11/04/2026 - 05:03
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Excelsior: previste 347mila assunzioni nel turismo tra marzo e maggio

Il settore del turismo si conferma il motore dell’occupazione nel trimestre marzo-maggio. In questo periodo le imprese del turismo e della ristorazione prevedono di stipulare oltre 347.000 contratti. Nel solo mese di marzo si stimano circa 97.000 assunzioni, in crescita del 3,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. E’ quanto rivela l’indagine previsionale del sistema informativo Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro che sarà presentata oggi a Roma in occasione dell’apertura di FareTurismo, evento sul lavoro nel comparto.

Per il sistema Excelsior, quasi 3 assunzioni su 10 sono rivolte a giovani sotto i 30 anni, segno che il settore cerca linfa nuova, anche se non sempre la trova per la difficoltà di reperire i profili e le competenze richiesti. Se la media nazionale di tali difficoltà si attesta al 43-45%, nel turismo diverse figure professionali registrano un mismatch sopra il 50%: è il caso dei receptionist e addetti al front-office e dei tecnici dei mercati e della vendita. Ancora più difficile reperire esercenti nelle attività di ristorazione e addetti alla ristorazione (cuochi, camerieri, baristi): si parla del 60%, spesso a causa della mancanza di candidati. Per far fronte a questa carenza, il 48% delle imprese sta optando per l’assunzione di profili con “competenze affini” per poi formarli internamente, mentre il 25% prova a far leva su un aumento retributivo per attirare talenti.

Per quanto concerne le previsioni a medio termine, si stima un fabbisogno tra 115.000 e 140.000 unità all’anno entro il 2029. La stragrande maggioranza della domanda (oltre l’80%) non deriva dalla creazione di “nuovi” posti di lavoro, ma dalla necessità di sostituire chi va in pensione con profili professionali nuovi. Gran parte della crescita del comparto infatti è sostenuta dagli investimenti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che sta spingendo sulla digitalizzazione delle strutture ricettive.

Lo scenario previsionale del trimestre marzo-maggio 2026 conferma quanto emerso dal quadro previsionale relativo al 2025, quando le imprese del comparto turistico avevano programmato circa 1,2 milioni di entrate (assunzioni e mobilità tra imprese), su livelli storicamente elevati. Continua dunque un trend positivo. Tra il 2022 e il 2025 le entrate programmate nel mondo del lavoro del comparto turistico hanno fatto registrare un incremento complessivo quasi del 19% (passando da 986mila a 1,17 milioni di unità).

Fonte Il Sole 24 ore

Liguria, il turismo tra luci e ombre: record di occupati e nodi contrattuali

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Il motore economico della Liguria accelera, trainato da un settore turistico che si conferma pilastro occupazionale della regione. Secondo i dati del secondo trimestre 2025, su 640 mila occupati totali, ben 146 mila appartengono al comparto commercio e ricettività. La crescita è tangibile: nell’ultimo anno il solo turismo ha generato 19 mila nuovi posti di lavoro. Tuttavia, dietro il riflesso dorato dei record di presenze, si allunga l’ombra del “lavoro povero”. Il settore soffre ancora di un’eccessiva frammentazione contrattuale, con una forte incidenza di impieghi stagionali e fenomeni di dumping salariale che, in casi limite come quello delle pulizie, vedono paghe scendere sotto la soglia dei 5 euro l’ora.
Per invertire la rotta, la Regione ha confermato per il 2026 il “Patto per il lavoro nel turismo”, stanziando 6 milioni di euro. L’obiettivo è duplice: stabilizzare l’occupazione e favorire la destagionalizzazione. Gli incentivi sono chiari: 2.500 euro per contratti di almeno 8 mesi e ben 8.000 euro per le assunzioni a tempo indeterminato, anche nel settore ristorazione. I primi risultati del 2025 sono incoraggianti, con un aumento del 21% dei contratti stabili e una crescita a doppia cifra nelle presenze di ottobre (+10%), segno che la Liguria sta imparando a vivere oltre i mesi balneari.
Resta però aperta la ferita dell’abusivismo ricettivo. Confcommercio e Federalberghi denunciano un mercato alterato da affitti in nero e case vacanze sommerse, specialmente nei centri storici. La richiesta che arriva dai sindacati e dalle imprese sane è univoca: trasparenza e regole uguali per tutti. Solo attraverso una normativa rigorosa, sul modello di Toscana ed Emilia-Romagna, si potrà governare l’overtourism, tutelando sia il diritto alla casa dei residenti sia la qualità di un’offerta turistica che non può permettersi di svendersi al ribasso.