Un sole quasi estivo fa già splendere la riviera ligure, ma molte nubi si addensano sulla prossima stagione turistica. L’ombra della guerra in medio oriente e delle sue conseguenze economiche preoccupa gli operatori.
In vista delle ormai imminenti vacanze di Pasqua e dei ponti di Primavera – tradizionalmente primi importanti assaggi della stagione estiva – è l’unione albergatori della provincia di Savona a lanciare l’allarme. A spaventare sono soprattutto i rincari.
Tutto questo per un settore strategico per la nostra regione, ma in Liguria già penalizzato da altre problematiche locali, non ultime quelle legate ai lavori sulle autostrade. Insomma i vari stop ai cantieri per i periodi di vacanze per gli operatori sembrano non essere più sufficienti specie in uno scenario globale già fortemente critico e complesso.
Meno statunitensi. Più indiani e, soprattutto, più cinesi. Il turismo in Europa cambia, confermandosi un termometro sempre sensibile alle “perturbazioni” geopolitiche e alle “preoccupazioni economiche”. Secondo un’indagine pubblicata dalla European Travel Commission ripresa dalla Reuters, “i turisti cinesi e indiani dovrebbero compensare un potenziale rallentamento della crescita dei viaggiatori statunitensi in Europa, con un aumento degli arrivi internazionali nel continente del 6,2%”. Un rallentamento – il primo dopo il boom post-pandemia trainato dalla forza del dollaro – collegato anche agli “scossoni” geopolitici e allo sfilacciamento della tradizionale “amicizia” tra le due sponde dell’Atlantico. Una “diffidenza” reciproca. Secondo i dati della piattaforma Cirium, le prenotazioni dall’Europa agli Stati Uniti tra il 7 ottobre e la fine di gennaio sono diminuite del 14,2% su base annua, mentre le prenotazioni dagli Stati Uniti all’Europa sono calate del 7,3%.
Se la crescita dell’afflusso di turisti Usa rallenta, fermandosi a un più 4,2%, al contrario quello asiatico non sembra conoscere affaticamenti. Anzi. Si stima che gli arrivi cinesi in Europa dovrebbero aumentare del 28% rispetto al 2025, quelli indiani del 9%. I cinesi confermeranno la loro propensione a viaggiare. Secondo China Trading Desk, società di marketing e tecnologia per i viaggi, “i viaggiatori della Cina continentale effettueranno tra i 165 e i 175 milioni di viaggi transfrontalieri nel 2026, rispetto ai 155 milioni stimati dell’anno scorso”. Anche qui la geopolitica ci metterà lo zampino: le visite in Giappone potrebbero crollare di quasi il 50% a causa della controversia tra Pechino e Tokyo, spingendo i cittadini cinesi a esplorare altre mete.
Quale è lo stato di salute del turismo in Europa, continente che da solo assorbe il 50% di tutto il turismo globale? Buono, a giudicare dai dati rilasciati dall’EU Tourism Platform. “Le strutture ricettive turistiche dell’UE – si legge sulla piattaforma – hanno registrato 452,4 milioni di pernottamenti nel primo trimestre del 2025, solo lo 0,2% in meno rispetto al primo trimestre del 2024, principalmente a causa degli effetti del calendario (cambi di stagione per Carnevale e Pasqua). I pernottamenti dei visitatori stranieri sono aumentati dell’1,1% su base annua, rappresentando il 45,6% dei soggiorni nel trimestre, a dimostrazione del continuo rafforzamento della fiducia nei viaggi internazionali. A livello globale, gli arrivi turistici internazionali sono cresciuti di circa il 5% nel periodo gennaio-settembre 2025 rispetto al 2024, raggiungendo oltre 1,1 miliardi di viaggi. L’Europa ha accolto circa 625 milioni di arrivi, il 4% in più rispetto al 2024 negli stessi mesi, confermandosi ancora una volta come la regione più visitata al mondo”.
Fonte: Avvenire.it
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