11/04/2026 - 07:23
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Guerra in Iran, l’impatto in Europa: le stime Morgan Stanley

A pensarlo sono anche gli analisti di Morgan Stanley: le destinazioni europee potrebbero beneficiare indirettamente della crisi in Medio Oriente. Secondo la banca d’affari, infatti, se il conflitto dovesse protrarsi i turisti del nostro continente potrebbero rinunciare alle mete mediorientali a favore di destinazioni intraeuropee, a corto raggio. Si calcola che, se due terzi dei visitatori europei normalmente diretti in Medio Oriente cambiassero meta, la domanda alberghiera nel Vecchio Continente potrebbe crescere dell’1%, con effetti più marcati in destinazioni invernali come le Canarie.

Un’analisi, quella di Morgan Stanley, basata su un precedente storico. Come scrive repubblica.it, infatti, durante la Primavera Araba del 2011 le destinazioni costiere di Spagna, Grecia e Turchia videro un incremento del revPar oscillante tra l’8 e il 14%. Il clima di incertezza generale potrebbe, inoltre, favorire i viaggi organizzati, a beneficio dei tour operator.

Nel frattempo, però, è sempre più salato il conto che la regione del Golfo si stima possa pagare con il protrarsi della crisi. Secondo le previsioni di Morgan Stanley e Bank of America l’escalation militare tra Stati Uniti, Israele e Iran potrebbe mettere a rischio tra i 34 e i 56 miliardi di spesa turistica nella regione, a causa soprattutto del peso che l’area ha per lo shopping d’alta gamma. Come riporta Milano Finanza il Medio Oriente rappresenta, infatti, tra il 5 e il 6% delle vendite globali di beni di lusso.

Fonte TTG ITALIA

Riviera “ostaggio” dei cantieri. Carlo Scrivano: “La rimozione per Pasqua è un atto dovuto”

«Non possiamo continuare a vendere il “sogno ligure” se il viaggio per raggiungerlo si trasforma in un incubo». Inizia con queste parole la presa di posizione Carlo Scrivano, direttore dell’Unione Provinciale Albergatori di Savona in merito alla situazione critica della viabilità sull’autostrada A10, nel tratto compreso tra Savona e Ventimiglia. La cronaca quotidiana di scambi di carreggiata, code chilometriche tra Feglino e Spotorno e tempi di percorrenza raddoppiati sta mettendo a dura prova non solo i pendolari, ma l’intero comparto turistico della regione. «Le immagini della coda chilometrica registrata domenica scorsa sono il peggior biglietto da visita possibile – sottolinea Scrivano – I turisti cercano relax e bellezza, ma si scontrano con una barriera di ostacoli per via dei cantieri presenti. Il rischio concreto è che il turista, pur amando la nostra Riviera, scelga mete più facilmente raggiungibili per evitare di passare metà della vacanza intrappolato in galleria». Upa Savona accoglie con favore la notizia della rimozione dei cantieri programmati dalle 14 del 1° aprile fino al 7 aprile, ma sottolinea come questa misura sia solo un “palliativo” necessario: «Sospendere i lavori per sei giorni è un atto dovuto, ma non risolve l’impatto dei cantieri che resteranno attivi fino a ridosso delle festività (come lo scambio di carreggiata tra Spotorno e Savona, operativo fino al 2 aprile). L’incertezza sui tempi di percorrenza scoraggia le prenotazioni “last minute”, fondamentali per l’economia stagionale». Ed ecco che Upa Savona chiede con forza alle istituzioni e alle società concessionarie  «una pianificazione dei lavori che tenga conto dei flussi turistici non solo nei festivi, ma in tutti i fine settimana primaverili, quindi il potenziamento della segnaletica e dell’informazione agli utenti per deviare il traffico su percorsi alternativi prima che si formino i tappi, un confronto costante tra gestori autostradali e categorie produttive per monitorare l’andamento dei lavori di ammodernamento. La Liguria è una terra meravigliosa che vive di ospitalità. Chiediamo che la sicurezza infrastrutturale – che resta la priorità – non diventi l’alibi per un immobilismo gestionale che rischia di soffocare l’economia del territorio. I turisti vogliono raggiungerci, noi vogliamo accoglierli».

Borsa: la guerra affonda turismo e compagnie aeree, sale la difesa

La crisi in Medio Oriente, dopo l’attacco congiunto tra Usa e Israele, crea scompiglio sui mercati azionari. In Europa, a farne le spese sono principalmente il lusso, le compagnie aeree e il turismo. Il balzo del prezzo di petrolio e gas, dopo la chiusura dello stretto di Holmuz, spinge l’energia e le utility.

Nel comparto del lusso (-3,9%) sono pesanti Richemont (-6%), Swatch (-4,9%), Kering (-3,7%) e Lvmh (-3,5%). Vendite anche per il settore del turismo (-2,9%) e le compagnie aeree (-3,7%). In particolare Lufthansa lascia sul terreno il 6%, easyJet il 3,4% e Ryanair il 2,3%.

In netto rialzo il settore dell’energia (+3,2%) e quello della difesa (+0,6%). Tra i singoli titoli si mettono in mostra Bae (+6%), Leonardo (+4%), Rheinmetall (+2,2%) e Saab (+1,1%).

Fonte Ansa

Turismo, le imprese puntano sulla promozione digitale

Le imprese turistiche italiane puntano sulla promozione digitale. «Rigenerare la cassetta degli attrezzi della filiera turistica per affrontare un mercato che cambia: opportunità e servizi per le imprese su Italia.it e nel Tourism digital hub»: è il tema del panel organizzato da Isnart (l’Istituto nazionale ricerche turistiche) in occasione del Btm 2026 – Business tourism management che si è svolto lo scorso giovedì a Bari. Al centro del confronto, il portale istituzionale Italia.it (dedicato alla promozione turistica nazionale) e i servizi gratuiti disponibili per le imprese registrate sulla piattaforma. L’incontro ha rappresentato un’occasione per approfondire le opportunità offerte dal Tourism digital hub, il progetto promosso dal ministero del Turismo e finanziato dal Pnrr realizzato in partenariato con Unioncamere e Isnart.

«Il Tourism digital hub è un’infrastruttura digitale pubblica strategica per accompagnare le imprese nella transizione digitale e rafforzarne la competitività», ha spiegato Luciana Di Bisceglie, presidente di Unioncamere Puglia e della Camera di commercio di Bari. «Non è soltanto una piattaforma, ma è una vera cassetta degli attrezzi che mette a disposizione strumenti concreti e gratuiti per l’analisi dei dati: la promozione su Italia.it, la formazione, la sostenibilità, l’accesso a nuovi mercati. Attraverso i Tourism digital hub point attivati nelle Camere di commercio, il progetto garantisce un presidio territoriale e un percorso strutturato di innovazione».

A oggi il Tourism digital hub conta oltre 38mila imprese registrate provenienti da tutto il territorio nazionale.

Grazie ai 23 Tourism digital hub point attivati nelle Camere di commercio, le imprese possono accedere a servizi digitali qualificati e strumenti operativi per valorizzare la propria presenza online. «Aderire al Tourism digital hub tramite il portale Italia.it rappresenta un’importante opportunità di crescita», ha detto Filomena Bilancio, direttore della Direzione generale tecnologia, retribuzione, digitalizzazione e statistica del ministero del Turismo. «Significa maggiore visibilità online, accesso a dati statistici aggiornati, strumenti di analisi per migliorare l’offerta, promozione nell’ambito delle attività del portale e accesso a servizi innovativi a supporto della commercializzazione dell’offerta. Un insieme di strumenti pensati dal nostro ministero per aiutare le imprese a competere con maggiore efficacia sui mercati internazionali anche grazie al supporto delle Camere di commercio».

L’innovazione digitale per il futuro del settore

Per Isnart, come sottolineato dal presidente Loretta Credaro, l’innovazione digitale è un passaggio imprescindibile per il settore: «Le imprese turistiche stanno vivendo una trasformazione senza precedenti e governare gli strumenti digitali è ormai indispensabile. In questo contesto, Isnart opera come interfaccia tra la piattaforma nazionale e i territori, mettendo a disposizione la conoscenza approfondita delle imprese maturata tramite progetti come Ospitalità italiana e Tourism lab academy».

Fonte: Italia Oggi

Dalle passeggiate negli uliveti alle degustazioni: il turismo dell’olio segna in Italia +37%

Tra degustazioni ed abbinamenti con i cibi e le cene e le passeggiate tra gli ulivi secolari cresce e si consolida in Italia il turismo dell’olio. E’ quanto emerge dal secondo Rapporto sul Turismo dell’olio promosso dall’Associazione Citta dell’Olio, Coldiretti e Unaprol e curato da Roberta Garibaldi.

Tra il 2021 e il 2024 la partecipazione alle esperienze legate all’olio extravergine di oliva è aumentata del 37,1% e 7 italiani su 10 considerano gli uliveti e l’olio extravergine d’oliva un simbolo del patrimonio culturale e paesaggistico nazionale.

«L’interesse – ha commentato la curatrice del rapporto Roberta Garibaldi – cresce sia sul mercato interno — dove il 70% degli italiani vorrebbe fare degustazioni con abbinamenti gastronomici — sia nei principali mercati esteri, in particolare Germania, Francia, Austria, Svizzera e Stati Uniti. Accanto a degustazioni, visite ai frantoi e acquisti in azienda, aumenta la richiesta di esperienze immersive come itinerari tra ulivi secolari, cene in uliveto (scelte dal 71%), percorsi culturali e visite a frantoi storici. Toscana (29%) e Puglia (28%) guidano le preferenze, seguite da Sicilia (20%), Umbria (18%) e Liguria (15%), mentre cresce l’interesse per territori meno noti ma di alta qualità produttiva».

Sul fronte della spesa emergono differenze tra mercati: in Europa prevale una fascia tra 20 e 40 euro, mentre i turisti statunitensi mostrano maggiore propensione al segmento premium, con un 30% disposto a spendere tra 60 e 100 euro. Gli italiani manifestano forte interesse per aspetti salutistici (65%), varietali (60%) e culturali (60%) dell’olio.

«L’oleoturismo – ha commentato il presidente dell’Unaprol e vicepresidente Coldiretti, David Granieri – non è più una nicchia per appassionati, ma un pilastro della nostra economia rurale. I nostri olivicoltori non vendono solo un prodotto straordinario come l’olio extravergine, ma offrono un’esperienza perché ogni bottiglia racchiude il lavoro di chi presidia territori spesso difficili, preservando il territorio dall’abbandono garantendo la bellezza di quei borghi che sono il cuore pulsante del nostro Paese. In questa ottica il turismo dell’olio si conferma uno strumento formidabile per contrastare lo spopolamento delle aree interne e per promuovere un turismo di prossimità, sostenibile e destagionalizzato». «Il Secondo Rapporto sul Turismo dell’Olio conferma che l’oleoturismo non è una moda passeggera, ma una leva strategica per lo sviluppo sostenibile e la valorizzazione delle aree rurali – ha aggiunto il presidente nazionale dell’Associazione Città dell’olio, Michele Sonnessa -. L’olio extravergine è più di un prodotto: è paesaggio, biodiversità, cultura viva e racconto delle comunità. Per trasformare l’interesse dei turisti in valore reale, serve un’offerta strutturata e di qualità. Per questo, insieme ad Unaprol, stiamo costituendo il primo Club di Prodotto sul Turismo dell’Olio, per mettere in rete aziende, frantoi, ristoratori, oleoteche e operatori del turismo esperienziale».

Fonte: Il Sole 24 ore

Le applicazioni di intelligenza artificiale implementate da parte delle aziende del comparto ‘travel & ospitality’

Non di sola traduzione linguistica né di ‘chatbot’ o di trascrizione simultanea vivono le applicazioni di intelligenza artificiale implementate da parte delle aziende del comparto ‘travel & ospitality’ (T&H). Bensì di soluzioni in grado di potenziare l’esperienza tanto dei clienti (CX) quanto degli operatori (EX) al fine di costruire relazioni più solide, aumentare la fidelizzazione e generare un vantaggio competitivo tout court. A rilevarlo uno studio condotto da Frost&Sullivan insieme allo specialista del ‘customer care and experience’ Covisian che ha coinvolto un campione rappresentativo di ‘decision maker’ del settore turismo e ospitalità.

In particolare, è proprio nelle aree di ‘speech analytics’, ‘sentiment analysis’ e ‘emotion recognition’ che si registra la crescita maggiore d’interesse, con percentuali di adozione programmata da parte delle imprese T&H che oscillano tra il 42% e il 47%. Sempre secondo lo studio, nelle aspettative dei responsabili tecnologici di settore, l’accelerazione degli investimenti nella GenAI di nuova generazione migliorerà le performance degli operatori del 58%, riducendo al contempo i tempi medi di gestione del 56% e potenziando le capacità di self-service del 56%.

A livello di macro-trend, la ricerca evidenzia inoltre la crescente attenzione dei consumatori per vacanze sostenibili, viaggi di lusso e trasferte ‘bleisure’ (business+leisure). I turisti del Bel Paese chiedono altresì esperienze più personalizzate e coerenti con il loro ‘mood’, mettendo in crisi i modelli tradizionali dei contact center. “Il futuro della ‘customer experience’ nel comparto T&H non sarà definito dalla tecnologia in sé ma dalla capacità di integrarla in modo empatico e intelligente – commenta Stefano Dessì, group chief operations officer di Covisian – Lo studio mostra chiaramente che i viaggiatori chiedono interazioni più fluide, customizzate e sicure. La GenAI può essere, in tal senso, uno strumento straordinario per creare esperienze più umane”. Decisamente più gratificanti.

Fonte La Repubblica

Il 13 marzo Finale Ligure torna il Salone Agroalimentare, dedicato alle eccellenze liguri

Il 13 marzo 2026 torna a Finalborgo la ventiduesima edizione del SAL – Salone Agroalimentare Ligure, in programma dal 13 al 15 marzo. La cerimonia di inaugurazione si terrà alle 16 presso i Chiostri di Santa Caterina, dando ufficialmente il via a tre giornate dedicate alle eccellenze del territorio e al tema scelto per questa edizione: il benessere come stile di vita. La presentazione del programma si terrà lunedì 9 marzo, alle ore 12.30, presso la Sala Trasparenza di Regione Liguria.

Il titolo del convegno inaugurale, “Radici di qualità, patrimonio di gusto. La Liguria e la Dieta Mediterranea: un’eredità da tutelare e assaporare”, racchiude il senso profondo dell’iniziativa. La Liguria, con il suo paesaggio unico e la sua straordinaria biodiversità, rappresenta un patrimonio agroalimentare che unisce tradizione, cultura e salute. In questo contesto, la Dieta Mediterranea non è soltanto un modello alimentare riconosciuto a livello internazionale, ma un’espressione concreta dell’identità ligure, costruita nei secoli attraverso il lavoro agricolo e la valorizzazione di prodotti autentici. Dopo i saluti istituzionali delle autorità regionali e locali, il convegno entrerà nel vivo affrontando il ruolo della Liguria nel panorama agroalimentare e nella prospettiva della candidatura UNESCO. Sarà un’occasione per riflettere sul legame tra territorio, qualità delle produzioni e tutela del paesaggio, mettendo in luce il valore delle certificazioni come DOP e IGP, strumenti fondamentali per garantire autenticità, trasparenza e rispetto del lavoro agricolo. Ampio spazio sarà dedicato alla Dieta Mediterranea nella sua declinazione ligure, con un’attenzione particolare agli alimenti simbolo della tradizione regionale: ortaggi, erbe aromatiche, pesce azzurro e, soprattutto, olio extravergine di oliva. Questi elementi costituiscono i pilastri di un modello alimentare che coniuga gusto e prevenzione, promuovendo uno stile di vita sano e consapevole.

Protagonista dell’incontro sarà l’Olio Extravergine Riviera Ligure DOP, definito non a caso “l’oro della Riviera”. Attraverso un approfondimento sulle sue caratteristiche organolettiche e sulla corretta lettura dell’etichetta, i partecipanti potranno acquisire strumenti utili per riconoscere la qualità autentica e orientare le proprie scelte di consumo. Un breve viaggio sensoriale guiderà inoltre il pubblico alla scoperta dei pregi e dei possibili difetti dell’olio, per imparare a degustare in modo consapevole.

Non mancherà un focus dedicato all’Oliva Taggiasca Ligure IGP, cultivar che ha modellato il paesaggio ligure e ne rappresenta uno dei simboli più riconoscibili. Conoscere la sua storia, le sue caratteristiche distintive e le modalità per identificarla correttamente sul mercato significa difendere un patrimonio agricolo e culturale di grande valore.

Il SAL 2026 si propone così come un momento di confronto e approfondimento, ma anche come un invito concreto a scegliere la qualità ogni giorno. “Scegliere prodotti certificati e legati al territorio non è soltanto una questione di gusto: significa sostenere un modello di sviluppo attento alla salute, alla tradizione e al futuro della Liguria”, il messaggio lanciato per l’edizione 2026.

Cresce l’incoming, a gennaio +6,07% delle presenze e +4,28%

L’Italia dell’incoming cresce, con un mese di gennaio che fa registrare, secondo un’analisi dell’Ufficio Statistica del ministero del Turismo su dati ricavati dalla piattaforma Alloggiati Web del ministero dell’Interno, +6,07% delle presenze e +4,28% degli arrivi rispetto allo stesso mese del 2025.

“Una crescita che si consolida anche nei mesi meno canonici, a testimonianza di un’offerta sempre più destagionalizzata e a riprova del fatto che l’Italia sa essere attrattiva in qualsiasi periodo dell’anno – commenta il ministro del Turismo Daniela Santanchè -. Siamo certi che il traino di un grande evento sportivo come le Olimpiadi invernali Milano Cortina rappresenterà un ulteriore contributo a questa tendenza positiva. Questi numeri confermano la vitalità del settore e il suo potenziale per continuare a svilupparsi nei prossimi mesi”.

Oltre ai grandi eventi, bene anche l’offerta slow, di cui la Via Francigena è esempio di fama assoluta, con quasi 20.000 credenziali distribuite, 132 punti di distribuzione del passaporto del pellegrino e più di 12 mila pellegrini che hanno ricevuto il Testimonium a Roma nel 2025. I numeri sono tutti in aumento e il percorso continua anche a internazionalizzarsi, con una quota straniera del 53%, costituita principalmente da statunitensi, francesi, tedeschi, australiani, olandesi, spagnoli e inglesi.

I dati raccolti dall’Associazione europea delle Vie Francigene, inoltre, evidenziano il ruolo destagionalizzante ricoperto dal percorso, che vede nel mese di settembre il periodo prediletto per partire (19%), con aprile (13%), maggio e ottobre (12%) in coda, e quindi preminenza dei mesi di spalla.

Che sia per condivisione (41,5%), spiritualità (28,2%), interesse culturale (25%) o turismo (23,4%), il 2025 ha registrato un +35,95% di credenziali distribuite, un +5,6% di punti di distribuzione e un +117,96% di pellegrini che hanno ricevuto il Testimonium nella Capitale.

“Numeri importanti, sicuramente sostenuti dal Giubileo – afferema Santanchè -, che ribadiscono con forza la rilevanza strategica della Via Francigena e, in generale, del turismo lento per lo sviluppo virtuoso dell’industria e per il benessere socioeconomico. Non a caso, il ministero del Turismo ha già stanziato oltre 30 milioni di euro per i cammini, che, insieme alla legge recentemente approvata con una dotazione di 5 milioni di euro e la definizione del ruolo centrale del dicastero, consolidano ulteriormente lo status dei percorsi come asset strategico. È fondamentale sottolineare come la Via Francigena e cammini in generale contribuiscano a sostenere il turismo anche in aree meno note della nostra Italia, favorendo così una distribuzione più equa dei flussi turistici e promuovendo la crescita e lo sviluppo di territori che spesso sono a rischio di spopolamento”.

Liguria, il turismo tra luci e ombre: record di occupati e nodi contrattuali

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Il motore economico della Liguria accelera, trainato da un settore turistico che si conferma pilastro occupazionale della regione. Secondo i dati del secondo trimestre 2025, su 640 mila occupati totali, ben 146 mila appartengono al comparto commercio e ricettività. La crescita è tangibile: nell’ultimo anno il solo turismo ha generato 19 mila nuovi posti di lavoro. Tuttavia, dietro il riflesso dorato dei record di presenze, si allunga l’ombra del “lavoro povero”. Il settore soffre ancora di un’eccessiva frammentazione contrattuale, con una forte incidenza di impieghi stagionali e fenomeni di dumping salariale che, in casi limite come quello delle pulizie, vedono paghe scendere sotto la soglia dei 5 euro l’ora.
Per invertire la rotta, la Regione ha confermato per il 2026 il “Patto per il lavoro nel turismo”, stanziando 6 milioni di euro. L’obiettivo è duplice: stabilizzare l’occupazione e favorire la destagionalizzazione. Gli incentivi sono chiari: 2.500 euro per contratti di almeno 8 mesi e ben 8.000 euro per le assunzioni a tempo indeterminato, anche nel settore ristorazione. I primi risultati del 2025 sono incoraggianti, con un aumento del 21% dei contratti stabili e una crescita a doppia cifra nelle presenze di ottobre (+10%), segno che la Liguria sta imparando a vivere oltre i mesi balneari.
Resta però aperta la ferita dell’abusivismo ricettivo. Confcommercio e Federalberghi denunciano un mercato alterato da affitti in nero e case vacanze sommerse, specialmente nei centri storici. La richiesta che arriva dai sindacati e dalle imprese sane è univoca: trasparenza e regole uguali per tutti. Solo attraverso una normativa rigorosa, sul modello di Toscana ed Emilia-Romagna, si potrà governare l’overtourism, tutelando sia il diritto alla casa dei residenti sia la qualità di un’offerta turistica che non può permettersi di svendersi al ribasso.