01/05/2026 - 02:29
rete fidi liguria

Excelsior: previste 347mila assunzioni nel turismo tra marzo e maggio

Il settore del turismo si conferma il motore dell’occupazione nel trimestre marzo-maggio. In questo periodo le imprese del turismo e della ristorazione prevedono di stipulare oltre 347.000 contratti. Nel solo mese di marzo si stimano circa 97.000 assunzioni, in crescita del 3,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. E’ quanto rivela l’indagine previsionale del sistema informativo Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro che sarà presentata oggi a Roma in occasione dell’apertura di FareTurismo, evento sul lavoro nel comparto.

Per il sistema Excelsior, quasi 3 assunzioni su 10 sono rivolte a giovani sotto i 30 anni, segno che il settore cerca linfa nuova, anche se non sempre la trova per la difficoltà di reperire i profili e le competenze richiesti. Se la media nazionale di tali difficoltà si attesta al 43-45%, nel turismo diverse figure professionali registrano un mismatch sopra il 50%: è il caso dei receptionist e addetti al front-office e dei tecnici dei mercati e della vendita. Ancora più difficile reperire esercenti nelle attività di ristorazione e addetti alla ristorazione (cuochi, camerieri, baristi): si parla del 60%, spesso a causa della mancanza di candidati. Per far fronte a questa carenza, il 48% delle imprese sta optando per l’assunzione di profili con “competenze affini” per poi formarli internamente, mentre il 25% prova a far leva su un aumento retributivo per attirare talenti.

Per quanto concerne le previsioni a medio termine, si stima un fabbisogno tra 115.000 e 140.000 unità all’anno entro il 2029. La stragrande maggioranza della domanda (oltre l’80%) non deriva dalla creazione di “nuovi” posti di lavoro, ma dalla necessità di sostituire chi va in pensione con profili professionali nuovi. Gran parte della crescita del comparto infatti è sostenuta dagli investimenti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che sta spingendo sulla digitalizzazione delle strutture ricettive.

Lo scenario previsionale del trimestre marzo-maggio 2026 conferma quanto emerso dal quadro previsionale relativo al 2025, quando le imprese del comparto turistico avevano programmato circa 1,2 milioni di entrate (assunzioni e mobilità tra imprese), su livelli storicamente elevati. Continua dunque un trend positivo. Tra il 2022 e il 2025 le entrate programmate nel mondo del lavoro del comparto turistico hanno fatto registrare un incremento complessivo quasi del 19% (passando da 986mila a 1,17 milioni di unità).

Fonte Il Sole 24 ore

Guerra in Iran, l’impatto in Europa: le stime Morgan Stanley

A pensarlo sono anche gli analisti di Morgan Stanley: le destinazioni europee potrebbero beneficiare indirettamente della crisi in Medio Oriente. Secondo la banca d’affari, infatti, se il conflitto dovesse protrarsi i turisti del nostro continente potrebbero rinunciare alle mete mediorientali a favore di destinazioni intraeuropee, a corto raggio. Si calcola che, se due terzi dei visitatori europei normalmente diretti in Medio Oriente cambiassero meta, la domanda alberghiera nel Vecchio Continente potrebbe crescere dell’1%, con effetti più marcati in destinazioni invernali come le Canarie.

Un’analisi, quella di Morgan Stanley, basata su un precedente storico. Come scrive repubblica.it, infatti, durante la Primavera Araba del 2011 le destinazioni costiere di Spagna, Grecia e Turchia videro un incremento del revPar oscillante tra l’8 e il 14%. Il clima di incertezza generale potrebbe, inoltre, favorire i viaggi organizzati, a beneficio dei tour operator.

Nel frattempo, però, è sempre più salato il conto che la regione del Golfo si stima possa pagare con il protrarsi della crisi. Secondo le previsioni di Morgan Stanley e Bank of America l’escalation militare tra Stati Uniti, Israele e Iran potrebbe mettere a rischio tra i 34 e i 56 miliardi di spesa turistica nella regione, a causa soprattutto del peso che l’area ha per lo shopping d’alta gamma. Come riporta Milano Finanza il Medio Oriente rappresenta, infatti, tra il 5 e il 6% delle vendite globali di beni di lusso.

Fonte TTG ITALIA

Turismo, 600 milioni persi ogni giorno con la guerra

L’industria del turismo globale trema di fronte alla crisi più violenta dal 2020. L’operazione Epic Fury nel Golfo ha trasformato i principali hub mondiali in zone interdette, congelando quel 14% di transiti aerei che fino a poche settimane fa garantiva il collegamento tra Occidente e Oriente. Secondo il WTTC, il conto economico è da brividi: 600 milioni di dollari bruciati ogni giorno tra cancellazioni e paralisi logistica.

Dubai, Abu Dhabi e Doha, motori del lusso e del transito internazionale, vedono i propri terminal svuotarsi o trasformarsi in bivacchi per oltre mezzo milione di passeggeri giornalieri rimasti a terra. Non è solo una questione di voli mancati, ma un effetto domino che sta travolgendo agenzie di viaggio e tour operator, costretti a gestire un’ondata di rimborsi che rischia di prosciugare le riserve accumulate durante la ripresa post-Covid.

Mentre gli spazi aerei si chiudono e i costi del carburante schizzano alle stelle per le rotte deviate, la fiducia dei viaggiatori crolla. Se il conflitto non dovesse trovare una rapida de-escalation, il 2026 verrà ricordato come l’anno in cui il turismo organizzato ha dovuto affrontare la sua “tempesta perfetta”, mettendo a rischio migliaia di imprese e la stabilità economica di intere nazioni dipendenti dall’industria dell’ospitalità.

Borsa: la guerra affonda turismo e compagnie aeree, sale la difesa

La crisi in Medio Oriente, dopo l’attacco congiunto tra Usa e Israele, crea scompiglio sui mercati azionari. In Europa, a farne le spese sono principalmente il lusso, le compagnie aeree e il turismo. Il balzo del prezzo di petrolio e gas, dopo la chiusura dello stretto di Holmuz, spinge l’energia e le utility.

Nel comparto del lusso (-3,9%) sono pesanti Richemont (-6%), Swatch (-4,9%), Kering (-3,7%) e Lvmh (-3,5%). Vendite anche per il settore del turismo (-2,9%) e le compagnie aeree (-3,7%). In particolare Lufthansa lascia sul terreno il 6%, easyJet il 3,4% e Ryanair il 2,3%.

In netto rialzo il settore dell’energia (+3,2%) e quello della difesa (+0,6%). Tra i singoli titoli si mettono in mostra Bae (+6%), Leonardo (+4%), Rheinmetall (+2,2%) e Saab (+1,1%).

Fonte Ansa

Le applicazioni di intelligenza artificiale implementate da parte delle aziende del comparto ‘travel & ospitality’

Non di sola traduzione linguistica né di ‘chatbot’ o di trascrizione simultanea vivono le applicazioni di intelligenza artificiale implementate da parte delle aziende del comparto ‘travel & ospitality’ (T&H). Bensì di soluzioni in grado di potenziare l’esperienza tanto dei clienti (CX) quanto degli operatori (EX) al fine di costruire relazioni più solide, aumentare la fidelizzazione e generare un vantaggio competitivo tout court. A rilevarlo uno studio condotto da Frost&Sullivan insieme allo specialista del ‘customer care and experience’ Covisian che ha coinvolto un campione rappresentativo di ‘decision maker’ del settore turismo e ospitalità.

In particolare, è proprio nelle aree di ‘speech analytics’, ‘sentiment analysis’ e ‘emotion recognition’ che si registra la crescita maggiore d’interesse, con percentuali di adozione programmata da parte delle imprese T&H che oscillano tra il 42% e il 47%. Sempre secondo lo studio, nelle aspettative dei responsabili tecnologici di settore, l’accelerazione degli investimenti nella GenAI di nuova generazione migliorerà le performance degli operatori del 58%, riducendo al contempo i tempi medi di gestione del 56% e potenziando le capacità di self-service del 56%.

A livello di macro-trend, la ricerca evidenzia inoltre la crescente attenzione dei consumatori per vacanze sostenibili, viaggi di lusso e trasferte ‘bleisure’ (business+leisure). I turisti del Bel Paese chiedono altresì esperienze più personalizzate e coerenti con il loro ‘mood’, mettendo in crisi i modelli tradizionali dei contact center. “Il futuro della ‘customer experience’ nel comparto T&H non sarà definito dalla tecnologia in sé ma dalla capacità di integrarla in modo empatico e intelligente – commenta Stefano Dessì, group chief operations officer di Covisian – Lo studio mostra chiaramente che i viaggiatori chiedono interazioni più fluide, customizzate e sicure. La GenAI può essere, in tal senso, uno strumento straordinario per creare esperienze più umane”. Decisamente più gratificanti.

Fonte La Repubblica

Cresce l’incoming, a gennaio +6,07% delle presenze e +4,28%

L’Italia dell’incoming cresce, con un mese di gennaio che fa registrare, secondo un’analisi dell’Ufficio Statistica del ministero del Turismo su dati ricavati dalla piattaforma Alloggiati Web del ministero dell’Interno, +6,07% delle presenze e +4,28% degli arrivi rispetto allo stesso mese del 2025.

“Una crescita che si consolida anche nei mesi meno canonici, a testimonianza di un’offerta sempre più destagionalizzata e a riprova del fatto che l’Italia sa essere attrattiva in qualsiasi periodo dell’anno – commenta il ministro del Turismo Daniela Santanchè -. Siamo certi che il traino di un grande evento sportivo come le Olimpiadi invernali Milano Cortina rappresenterà un ulteriore contributo a questa tendenza positiva. Questi numeri confermano la vitalità del settore e il suo potenziale per continuare a svilupparsi nei prossimi mesi”.

Oltre ai grandi eventi, bene anche l’offerta slow, di cui la Via Francigena è esempio di fama assoluta, con quasi 20.000 credenziali distribuite, 132 punti di distribuzione del passaporto del pellegrino e più di 12 mila pellegrini che hanno ricevuto il Testimonium a Roma nel 2025. I numeri sono tutti in aumento e il percorso continua anche a internazionalizzarsi, con una quota straniera del 53%, costituita principalmente da statunitensi, francesi, tedeschi, australiani, olandesi, spagnoli e inglesi.

I dati raccolti dall’Associazione europea delle Vie Francigene, inoltre, evidenziano il ruolo destagionalizzante ricoperto dal percorso, che vede nel mese di settembre il periodo prediletto per partire (19%), con aprile (13%), maggio e ottobre (12%) in coda, e quindi preminenza dei mesi di spalla.

Che sia per condivisione (41,5%), spiritualità (28,2%), interesse culturale (25%) o turismo (23,4%), il 2025 ha registrato un +35,95% di credenziali distribuite, un +5,6% di punti di distribuzione e un +117,96% di pellegrini che hanno ricevuto il Testimonium nella Capitale.

“Numeri importanti, sicuramente sostenuti dal Giubileo – afferema Santanchè -, che ribadiscono con forza la rilevanza strategica della Via Francigena e, in generale, del turismo lento per lo sviluppo virtuoso dell’industria e per il benessere socioeconomico. Non a caso, il ministero del Turismo ha già stanziato oltre 30 milioni di euro per i cammini, che, insieme alla legge recentemente approvata con una dotazione di 5 milioni di euro e la definizione del ruolo centrale del dicastero, consolidano ulteriormente lo status dei percorsi come asset strategico. È fondamentale sottolineare come la Via Francigena e cammini in generale contribuiscano a sostenere il turismo anche in aree meno note della nostra Italia, favorendo così una distribuzione più equa dei flussi turistici e promuovendo la crescita e lo sviluppo di territori che spesso sono a rischio di spopolamento”.

Liguria, il turismo tra luci e ombre: record di occupati e nodi contrattuali

:

Il motore economico della Liguria accelera, trainato da un settore turistico che si conferma pilastro occupazionale della regione. Secondo i dati del secondo trimestre 2025, su 640 mila occupati totali, ben 146 mila appartengono al comparto commercio e ricettività. La crescita è tangibile: nell’ultimo anno il solo turismo ha generato 19 mila nuovi posti di lavoro. Tuttavia, dietro il riflesso dorato dei record di presenze, si allunga l’ombra del “lavoro povero”. Il settore soffre ancora di un’eccessiva frammentazione contrattuale, con una forte incidenza di impieghi stagionali e fenomeni di dumping salariale che, in casi limite come quello delle pulizie, vedono paghe scendere sotto la soglia dei 5 euro l’ora.
Per invertire la rotta, la Regione ha confermato per il 2026 il “Patto per il lavoro nel turismo”, stanziando 6 milioni di euro. L’obiettivo è duplice: stabilizzare l’occupazione e favorire la destagionalizzazione. Gli incentivi sono chiari: 2.500 euro per contratti di almeno 8 mesi e ben 8.000 euro per le assunzioni a tempo indeterminato, anche nel settore ristorazione. I primi risultati del 2025 sono incoraggianti, con un aumento del 21% dei contratti stabili e una crescita a doppia cifra nelle presenze di ottobre (+10%), segno che la Liguria sta imparando a vivere oltre i mesi balneari.
Resta però aperta la ferita dell’abusivismo ricettivo. Confcommercio e Federalberghi denunciano un mercato alterato da affitti in nero e case vacanze sommerse, specialmente nei centri storici. La richiesta che arriva dai sindacati e dalle imprese sane è univoca: trasparenza e regole uguali per tutti. Solo attraverso una normativa rigorosa, sul modello di Toscana ed Emilia-Romagna, si potrà governare l’overtourism, tutelando sia il diritto alla casa dei residenti sia la qualità di un’offerta turistica che non può permettersi di svendersi al ribasso.

Il turismo italiano ha generato un impatto sul PIL di 237,4 miliardi nel 2025, con previsioni di crescita a 282,6 miliardi entro il 2035

Il turismo si conferma un perno nel tessuto socioeconomico italiano. Nel 2025 ha infatti avuto un impatto del 13,2% sull’occupazione e di 237,4 miliardi di euro sul pil nazionale. Un trend che non è destinato a fermarsi. Anzi, le previsioni per il 2035 parlano di 282,6 miliardi di contributo al pil e una ricaduta del 15,7% sull’occupazione. Questa la fotografia scattata dall’Enit in occasione del Bit 2026, l’appuntamento internazionale di riferimento per l’industria turistica.

I turisti internazionali fanno la differenza. I viaggiatori in arrivo dall’estero l’anno scorso hanno investito per turismo ben 60,4 miliardi di euro in Italia. Un valore in crescita del 4,7%. E da qui ai prossimi 10 anni, questa spesa potrebbe sfiorare gli 80 miliardi di euro.

I turisti che spendono di più per vivere le esperienze Made in Italy, segnala l’Enit – di cui è ad, Ivana Jelinic – provengono dalla Germania (7,5 miliardi di euro di spesa nei primi nove mesi del ‘25, in aumento dell’1,7%), dagli Usa (5,3 miliardi di spesa, +3,3%), dal Regno Unito (4,4 miliardi, +9%) e dalla Francia (3,8 miliardi, +6,8%).
Non si distanzia molto dalla top four la classifica dei Paesi da cui arrivano principalmente i turisti per visitare l’Italia. Come mostrano gli arrivi aeroportuali, primeggia la Germania (13,9% sul totale, in rialzo del 5,4% sul 2024), seguita da Regno Unito (12,3% sul totale, +3,6%), Stati Uniti (9,2%, +2,5%) e Polonia (7,7%, in crescita del 31,9%)

Alassio, un sabato d’oro che profuma d’estate

Il grigio delle ultime settimane è solo un ricordo sbiadito. Oggi, sabato 21 febbraio 2026, Alassio si è risvegliata avvolta in un abbraccio di luce, regalando a residenti e turisti un assaggio anticipato di stagione balneare. Con il termometro che tocca i 14°C e un sole generoso, il litorale si è trasformato in un salotto a cielo aperto dove la parola d’ordine è una sola: rigenerarsi.

Le spiagge, punteggiate da chi cerca la prima tintarella o semplicemente il rumore della risacca, fanno da cornice a un mare calmo, ravvivato dalle vele bianche del Meeting Internazionale della Gioventù. Mentre giovani velisti si sfidano tra le onde, nel cuore della città il rito del sabato si sposta tra i vicoli del Budello. Qui, tra le boutique storiche e il profumo dei caffè, il passeggio è incessante: un mix di shopping e convivialità che conferma Alassio come regina indiscussa del weekend ligure.

Questa splendida finestra di bel tempo è il premio perfetto dopo le piogge intermittenti degli scorsi giorni. Anche se per domani, domenica 22 febbraio, le nubi torneranno a farsi vedere con una massima di 13°C e qualche possibile pioviggine isolata, lo spirito di oggi resta impresso: un sabato che profuma già di vacanza, di mare e di quella libertà che solo la Riviera sa regalare.

Liguria al centro del Full Contact Meeting Planner

Si conclude oggi a Rapallo il Full Contact Meeting Planner, appuntamento dedicato all’incontro tra destinazioni e responsabili dell’organizzazione di eventi corporate, che anche nel 2026 ha visto la partecipazione del sistema ligure attraverso l’azione di coordinamento e promozione svolta da Meet in Liguria, in rappresentanza dell’offerta regionale del comparto congressuale.

Ospitato negli spazi dell’Excelsior Palace Portofino Coast, l’evento si conferma una delle occasioni più mirate per il networking professionale nel settore MICE, grazie a una formula basata su incontri B2B programmati tra operatori dell’offerta e meeting planner selezionati provenienti da aziende e agenzie eventi. Un contesto di lavoro strutturato che consente di presentare in modo diretto sedi, servizi e proposte territoriali a interlocutori con esigenze già profilate, favorendo l’attivazione di contatti commerciali concreti.

“La presenza ligure rientra nella strategia di promozione del turismo degli eventi portata avanti dalla Regione, che individua nel segmento congressuale un fattore chiave per ampliare la stagionalità dei flussi e valorizzare in modo equilibrato costa ed entroterra. Meeting aziendali, convention e appuntamenti professionali rappresentano infatti un mercato ad alto valore aggiunto, capace di generare ricadute diffuse su ospitalità, servizi e filiere locali”, ha affermato l’assessore regionale al Turismo Luca Lombardi.

Nel corso delle giornate di lavoro, l’offerta regionale è stata presentata come un sistema integrato di location congressuali, strutture ricettive, collegamenti e proposte esperienziali, elementi che consentono di affiancare all’efficienza organizzativa un contesto paesaggistico e culturale distintivo. Un mix particolarmente apprezzato dal mercato corporate, sempre più orientato a scegliere destinazioni in grado di coniugare funzionalità logistica e qualità dell’esperienza.
La partecipazione al workshop di Rapallo conferma così il ruolo della Liguria tra le destinazioni italiane attive nel turismo MICE e la volontà di rafforzare, attraverso occasioni di incontro mirate, una rete di relazioni professionali, base imprescindibile per attrarre nuovi eventi sul territorio nei prossimi anni.