04/04/2026 - 23:22
rete fidi liguria

Le applicazioni di intelligenza artificiale implementate da parte delle aziende del comparto ‘travel & ospitality’

Non di sola traduzione linguistica né di ‘chatbot’ o di trascrizione simultanea vivono le applicazioni di intelligenza artificiale implementate da parte delle aziende del comparto ‘travel & ospitality’ (T&H). Bensì di soluzioni in grado di potenziare l’esperienza tanto dei clienti (CX) quanto degli operatori (EX) al fine di costruire relazioni più solide, aumentare la fidelizzazione e generare un vantaggio competitivo tout court. A rilevarlo uno studio condotto da Frost&Sullivan insieme allo specialista del ‘customer care and experience’ Covisian che ha coinvolto un campione rappresentativo di ‘decision maker’ del settore turismo e ospitalità.

In particolare, è proprio nelle aree di ‘speech analytics’, ‘sentiment analysis’ e ‘emotion recognition’ che si registra la crescita maggiore d’interesse, con percentuali di adozione programmata da parte delle imprese T&H che oscillano tra il 42% e il 47%. Sempre secondo lo studio, nelle aspettative dei responsabili tecnologici di settore, l’accelerazione degli investimenti nella GenAI di nuova generazione migliorerà le performance degli operatori del 58%, riducendo al contempo i tempi medi di gestione del 56% e potenziando le capacità di self-service del 56%.

A livello di macro-trend, la ricerca evidenzia inoltre la crescente attenzione dei consumatori per vacanze sostenibili, viaggi di lusso e trasferte ‘bleisure’ (business+leisure). I turisti del Bel Paese chiedono altresì esperienze più personalizzate e coerenti con il loro ‘mood’, mettendo in crisi i modelli tradizionali dei contact center. “Il futuro della ‘customer experience’ nel comparto T&H non sarà definito dalla tecnologia in sé ma dalla capacità di integrarla in modo empatico e intelligente – commenta Stefano Dessì, group chief operations officer di Covisian – Lo studio mostra chiaramente che i viaggiatori chiedono interazioni più fluide, customizzate e sicure. La GenAI può essere, in tal senso, uno strumento straordinario per creare esperienze più umane”. Decisamente più gratificanti.

Fonte La Repubblica

Il 13 marzo Finale Ligure torna il Salone Agroalimentare, dedicato alle eccellenze liguri

Il 13 marzo 2026 torna a Finalborgo la ventiduesima edizione del SAL – Salone Agroalimentare Ligure, in programma dal 13 al 15 marzo. La cerimonia di inaugurazione si terrà alle 16 presso i Chiostri di Santa Caterina, dando ufficialmente il via a tre giornate dedicate alle eccellenze del territorio e al tema scelto per questa edizione: il benessere come stile di vita. La presentazione del programma si terrà lunedì 9 marzo, alle ore 12.30, presso la Sala Trasparenza di Regione Liguria.

Il titolo del convegno inaugurale, “Radici di qualità, patrimonio di gusto. La Liguria e la Dieta Mediterranea: un’eredità da tutelare e assaporare”, racchiude il senso profondo dell’iniziativa. La Liguria, con il suo paesaggio unico e la sua straordinaria biodiversità, rappresenta un patrimonio agroalimentare che unisce tradizione, cultura e salute. In questo contesto, la Dieta Mediterranea non è soltanto un modello alimentare riconosciuto a livello internazionale, ma un’espressione concreta dell’identità ligure, costruita nei secoli attraverso il lavoro agricolo e la valorizzazione di prodotti autentici. Dopo i saluti istituzionali delle autorità regionali e locali, il convegno entrerà nel vivo affrontando il ruolo della Liguria nel panorama agroalimentare e nella prospettiva della candidatura UNESCO. Sarà un’occasione per riflettere sul legame tra territorio, qualità delle produzioni e tutela del paesaggio, mettendo in luce il valore delle certificazioni come DOP e IGP, strumenti fondamentali per garantire autenticità, trasparenza e rispetto del lavoro agricolo. Ampio spazio sarà dedicato alla Dieta Mediterranea nella sua declinazione ligure, con un’attenzione particolare agli alimenti simbolo della tradizione regionale: ortaggi, erbe aromatiche, pesce azzurro e, soprattutto, olio extravergine di oliva. Questi elementi costituiscono i pilastri di un modello alimentare che coniuga gusto e prevenzione, promuovendo uno stile di vita sano e consapevole.

Protagonista dell’incontro sarà l’Olio Extravergine Riviera Ligure DOP, definito non a caso “l’oro della Riviera”. Attraverso un approfondimento sulle sue caratteristiche organolettiche e sulla corretta lettura dell’etichetta, i partecipanti potranno acquisire strumenti utili per riconoscere la qualità autentica e orientare le proprie scelte di consumo. Un breve viaggio sensoriale guiderà inoltre il pubblico alla scoperta dei pregi e dei possibili difetti dell’olio, per imparare a degustare in modo consapevole.

Non mancherà un focus dedicato all’Oliva Taggiasca Ligure IGP, cultivar che ha modellato il paesaggio ligure e ne rappresenta uno dei simboli più riconoscibili. Conoscere la sua storia, le sue caratteristiche distintive e le modalità per identificarla correttamente sul mercato significa difendere un patrimonio agricolo e culturale di grande valore.

Il SAL 2026 si propone così come un momento di confronto e approfondimento, ma anche come un invito concreto a scegliere la qualità ogni giorno. “Scegliere prodotti certificati e legati al territorio non è soltanto una questione di gusto: significa sostenere un modello di sviluppo attento alla salute, alla tradizione e al futuro della Liguria”, il messaggio lanciato per l’edizione 2026.

Cresce l’incoming, a gennaio +6,07% delle presenze e +4,28%

L’Italia dell’incoming cresce, con un mese di gennaio che fa registrare, secondo un’analisi dell’Ufficio Statistica del ministero del Turismo su dati ricavati dalla piattaforma Alloggiati Web del ministero dell’Interno, +6,07% delle presenze e +4,28% degli arrivi rispetto allo stesso mese del 2025.

“Una crescita che si consolida anche nei mesi meno canonici, a testimonianza di un’offerta sempre più destagionalizzata e a riprova del fatto che l’Italia sa essere attrattiva in qualsiasi periodo dell’anno – commenta il ministro del Turismo Daniela Santanchè -. Siamo certi che il traino di un grande evento sportivo come le Olimpiadi invernali Milano Cortina rappresenterà un ulteriore contributo a questa tendenza positiva. Questi numeri confermano la vitalità del settore e il suo potenziale per continuare a svilupparsi nei prossimi mesi”.

Oltre ai grandi eventi, bene anche l’offerta slow, di cui la Via Francigena è esempio di fama assoluta, con quasi 20.000 credenziali distribuite, 132 punti di distribuzione del passaporto del pellegrino e più di 12 mila pellegrini che hanno ricevuto il Testimonium a Roma nel 2025. I numeri sono tutti in aumento e il percorso continua anche a internazionalizzarsi, con una quota straniera del 53%, costituita principalmente da statunitensi, francesi, tedeschi, australiani, olandesi, spagnoli e inglesi.

I dati raccolti dall’Associazione europea delle Vie Francigene, inoltre, evidenziano il ruolo destagionalizzante ricoperto dal percorso, che vede nel mese di settembre il periodo prediletto per partire (19%), con aprile (13%), maggio e ottobre (12%) in coda, e quindi preminenza dei mesi di spalla.

Che sia per condivisione (41,5%), spiritualità (28,2%), interesse culturale (25%) o turismo (23,4%), il 2025 ha registrato un +35,95% di credenziali distribuite, un +5,6% di punti di distribuzione e un +117,96% di pellegrini che hanno ricevuto il Testimonium nella Capitale.

“Numeri importanti, sicuramente sostenuti dal Giubileo – afferema Santanchè -, che ribadiscono con forza la rilevanza strategica della Via Francigena e, in generale, del turismo lento per lo sviluppo virtuoso dell’industria e per il benessere socioeconomico. Non a caso, il ministero del Turismo ha già stanziato oltre 30 milioni di euro per i cammini, che, insieme alla legge recentemente approvata con una dotazione di 5 milioni di euro e la definizione del ruolo centrale del dicastero, consolidano ulteriormente lo status dei percorsi come asset strategico. È fondamentale sottolineare come la Via Francigena e cammini in generale contribuiscano a sostenere il turismo anche in aree meno note della nostra Italia, favorendo così una distribuzione più equa dei flussi turistici e promuovendo la crescita e lo sviluppo di territori che spesso sono a rischio di spopolamento”.

Liguria, il turismo tra luci e ombre: record di occupati e nodi contrattuali

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Il motore economico della Liguria accelera, trainato da un settore turistico che si conferma pilastro occupazionale della regione. Secondo i dati del secondo trimestre 2025, su 640 mila occupati totali, ben 146 mila appartengono al comparto commercio e ricettività. La crescita è tangibile: nell’ultimo anno il solo turismo ha generato 19 mila nuovi posti di lavoro. Tuttavia, dietro il riflesso dorato dei record di presenze, si allunga l’ombra del “lavoro povero”. Il settore soffre ancora di un’eccessiva frammentazione contrattuale, con una forte incidenza di impieghi stagionali e fenomeni di dumping salariale che, in casi limite come quello delle pulizie, vedono paghe scendere sotto la soglia dei 5 euro l’ora.
Per invertire la rotta, la Regione ha confermato per il 2026 il “Patto per il lavoro nel turismo”, stanziando 6 milioni di euro. L’obiettivo è duplice: stabilizzare l’occupazione e favorire la destagionalizzazione. Gli incentivi sono chiari: 2.500 euro per contratti di almeno 8 mesi e ben 8.000 euro per le assunzioni a tempo indeterminato, anche nel settore ristorazione. I primi risultati del 2025 sono incoraggianti, con un aumento del 21% dei contratti stabili e una crescita a doppia cifra nelle presenze di ottobre (+10%), segno che la Liguria sta imparando a vivere oltre i mesi balneari.
Resta però aperta la ferita dell’abusivismo ricettivo. Confcommercio e Federalberghi denunciano un mercato alterato da affitti in nero e case vacanze sommerse, specialmente nei centri storici. La richiesta che arriva dai sindacati e dalle imprese sane è univoca: trasparenza e regole uguali per tutti. Solo attraverso una normativa rigorosa, sul modello di Toscana ed Emilia-Romagna, si potrà governare l’overtourism, tutelando sia il diritto alla casa dei residenti sia la qualità di un’offerta turistica che non può permettersi di svendersi al ribasso.

Inaugurato a Savona il nuovo spazio Filse dedicato alle imprese

È stato inaugurato oggi dal presidente della Regione Liguria Marco Bucci il nuovo spazio Filse BIC in via Paleocapa, nel cuore di Savona: un hub dedicato allo sviluppo di imprese e startup del territorio, promosso da Filse, la società finanziaria di Regione Liguria, che da oltre 50 anni offre supporto al sistema economico regionale.
Con circa 40 milioni di euro già erogati, a fronte di una disponibilità complessiva di oltre 54 milioni di euro nell’ambito della programmazione 20212027, più di 2.000 domande presentate e un impatto stimato superiore ai 4.400 nuovi posti di lavoro, Filse conferma il proprio ruolo di presidio strategico e motore dello sviluppo economico del territorio savonese.
Oltre al presidente di Filse Gerolamo Taccogna, sono intervenuti il sindaco Marco Russo, il presidente della Provincia Pierangelo Olivieri, il rettore dell’Università degli studi di Genova Federico Delfino, gli assessori regionali allo sviluppo economico e industria Alessio Piana, all’Energia e Aree di crisi complessa Paolo Ripamonti, al Bilancio e gestione finanziaria dei fondi europei Claudia Morich.

Il nuovo spazio a piano strada è caratterizzato da due ampie vetrine che si affacciano sul porticato di via Paleocapa, pensato come ambiente aperto e accessibile alla cittadinanza: quest’area sarà, infatti, destinata a coworking, eventi formativi e informativi, attività di networking, punti di tutoraggio e coaching per startup, nonché punto informativo sulle opportunità agevolative offerte della Regione Liguria e gestite da Filse.
Nei locali posti al piano superiore, in coerenza con il ruolo di holding di Filse e nell’ottica dell’ottimizzazione ed efficientamento degli spazi, troveranno collocazione alcuni uffici della sua partecipata IRE (Infrastrutture Recupero Energie); sono, altresì, presenti al secondo piano postazioni di lavoro e una sala riunioni, quale supporto logistico per la gestione di tutte le progettualità e iniziative attuate sul territorio savonese.
Durante gli interventi è stata evidenziata la rilevanza del nuovo centro come motore di crescita locale, punto di riferimento per il trasferimento tecnologico e catalizzatore di nuove collaborazioni tra imprese, enti di ricerca e istituzioni. Importante in tal senso l’accordo di collaborazione in essere con l’ateneo genovese, grazie al quale saranno promossi la creazione e lo sviluppo di imprese innovative avviate in ambito accademico, al fine di valorizzare le tecnologie e le conoscenze sviluppate all’interno dell’Università degli Studi di Genova e nel caso specifico dal Campus Universitario di Savona.
Una seconda importante sinergia è la collaborazione con l’Associazione Savona Startup, operante in città per la promozione della cultura dell’innovazione, dell’imprenditorialità, del lavoro autonomo e del supporto a startup, aspiranti imprenditori e professionisti.  L’associazione collaborerà con il centro contribuendo a valorizzare gli Spazi come luogo di lavoro, innovazione, collaborazione, networking e creazione d’impresa.  
Le attività e le prospettive del nuovo centro sono state approfondite nel corso di un confronto istituzionale che ha visto la partecipazione di esponenti politici del territorio e dei referenti di Filse. Sono intervenuti, tra gli altri: Claudia Morich, assessore al Bilancio e Gestione finanziaria dei Fondi europei della Regione Liguria, Elisa Di Padova, vicesindaco e assessore alle Politiche Educative del Comune di Savona, Alessio Piana, assessore allo Sviluppo Economico della Regione Liguria e Paolo Ripamonti, Assessore ai Programmi comunitari di competenza, Ambiente, Energia e Aree di crisi complessa della Regione Liguria.
Il nuovo centro restituisce alla città un punto di riferimento stabile per l’imprenditorialità, in continuità con la storica presenza della finanziaria regionale a Savona e in coerenza con il percorso di rafforzamento territoriale avviato da Filse, che nel 2025 aveva inaugurato anche la sede di Imperia presso il polo tecnologico Imperia Ware.

Tra Piemonte, Liguria e Alpi Marittime nasce l’offerta turistica transfrontaliera: PAYSAGE+ Aimable

Tra Piemonte, Liguria e Alpi Marittime prende forma un nuovo modello di offerta turistica transfrontaliera: PAYSAGE+ Aimable, progetto finanziato dal Programma Interreg VI-A Francia–Italia ALCOTRA 2021–2027 (PITER+ “PAYSAGE+”), avvia la sua fase più concreta con l’obiettivo di ampliare e diversificare l’offerta turistica dell’area di confine, puntando su turismo lento, benessere, accessibilità e identità dei paesaggi.

Dopo una serie di incontri partecipativi già realizzati — Menton (4–6 aprile 2025), Cortemilia (21–24 agosto 2025), Nice (3 ottobre 2025) e Mondovì (26 gennaio–2 febbraio 2026) — il progetto consolida il proprio percorso: dal confronto con territori e operatori alla costruzione di un “prodotto” turistico condiviso, capace di generare ricadute economiche e reputazionali lungo tutta la filiera dell’accoglienza. “Il valore di PAYSAGE+ Aimable sta nella capacità di mettere a sistema competenze e identità locali su entrambi i versanti della frontiera: un lavoro comune che rende l’offerta più leggibile, più vendibile e più competitiva sui mercati”, commenta il partenariato di progetto. PAYSAGE+ Aimable è in corso e coinvolge le aree di Alpes-Maritimes, Cuneo e Imperia.Avviato il 6 maggio 2025, il progetto mobilita un budget complessivo di 2.313.000 euro, con 1.850.400 euro di contributo FESR, a sostegno di azioni coordinate tra Italia e Francia. “Investire in un progetto transfrontaliero significa unire risorse e visione: la dimensione condivisa aumenta la capacità di attrazione, rafforza l’immagine del territorio e crea opportunità concrete per operatori e comunità locali”, sottolinea la governance del programma. Per i territori coinvolti significa costruire massa critica e posizionarsi con un’offerta leggibile e vendibile: un turismo slow & wellbeing che integra esperienze outdoor, family, wellness, accessibilità ed enogastronomia, valorizzando paesaggio e cultura locale come driver di attrattività e permanenza.

Cuore della strategia è la creazione di un Club di Prodotto transfrontaliero: una rete di attori pubblici e privati che, tramite analisi, atelier partecipativi e percorsi formativi, co-progetterà standard e proposte, aumentando la visibilità dell’offerta verso operatori (B2B) e grande pubblico (B2C). “L’obiettivo è trasformare il confronto territoriale in strumenti operativi: standard condivisi, proposte coerenti e una narrazione comune che faciliti la promozione e la commercializzazione”, evidenzia il coordinamento tecnico del progetto. Gli atelier hanno messo a fuoco percezioni, punti di forza e criticità, traducendo il dialogo con i territori in indicazioni operative per la progettazione: un metodo che mira a un prodotto non ‘calato dall’alto’, ma co-creato e quindi più competitivo e sostenibile nel tempo.

I principali numeri del percorso

Il progetto, tuttora in evoluzione, può già contare su risultati significativi: 4 territori coinvolti ad oggi, con un percorso di allargamento ancora in corso 5 temi di lavoro: outdoor, wellness, enogastronomia, family, accessibilità, Oltre 700 questionari raccolti a supporto dell’analisi territoriale. Circa 140 operatori turistici coinvolti direttamente negli atelier partecipativi. Oltre 800 persone coinvolte complessivamente tra incontri, consultazioni e attività progettuali. Questi dati confermano la forte partecipazione territoriale e la volontà condivisa di costruire un’offerta turistica strutturata, riconoscibile e competitiva sui mercati.

Un’équipe di esperti per un prodotto “a misura d’uomo”. Per guidare la progettazione, il partenariato ha costituito un’équipe multidisciplinare che lavora su cinque assi strategici: Product management e costruzione del prodotto (coordinamento), outdoor e wellness, enogastronomia, natura e produzioni locali, family e accessibilità, digitale, comunicazione e storytelling.

“Un prodotto turistico oggi deve saper rispondere a bisogni diversi: benessere, tempo di qualità, accessibilità e autenticità. Il lavoro degli esperti serve a connettere questi elementi in un’offerta integrata e sostenibile”, sottolinea l’équipe di esperti. L’obiettivo è costruire un’offerta autentica, accessibile e sostenibile, con attenzione alla mobilità dolce e a esperienze che trasformano il paesaggio in una leva di benessere fisico, mentale e sociale.

La Riviera ha fatto il pieno di turisti

Ultima domenica di febbraio con la Riviera baciata dal sole. Una temperatura primaverile che ha favorito gli spostamenti dalla Lombardia e dal Piemonte alle località turistiche del Ponente Ligure. Un assaggio delle prossime vacanze di Pasqua e dell’estate nella speranza di fare il pieno di turisti.

Tante le manifestazioni che si sono svolte in Riviera: dal Cimento Invernale di Celle, alla sfilata dei carri allegorici per Carnevaloa, dal Meeting internazionale di vela ad Alassio e sempre ad Alassio la prima prova del Campionato di ginnastica artistica con 400 atleti.

Per i turisti la domenica di sole è stata l’occasione per godersi una tintarella fuori stagione al mare con pranzi consumati sulla spiaggia.

Il turismo italiano ha generato un impatto sul PIL di 237,4 miliardi nel 2025, con previsioni di crescita a 282,6 miliardi entro il 2035

Il turismo si conferma un perno nel tessuto socioeconomico italiano. Nel 2025 ha infatti avuto un impatto del 13,2% sull’occupazione e di 237,4 miliardi di euro sul pil nazionale. Un trend che non è destinato a fermarsi. Anzi, le previsioni per il 2035 parlano di 282,6 miliardi di contributo al pil e una ricaduta del 15,7% sull’occupazione. Questa la fotografia scattata dall’Enit in occasione del Bit 2026, l’appuntamento internazionale di riferimento per l’industria turistica.

I turisti internazionali fanno la differenza. I viaggiatori in arrivo dall’estero l’anno scorso hanno investito per turismo ben 60,4 miliardi di euro in Italia. Un valore in crescita del 4,7%. E da qui ai prossimi 10 anni, questa spesa potrebbe sfiorare gli 80 miliardi di euro.

I turisti che spendono di più per vivere le esperienze Made in Italy, segnala l’Enit – di cui è ad, Ivana Jelinic – provengono dalla Germania (7,5 miliardi di euro di spesa nei primi nove mesi del ‘25, in aumento dell’1,7%), dagli Usa (5,3 miliardi di spesa, +3,3%), dal Regno Unito (4,4 miliardi, +9%) e dalla Francia (3,8 miliardi, +6,8%).
Non si distanzia molto dalla top four la classifica dei Paesi da cui arrivano principalmente i turisti per visitare l’Italia. Come mostrano gli arrivi aeroportuali, primeggia la Germania (13,9% sul totale, in rialzo del 5,4% sul 2024), seguita da Regno Unito (12,3% sul totale, +3,6%), Stati Uniti (9,2%, +2,5%) e Polonia (7,7%, in crescita del 31,9%)

La “Liguria degli Anelli”, Luca Lombardi: “Una solida realtà all’insegna del turismo lento, accessibile e autentico”

Un prodotto unico che unisce tutta la Liguria e che continua a crescere e trasformarsi, nell’ottica della valorizzazione dei territori meno conosciuti‘Liguria degli Anelli’ è diventato una solida realtà, come sottolinea l’assessore al Turismo Luca Lombardi: “Già al TTG Travel Experience – spiega – avevamo firmato l’accordo con il Piemonte per sviluppare una macroregione turistica all’insegna del turismo lento, accessibile e autentico. E la ‘Liguria degli Anelli’ va proprio in questa direzione: una rete di percorsi ad anello che si estende, per ora, su 400 km, e che connette la costa all’entroterra in modo capillare”. Molto di più di un semplice prodotto turistico: “I nuovi nostri ospiti – continua l’assessore – cercano l’autenticità dei luoghi che promuoviamo e noi, con questo prodotto, vogliamo offrirla loro”.

Un progetto che, prosegue, segna un cambio di passo nel modo di costruire il turismo in Liguria coinvolgendo tutta la regione: “Abbiamo deciso di utilizzare 4-5 milioni di fondi inutilizzati a nostra disposizione e che verranno impiegati per la manutenzione delle strade bianche, la cartellonistica, le ricariche elettriche, ma non solo – specifica Lombardi alla Bit -. Accanto alla realizzazione fisica dei percorsi si sta sviluppando un’infrastruttura digitale con un portale dedicato, strumenti di orientamento, contenuti e servizi. Quasi tutti i comuni dell’entroterra stavano già ideando piani turistici locali, ma mancava il sistema: ce lo mettiamo noi”.

Un progetto, dicevamo, in continuo divenire: “La Liguria degli Anelli unisce vari anelli tra Imperia, Savona e Genova, ma anche La Spezia ci ha presentato alcuni progetti. La serie di concatenazioni e sviluppi che può avere questo prodotto è lunga: noi abbiamo messo in campo un modello replicabile orientato al futuro”.

Liguria al centro del Full Contact Meeting Planner

Si conclude oggi a Rapallo il Full Contact Meeting Planner, appuntamento dedicato all’incontro tra destinazioni e responsabili dell’organizzazione di eventi corporate, che anche nel 2026 ha visto la partecipazione del sistema ligure attraverso l’azione di coordinamento e promozione svolta da Meet in Liguria, in rappresentanza dell’offerta regionale del comparto congressuale.

Ospitato negli spazi dell’Excelsior Palace Portofino Coast, l’evento si conferma una delle occasioni più mirate per il networking professionale nel settore MICE, grazie a una formula basata su incontri B2B programmati tra operatori dell’offerta e meeting planner selezionati provenienti da aziende e agenzie eventi. Un contesto di lavoro strutturato che consente di presentare in modo diretto sedi, servizi e proposte territoriali a interlocutori con esigenze già profilate, favorendo l’attivazione di contatti commerciali concreti.

“La presenza ligure rientra nella strategia di promozione del turismo degli eventi portata avanti dalla Regione, che individua nel segmento congressuale un fattore chiave per ampliare la stagionalità dei flussi e valorizzare in modo equilibrato costa ed entroterra. Meeting aziendali, convention e appuntamenti professionali rappresentano infatti un mercato ad alto valore aggiunto, capace di generare ricadute diffuse su ospitalità, servizi e filiere locali”, ha affermato l’assessore regionale al Turismo Luca Lombardi.

Nel corso delle giornate di lavoro, l’offerta regionale è stata presentata come un sistema integrato di location congressuali, strutture ricettive, collegamenti e proposte esperienziali, elementi che consentono di affiancare all’efficienza organizzativa un contesto paesaggistico e culturale distintivo. Un mix particolarmente apprezzato dal mercato corporate, sempre più orientato a scegliere destinazioni in grado di coniugare funzionalità logistica e qualità dell’esperienza.
La partecipazione al workshop di Rapallo conferma così il ruolo della Liguria tra le destinazioni italiane attive nel turismo MICE e la volontà di rafforzare, attraverso occasioni di incontro mirate, una rete di relazioni professionali, base imprescindibile per attrarre nuovi eventi sul territorio nei prossimi anni.