Vio: “Insieme a Simona Barbera, Communication & Product Manager, abbiamo lavorato intensamente alla definizione di un vero e proprio percorso di sviluppo turistico per Albenga, che vada oltre la sola organizzazione di eventi — pur rimanendo questi un elemento fondamentale per animare il territorio e attrarre visitatori. L’obiettivo è costruire una destinazione riconoscibile, competitiva e capace di offrire esperienze autentiche durante tutto l’anno. Seguendo i tre temi vacanza che caratterizzano la nostra città — cultura e storia, sport e natura, gusto e lifestyle — abbiamo realizzato un catalogo di esperienze e attività, affiancato da proposte di soggiorno pensate per il mercato B2B. Parallelamente, è stato sviluppato un calendario mensile dedicato alle esperienze disponibili in destinazione che, insieme al calendario bimestrale degli eventi, rappresenta uno strumento strategico per intercettare un pubblico turistico diversificato. È proprio con questo “bagaglio” che ci presentiamo a Discover Italy. Il nostro obiettivo è valorizzare al meglio le opportunità offerte dall’evento, avviando contatti e collaborazioni con buyer internazionali selezionati e tour operator, che potranno successivamente visitare la nostra città per approfondirne le potenzialità e promuoverla in modo efficace. Desidero ringraziare Simona Barbera, che mi accompagnerà a Discover Italy e con la quale stiamo portando avanti numerosi progetti, l’Ufficio Turismo del Comune di Albenga e tutti i collaboratori che stanno contribuendo al percorso di crescita e qualificazione della nostra offerta turistica: Albenga merita di essere sempre più valorizzata”. Afferma il sindaco Riccardo Tomatis: “Essere presenti a Discover Italy significa portare Albenga in un contesto qualificato di promozione turistica e confrontarsi direttamente con tour operator e buyer internazionali. Il nostro obiettivo è raccontare e valorizzare la nostra città: le sue torri, il centro storico tra i meglio conservati della Liguria, la splendida costa, l’isola Gallinara e le eccellenze del nostro territorio. La nostra città, infatti, ha molto da offrire: una storia millenaria, un patrimonio culturale di grande valore, la possibilità di vivere esperienze legate allo sport e alla natura, oltre a un’importante tradizione enogastronomica. Tutti elementi che rappresentano autentici punti di forza e che rendono Albenga una destinazione turistica completa, capace di attrarre visitatori durante tutto l’anno. Grazie alle caratteristiche del nostro territorio avremo modo di proporre un catalogo di experience e pacchetti turistici pensati appositamente per i tour operator nazionali e internazionali, con l’obiettivo di avviare collaborazioni durature che contribuiscano a far conoscere sempre di più Albenga oltre i confini nazionali. Partecipare per la prima volta a questo importante appuntamento rappresenta quindi un passo significativo nel percorso di promozione e valorizzazione della città, che continua a investire nel turismo come leva strategica per lo sviluppo del territorio.” La partecipazione a Discover Italy 2026 rappresenta dunque un’opportunità concreta per rafforzare il posizionamento turistico di Albenga e consolidare relazioni strategiche con operatori del settore, in un’ottica di sviluppo sostenibile e di crescita dell’attrattività del territorio durante tutto l’anno.

Pubblicato il decreto MiTur sul Fondo per il sostegno alle imprese del turismo: 109mln per potenziare il comparto

Pubblicato il Decreto del Ministero del Turismo con le regole attuative per gli aiuti alle imprese del turismo previsti di Legge di Bilancio 2026, che destina 109 milioni di euro al Fondo.

La misura prevede contributi a fondo perdutofino al 30 per cento delle spese, per un massimo di 4,5 milioni, destinati alle imprese del turismo per potenziare l’offerta turistica nazionale.

Quattro gli obiettivi strategici: destagionalizzare i flussi turistici,
favorire la digitalizzazione, la sostenibilità e gli investimenti conformi ai criteri ESG (Environmental, Social, and Governance), mediante la concessione di un mix di aiuti, in parte a fondo perduto e in parte come finanziamenti agevolati, per ristoranti, alberghi, villaggi turistici, B&B, ecc.

Il contributo a fondo perduto si affianca la possibilità di ottenere finanziamenti agevolati per il restante 70 per cento della spesa.
Ma gli investimenti dovranno essere importanti, con un minimo di spesa fissato a 1.000.000 euro e un valore massimo di 15 milioni.

Sia il bonus a fondo perduto che i finanziamenti potranno essere richiesti per gli interventi di riqualificazione energetica, per lavori volti a integrare sistemi di digitalizzazione e automazione finalizzata al risparmio energetico, ma anche per l’acquisto o lo sviluppo di software, brevetti e licenze in grado di favorire la destagionalizzazione dei flussi turistici.

Le tipologie di intervento includono, ad esempio:

    • efficienza energetica: coibentazione, sostituzione infissi, pareti ventilate, giardini verticali, caldaie a condensazione, sistemi di climatizzazione intelligente;
    • tutela ambientale: impianti fotovoltaici, solari termici, sistemi di stoccaggio energia (autoconsumo), recupero acque piovane;
    • digitalizzazione: cablaggio strutturato, infrastrutture per IA, domotica e automazione degli edifici;
    • riqualificazione: piscine, centri wellness, centri congressi e strutture per l’accessibilità;
    • soft assets: programmi informatici, brevetti e licenze legati alle finalità del decreto.

Le PMI potranno includere nel totale dei costi ammissibili anche le spese relative alle consulenze connesse agli interventi ammissibili, nel limite del 4 per cento dell’importo complessivo ammissibile come contributo a fondo perduto per ciascun progetto.

Potranno accedere alle agevolazioni gli operatori che esercitano attività d’impresa nel settore turistico, identificati da specifici codici ATECO*, contenuti nell’Allegato 1 del decreto attuativo.
Ai fini dell’accesso alle agevolazioni, le imprese devono essere attive, iscritte al Registro delle Imprese e in regola con gli obblighi contributivi e fiscali.
Sono ammesse anche Reti di impresa (massimo 5 soggetti) costituite come “Rete soggetto” da almeno 3 anni. I proprietari delle strutture potranno invece accedere previo consenso del gestore.

La domanda dovrà essere trasmessa tramite il portale che verrà predisposto da Invitalia, Soggetto Gestore della misura, sulla base della modulistica che verrà resa disponibile dal MiTur.

Il decreto attuativo per l’accesso agli incentivi è stato firmato dal Ministero del Turismo il 4 marzo, e il 16 marzo 2026 ha ottenuto il via libera da parte del Ministero dell’Economia. Ora si attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, nonché le modalità operative e il calendario le con le date di apertura e chiusura dello sportello per la presentazione delle domande, che saranno definiti con un successivo provvedimento attuativo.

SCARICA IL DECRETO

*CODICI ATECO AMMESSI:

Formazione Upasv/ La ristorazione come chiave di mercato per il futuro dell’ospitalità con Giacomo Pini

Il corso analizza il ruolo della ristorazione come leva strategica per lo sviluppo delle destinazioni turistiche, prendendo in esame scenari italiani e internazionali in cui l’offerta gastronomica è diventata un elemento determinante nella scelta del turista. Vengono approfonditi i principali trend di settore e i meccanismi che guidano le decisioni dei consumatori. Il percorso prosegue con una parte operativa dedicata alla gestione, al controllo economico e all’organizzazione dei processi.

Infine, si analizzano i modelli di business più efficaci e le evoluzioni legate alla tecnologia, tra cui format innovativi come le “cucine senza chef”.

Giovedì 26 marzo 2026 dalle ore 9.00 alle 18.00 c/o Hotel Villa Paolina Pietra Ligure

Obiettivi del corso

Comprendere il ruolo della ristorazione nello sviluppo turistico Conoscere i principali trend del settore a livello nazionale e internazionale Analizzare i comportamenti e i criteri di scelta del cliente Acquisire competenze operative su gestione, numeri e processi Identificare modelli di business replicabili e performanti Comprendere l’impatto della tecnologia nella ristorazione Finalità del corso Trasferire competenze concrete e immediatamente applicabili Supportare i partecipanti nell’innovazione della propria offerta Migliorare la competitività delle realtà locali Stimolare una visione strategica della ristorazione come driver turistico Favorire l’adozione di modelli innovativi e sostenibili

ATTENZIONE!

LA CONFERMA DI PARTECIPAZIONE ALL’EVENTO AVVERRA’ ESCLUSIVAMENTE ATTRAVERSO L’ISCRIZIONE INFORMATICA

Grazie per la collaborazione, per procedere con l’iscrizione cliccare sul link sottostante e compilare il Form https://forms.gle/e7wFBeg27kWzZSkTA

Profilo del Docente: Giacomo Pini – Con oltre vent’anni di esperienza sul campo è un esperto di Turismo e Ristorazione, consulente per numerose strutture ricettive, pubblici esercizi, start up e catene alberghiere nazionali ed internazionali per le quali si occupa di strategia e marketing.

La Liguria è tra le protagoniste del roadshow internazionale “Italy at Hand – International Scandinavia Roadshow”

La Liguria è tra le protagoniste del roadshow internazionale “Italy at Hand – International Scandinavia Roadshow”, in corso fino al 26 marzo tra Stoccolma, Oslo e Copenaghen. Un’iniziativa promossa da Convention Bureau Italia che, tappa dopo tappa, mette in contatto l’offerta italiana con buyer selezionati del Nord Europa, attivi nel segmento MICE – meeting, incentive, congressi ed eventi aziendali. 
La presenza ligure, garantita dal consorzio Meet in Liguria in collaborazione con Regione Liguria, accompagna l’intero percorso del roadshow, con una partecipazione continuativa a tutte e tre le giornate di workshop B2B. Non una presenza simbolica, quindi, ma un lavoro strutturato di relazione e promozione su un mercato considerato strategico per il turismo business.

“La partecipazione della Liguria a questo roadshow si inserisce in un più ampio percorso di presidio dei mercati internazionali, con un’attenzione crescente verso l’area scandinava, caratterizzata da operatori qualificati e da una sensibilità marcata per i temi della sostenibilità e della qualità dell’offerta – afferma l’assessore regionale al Turismo Luca Lombardi –. I turisti scandinavi da qualche anno stanno apprezzando sempre di più la Liguria e i numeri lo confermano: nel 2025 da Svezia, Norvegia, Finlandia e Danimarca si sono registrate oltre 385mila presenze in linea con quelle del 2024. Quella in corso in Scandinavia è quindi, prima ancora che una vetrina, un’occasione concreta di lavoro: incontri, contatti, relazioni che proseguiranno anche oltre le tre tappe del roadshow, attraverso attività di follow-up mirate a trasformare l’interesse in nuove opportunità per il territorio”.

Attraverso Meet in Liguria – realtà che da oltre vent’anni coordina e promuove il comparto MICE e wedding regionale – la destinazione si presenta come sistema, con un’offerta capace di tenere insieme grandi eventi congressuali, convention aziendali, viaggi incentive e matrimoni internazionali. Un insieme articolato, che trova nella varietà del territorio uno dei suoi principali punti di forza. A emergere è un modello di destinazione compatta ma ricca di sfumature, dove alla qualità delle infrastrutture e dei servizi si affianca un contesto paesaggistico riconoscibile, in grado di fare la differenza nella scelta di una location. Elementi che rendono la Liguria particolarmente competitiva anche fuori stagione, intercettando una domanda sempre più orientata verso esperienze autentiche e ben integrate con il territorio.

Loano, Pietra Ligure, Finale Ligure, Varazze e Arenzano per la prima volta insieme al Salon du Randonneur di Lione

Si è conclusa con un bilancio decisamente positivo la partecipazione dei Comuni di Loano, Pietra Ligure, Finale Ligure, Varazze e Arenzano al Salon du Randonneur di Lione, uno dei principali appuntamenti europei dedicati al mondo del cammino e dell’escursionismo.

Durante i tre giorni di fiera (20–22 marzo), i Comuni hanno presidiato lo stand “La Mia Liguria” con due desk dedicati – uno per Finale Ligure, Pietra Ligure e Loano, riuniti sotto il brand “Ponente Vibes”, e uno per Varazze e Arenzano, presenti insieme al Parco Naturale Regionale del Beigua UNESCO Global Geopark – contribuendo a presentare in modo integrato e coordinato l’offerta regionale, in sinergia con gli altri espositori liguri.

Rivolta al grande pubblico, la manifestazione intercetta un target ampio e trasversale, composto da appassionati di tutte le età, attenti, digitalizzati e con buona capacità di spesa, interessati a proposte strutturate, accessibili e sostenibili. Prevalentemente francese e proveniente dall’area di Lione e del Rodano-Alpi, questo pubblico è alla ricerca di nuove destinazioni da scoprire, da raggiungere in auto o in treno, dove vivere esperienze di trekking e hiking, principali driver di viaggio, con un interesse più contenuto per il cicloturismo su più giorni.

In questo contesto, i cinque Comuni della Riviera ligure di Ponente hanno riscosso un forte interesse, confermando la Francia come mercato strategico di prossimità. Per Loano, Pietra Ligure, Finale Ligure, Varazze e Arenzano si è trattato inoltre di un’occasione concreta per proseguire nel percorso di costruzione e consolidamento di un prodotto turistico strutturato e integrato. In particolare, i cinque Comuni hanno lavorato alla definizione e valorizzazione della propria offerta escursionistica, selezionando e presentando 10 percorsi, due per ciascuna destinazione, capaci di raccontarne identità, paesaggi e unicità.

Un approccio che ha permesso di proporre al pubblico un sistema di esperienze complementari, in grado di rispondere alle esigenze di un turismo lento, attivo e distribuito tutto l’anno, rafforzando al contempo il posizionamento unitario del territorio. Grande attenzione è stata inoltre dedicata agli strumenti di comunicazione, con la realizzazione di materiali promozionali specifici, progettati appositamente per il target dei camminatori e per il mercato francese.

Il Salon du Randonneur rappresenta un appuntamento chiave per dialogare con un pubblico particolarmente affine alla nostra proposta turistica – commentano i rappresentanti dei Comuni –. Il riscontro ottenuto conferma la bontà del percorso intrapreso, basato sulla costruzione di prodotti tematici e su una promozione sempre più mirata ed efficace”.

La partecipazione alla manifestazione – curata da Studiowiki, agenzia di comunicazione aderente a UNA Aziende della Comunicazione Unite e parte della rete DEDE Destination Design – si inserisce in un più ampio calendario di attività condivise, volto a rafforzare la presenza di Loano, Pietra Ligure, Finale Ligure, Varazze e Arenzano sui mercati internazionali. Dopo “A Glass of Italy” a Copenaghen, la BIT di Milano e il Salon du Randonneur a Lione, il percorso continuerà infatti nei prossimi mesi con l’organizzazione di un fam trip di operatori danesi sul territorio e con la presenza congiunta al TTG Travel Experience di Rimini.

Un percorso unitario che conferma la volontà dei cinque Comuni di rafforzare la competitività della Riviera Ligure di Ponente, valorizzando le proprie eccellenze e dimostrando la capacità di rispondere in maniera efficace alle nuove tendenze del turismo europeo.

Liguria in vetrina al Salon du Randonneur di Lione e al TravelXpo 2026 di Lillestrøm, in Norvegia

La Liguria rafforza la propria presenza sui mercati europei con una doppia partecipazione, in contemporanea, a due appuntamenti di riferimento per il settore turistico: il Salon du Randonneur di Lione e TravelXpo 2026 a Lillestrøm, in Norvegia.

A Lione la Regione è tra i protagonisti del Salon du Randonneur, manifestazione dedicata all’escursionismo e alle vacanze attive, in corso fino al 22 marzo al Centre de Congrès – Cité Internationale. Qui la Liguria punta su uno dei suoi asset più riconoscibili, l’outdoor, con una proposta corale che unisce costa ed entroterra e mira a intercettare un pubblico abituato a viaggiare a piedi, in bicicletta o comunque a contatto con la natura.
Dai sentieri affacciati sul mare ai percorsi nell’entroterra, il racconto – portato avanti insieme agli operatori del territorio – è quello di una regione compatta ma incredibilmente varia, dove in pochi chilometri si passa da un paesaggio all’altro. In primo piano anche il progetto “Liguria degli Anelli”, con itinerari ad anello pensati per una fruizione più sostenibile e immersiva del territorio.

Il Salon, giunto alla 18ª edizione, si conferma uno degli appuntamenti più seguiti in Francia per questo segmento, con oltre 12.600 visitatori registrati nel 2025.

Negli stessi giorni, la Liguria è presente anche in Norvegia a TravelXpo 2026, la principale fiera B2C del turismo del Paese, dove l’obiettivo è consolidare il trend positivo di un mercato in forte crescita. I dati lo confermano: nel 2025 gli arrivi dalla Norvegia in Liguria sono aumentati del 39,56%, con un incremento anche delle presenze (+2,43%).

A Lillestrøm la Regione si presenta con un’offerta ampia, che mette insieme mare, natura, cultura ed enogastronomia, puntando su una destinazione vivibile tutto l’anno. La partecipazione si inserisce nel lavoro avviato nei Paesi nordici, anche grazie alle attività di promozione realizzate nel 2025 e alla costruzione, insieme agli operatori, di proposte su misura per il pubblico scandinavo.

“La doppia presenza tra Francia e Norvegia conferma la strategia regionale di presidio dei principali mercati europei, con un’attenzione crescente verso un turismo attivo, sostenibile e distribuito lungo tutto l’anno – dichiara l’assessore regionale al Turismo Luca Lombardi -. In entrambe le fiere la Liguria si presenta come sistema, con una presenza condivisa tra istituzioni e operatori rappresentativi dell’intero territorio, dal Ponente al Levante, dalla costa all’entroterra. Un’impostazione che punta a rafforzare la visibilità della destinazione e a tradurla in opportunità concrete per il comparto turistico”.

Gli espositori presenti nello stand francese sono: RivieraUP; Liguria Hotel Ponente Coast Liguria Together; Visit Levanto & Cinque Terre & Liguria Together; Hotels & Experience Portofino & Cinque Terre Coast Liguria Together; Comune di Diano Marina; Varazze.it/Arenzano Turismo; Visit Finale Ligure / Pietra Ligure e Comune di Genova. Mentre in Norvegia, accompagnano la Regione: Elevation Club (Consorzio Tourist Comm Service); Comune di Bordighera; Giada Apartments – Your Gateway to Cinque Terre e City of Genoa.

Crisi in Medio Oriente, il caro bollette mette in allarme gli albergatori savonesi

«Non possiamo restare indifferenti di fronte alla drammatica escalation in Medio Oriente». Stefani Piccardo, presidente dell’Unione Provinciale degli Albergatori di Savona, esprime così la profonda preoccupazione della categoria per il deterioramento del quadro geopolitico internazionale. «Il conflitto in Iran e l’instabilità dello Stretto di Hormuz – è l’analisi di Piccardo –  rappresentano una minaccia diretta al tessuto produttivo delle nostre aziende. La nostra preoccupazione è che il costo dei carburanti possa avere delle conseguenze pesanti sui costi di gestione di luce e gas dei nostri alberghi». Secondo Stefania Piccardo «lo scenario attuale richiama le difficoltà vissute durante la pandemia, ma con l’aggravante di una pressione economica insostenibile sui costi operativi». «A pesare sulle attività sono soprattutto i rincari energetici, uniti all’impennata dei prezzi delle materie prime fondamentali per i servizi di ristorazione – precisa il presidente di Upasv –  Questa spirale inflattiva rischia di penalizzare pesantemente il settore turistico proprio alla vigilia della stagione primaverile». Per questa ragione, l’Upasv rivolge un appello accorato alla politica, chiedendo interventi strutturali contro le speculazioni finanziarie. Gli albergatori chiedono che lo Stato non si limiti a incassare il maggior gettito Iva derivante dall’aumento dei carburanti, ma che tali risorse siano utilizzate per sostenere le imprese che oggi «affogano nei rincari». Il timore principale riguarda dunque la tenuta della competitività del territorio: con l’avvicinarsi della Pasqua, la ripresa dei consumi, finora solo accennata, rischia una brusca e definitiva battuta d’arresto. Senza una stabilità dei mercati e un supporto concreto alle aziende, il motore economico del turismo savonese potrebbe spegnersi sotto il peso dell’incertezza globale.

La Riviera sorride al turismo del ciclismo

C’è un filo che lega in modo sempre più solido la Cofidis al Trofeo Laigueglia, ed è fatto di continuità, strategia e rapporti umani.

Dal 2001 al 2026 la formazione francese ha collezionato ben 16 partecipazioni alla classica ligure, diventando una presenza familiare sulle strade del Ponente. Ma negli ultimi anni Laigueglia ha assunto anche un ruolo diverso: non solo gara, ma base operativa in vista della Milano-Sanremo.

Il primo ritiro risale al 2018, quando la squadra guidata da Christophe Laporte scelse la Riviera per preparare la Classicissima. Due anni più tardi, nel 2020, in una stagione stravolta dalla pandemia, Cofidis tornò a Laigueglia per un ritiro estivo in vista di una inedita Milano-Sanremo disputata ad agosto, con Elia Viviani come uomo di riferimento.

Quello del 2026 rappresenta il terzo ritiro e introduce una novità significativa: per la prima volta sarà il team femminile Cofidis, anch’esso impegnato nella preparazione alla “Classicissima di primavera” a soggiornare a Laigueglia in questi giorni.. A cercare la vittoria a Sanremo per il team transalpino ci sarà l’italiana Nadia Quagliotto. Un segnale ulteriore di quanto il legame con il territorio si stia ampliando e ristrutturando.

Dietro questa scelta c’è la regia di Roberto Damiani, figura di grande esperienza nel panorama internazionale e profondo conoscitore della corsa ligure e dei suoi territori. Il suo rapporto con Laigueglia va oltre l’aspetto professionale e affonda le radici in una frequentazione costruita negli anni con rapporti di amicizia e collaborazione.

Non è un caso che proprio Damiani abbia lasciato il segno anche sul piano sportivo: nel 2003, alla guida come tecnico della Fassa Bortolo, contribuì ad aprire la strada alla tripletta firmata da Filippo Pozzato, una delle pagine più ricordate della storia recente della corsa.

Oggi, tra preparazione tecnica e relazioni consolidate, Laigueglia si conferma molto più di una semplice gara di inizio stagione: è diventata un punto di riferimento strategico per squadre di primo piano del ciclismo internazionale.

E Cofidis, anno dopo anno, continua a sceglierla.

Iran, quanto costa la guerra al turismo

Il conflitto in Medio Oriente sta producendo effetti immediati su uno dei principali snodi del traffico aereo globale, interrompendo una fase di crescita che, per i vettori del Golfo, era stata continua negli ultimi decenni con l’eccezione della parentesi pandemica. La chiusura dello spazio aereo e l’instabilità legata agli attacchi hanno determinato una riduzione drastica dell’operatività, incidendo sia sui flussi turistici sia sui viaggi d’affari.

I dati disponibili indicano un impatto esteso e trasversale. Dall’inizio delle ostilità, il 28 febbraio, sono stati cancellati oltre 58mila voli da e per il Medio Oriente, con circa sei milioni di passeggeri coinvolti. Gli hub di Dubai, Doha e Abu Dhabi – che insieme movimentano oltre 140 milioni di passeggeri l’anno – risultano tra i più colpiti, con percentuali di cancellazione che superano in alcuni casi il 90%. In Italia, le tre principali compagnie del Golfo hanno cancellato 204 voli su 273 programmati nello stesso periodo, pari a oltre il 74%, con forti riduzioni sulle principali direttrici intercontinentali.

La contrazione non riguarda soltanto l’offerta ma anche la domanda. I collegamenti in arrivo dall’Europa e dagli Stati Uniti registrano tassi di riempimento degli aeromobili estremamente bassi, in alcuni casi tra il 5% e il 10%, ben al di sotto dei livelli fisiologici superiori all’80%. Anche sulle rotte transatlantiche si osservano cabine semivuote, mentre i voli in uscita dagli hub del Golfo mostrano una dinamica opposta, con un aumento della domanda legato alla necessità di lasciare l’area. Il risultato è una forte asimmetria nei flussi, che riduce l’efficienza operativa e aumenta i costi unitari per le compagnie.

Il calo dei voli è direttamente collegato a tre fattori principali. Il primo è la sicurezza: la chiusura o la limitazione dello spazio aereo obbliga a cancellazioni o a deviazioni più lunghe e costose. Il secondo è la riduzione della domanda internazionale, dovuta al rischio percepito dai passeggeri e alle restrizioni operative. Il terzo riguarda l’interruzione del modello di hub, che rappresenta il cuore del sistema dei vettori del Golfo: l’impossibilità di garantire connessioni fluide tra Europa, Asia e Oceania riduce drasticamente il valore competitivo di questi scali.

Le ricadute si estendono oltre il settore del trasporto aereo. Il turismo, sia leisure sia business, risulta sostanzialmente fermo nella regione, con effetti diretti su ospitalità, commercio e servizi. Paesi fortemente connessi al traffico via Golfo, come India e Australia, rischiano contraccolpi sui flussi turistici e sulle catene di viaggio a lungo raggio. Anche le filiere cargo possono subire rallentamenti, considerando il ruolo degli hub mediorientali nella logistica globale ad alto valore.

Sul piano competitivo, la crisi apre spazi per altri vettori. Compagnie europee e asiatiche stanno già rimodulando l’offerta, aumentando i collegamenti diretti verso Asia e Africa per intercettare una domanda che non può più transitare attraverso Dubai o Doha. Il riposizionamento di operatori come Lufthansa, British Airways o Turkish Airlines segnala un possibile riequilibrio temporaneo delle rotte intercontinentali.

Prima del conflitto le prospettive per il settore erano orientate a una crescita sostenuta. Secondo le stime della Iata, le compagnie del Golfo avrebbero dovuto raggiungere nel 2026 i livelli più elevati di redditività globale, con margini attorno al 9,3% e un profitto medio per passeggero superiore ai 28 dollari, nettamente sopra le medie internazionali. L’attuale contrazione mette in discussione queste previsioni, almeno nel breve periodo. La capacità di resistenza finanziaria dei vettori del Golfo resta un elemento rilevante. Il supporto pubblico e l’accesso facilitato alle risorse energetiche consentono di assorbire parte degli shock operativi.

Fonte Il Giornale