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Il motore economico della Liguria accelera, trainato da un settore turistico che si conferma pilastro occupazionale della regione. Secondo i dati del secondo trimestre 2025, su 640 mila occupati totali, ben 146 mila appartengono al comparto commercio e ricettività. La crescita è tangibile: nell’ultimo anno il solo turismo ha generato 19 mila nuovi posti di lavoro. Tuttavia, dietro il riflesso dorato dei record di presenze, si allunga l’ombra del “lavoro povero”. Il settore soffre ancora di un’eccessiva frammentazione contrattuale, con una forte incidenza di impieghi stagionali e fenomeni di dumping salariale che, in casi limite come quello delle pulizie, vedono paghe scendere sotto la soglia dei 5 euro l’ora.
Per invertire la rotta, la Regione ha confermato per il 2026 il “Patto per il lavoro nel turismo”, stanziando 6 milioni di euro. L’obiettivo è duplice: stabilizzare l’occupazione e favorire la destagionalizzazione. Gli incentivi sono chiari: 2.500 euro per contratti di almeno 8 mesi e ben 8.000 euro per le assunzioni a tempo indeterminato, anche nel settore ristorazione. I primi risultati del 2025 sono incoraggianti, con un aumento del 21% dei contratti stabili e una crescita a doppia cifra nelle presenze di ottobre (+10%), segno che la Liguria sta imparando a vivere oltre i mesi balneari.
Resta però aperta la ferita dell’abusivismo ricettivo. Confcommercio e Federalberghi denunciano un mercato alterato da affitti in nero e case vacanze sommerse, specialmente nei centri storici. La richiesta che arriva dai sindacati e dalle imprese sane è univoca: trasparenza e regole uguali per tutti. Solo attraverso una normativa rigorosa, sul modello di Toscana ed Emilia-Romagna, si potrà governare l’overtourism, tutelando sia il diritto alla casa dei residenti sia la qualità di un’offerta turistica che non può permettersi di svendersi al ribasso.
Categoria: Apertura
Inaugurato a Savona il nuovo spazio Filse dedicato alle imprese
È stato inaugurato oggi dal presidente della Regione Liguria Marco Bucci il nuovo spazio Filse BIC in via Paleocapa, nel cuore di Savona: un hub dedicato allo sviluppo di imprese e startup del territorio, promosso da Filse, la società finanziaria di Regione Liguria, che da oltre 50 anni offre supporto al sistema economico regionale.
Con circa 40 milioni di euro già erogati, a fronte di una disponibilità complessiva di oltre 54 milioni di euro nell’ambito della programmazione 20212027, più di 2.000 domande presentate e un impatto stimato superiore ai 4.400 nuovi posti di lavoro, Filse conferma il proprio ruolo di presidio strategico e motore dello sviluppo economico del territorio savonese.
Oltre al presidente di Filse Gerolamo Taccogna, sono intervenuti il sindaco Marco Russo, il presidente della Provincia Pierangelo Olivieri, il rettore dell’Università degli studi di Genova Federico Delfino, gli assessori regionali allo sviluppo economico e industria Alessio Piana, all’Energia e Aree di crisi complessa Paolo Ripamonti, al Bilancio e gestione finanziaria dei fondi europei Claudia Morich.
Il nuovo spazio a piano strada è caratterizzato da due ampie vetrine che si affacciano sul porticato di via Paleocapa, pensato come ambiente aperto e accessibile alla cittadinanza: quest’area sarà, infatti, destinata a coworking, eventi formativi e informativi, attività di networking, punti di tutoraggio e coaching per startup, nonché punto informativo sulle opportunità agevolative offerte della Regione Liguria e gestite da Filse.
Nei locali posti al piano superiore, in coerenza con il ruolo di holding di Filse e nell’ottica dell’ottimizzazione ed efficientamento degli spazi, troveranno collocazione alcuni uffici della sua partecipata IRE (Infrastrutture Recupero Energie); sono, altresì, presenti al secondo piano postazioni di lavoro e una sala riunioni, quale supporto logistico per la gestione di tutte le progettualità e iniziative attuate sul territorio savonese.
Durante gli interventi è stata evidenziata la rilevanza del nuovo centro come motore di crescita locale, punto di riferimento per il trasferimento tecnologico e catalizzatore di nuove collaborazioni tra imprese, enti di ricerca e istituzioni. Importante in tal senso l’accordo di collaborazione in essere con l’ateneo genovese, grazie al quale saranno promossi la creazione e lo sviluppo di imprese innovative avviate in ambito accademico, al fine di valorizzare le tecnologie e le conoscenze sviluppate all’interno dell’Università degli Studi di Genova e nel caso specifico dal Campus Universitario di Savona.
Una seconda importante sinergia è la collaborazione con l’Associazione Savona Startup, operante in città per la promozione della cultura dell’innovazione, dell’imprenditorialità, del lavoro autonomo e del supporto a startup, aspiranti imprenditori e professionisti. L’associazione collaborerà con il centro contribuendo a valorizzare gli Spazi come luogo di lavoro, innovazione, collaborazione, networking e creazione d’impresa.
Le attività e le prospettive del nuovo centro sono state approfondite nel corso di un confronto istituzionale che ha visto la partecipazione di esponenti politici del territorio e dei referenti di Filse. Sono intervenuti, tra gli altri: Claudia Morich, assessore al Bilancio e Gestione finanziaria dei Fondi europei della Regione Liguria, Elisa Di Padova, vicesindaco e assessore alle Politiche Educative del Comune di Savona, Alessio Piana, assessore allo Sviluppo Economico della Regione Liguria e Paolo Ripamonti, Assessore ai Programmi comunitari di competenza, Ambiente, Energia e Aree di crisi complessa della Regione Liguria.
Il nuovo centro restituisce alla città un punto di riferimento stabile per l’imprenditorialità, in continuità con la storica presenza della finanziaria regionale a Savona e in coerenza con il percorso di rafforzamento territoriale avviato da Filse, che nel 2025 aveva inaugurato anche la sede di Imperia presso il polo tecnologico Imperia Ware.

Tra Piemonte, Liguria e Alpi Marittime nasce l’offerta turistica transfrontaliera: PAYSAGE+ Aimable
Tra Piemonte, Liguria e Alpi Marittime prende forma un nuovo modello di offerta turistica transfrontaliera: PAYSAGE+ Aimable, progetto finanziato dal Programma Interreg VI-A Francia–Italia ALCOTRA 2021–2027 (PITER+ “PAYSAGE+”), avvia la sua fase più concreta con l’obiettivo di ampliare e diversificare l’offerta turistica dell’area di confine, puntando su turismo lento, benessere, accessibilità e identità dei paesaggi.
Dopo una serie di incontri partecipativi già realizzati — Menton (4–6 aprile 2025), Cortemilia (21–24 agosto 2025), Nice (3 ottobre 2025) e Mondovì (26 gennaio–2 febbraio 2026) — il progetto consolida il proprio percorso: dal confronto con territori e operatori alla costruzione di un “prodotto” turistico condiviso, capace di generare ricadute economiche e reputazionali lungo tutta la filiera dell’accoglienza. “Il valore di PAYSAGE+ Aimable sta nella capacità di mettere a sistema competenze e identità locali su entrambi i versanti della frontiera: un lavoro comune che rende l’offerta più leggibile, più vendibile e più competitiva sui mercati”, commenta il partenariato di progetto. PAYSAGE+ Aimable è in corso e coinvolge le aree di Alpes-Maritimes, Cuneo e Imperia.Avviato il 6 maggio 2025, il progetto mobilita un budget complessivo di 2.313.000 euro, con 1.850.400 euro di contributo FESR, a sostegno di azioni coordinate tra Italia e Francia. “Investire in un progetto transfrontaliero significa unire risorse e visione: la dimensione condivisa aumenta la capacità di attrazione, rafforza l’immagine del territorio e crea opportunità concrete per operatori e comunità locali”, sottolinea la governance del programma. Per i territori coinvolti significa costruire massa critica e posizionarsi con un’offerta leggibile e vendibile: un turismo slow & wellbeing che integra esperienze outdoor, family, wellness, accessibilità ed enogastronomia, valorizzando paesaggio e cultura locale come driver di attrattività e permanenza.
Cuore della strategia è la creazione di un Club di Prodotto transfrontaliero: una rete di attori pubblici e privati che, tramite analisi, atelier partecipativi e percorsi formativi, co-progetterà standard e proposte, aumentando la visibilità dell’offerta verso operatori (B2B) e grande pubblico (B2C). “L’obiettivo è trasformare il confronto territoriale in strumenti operativi: standard condivisi, proposte coerenti e una narrazione comune che faciliti la promozione e la commercializzazione”, evidenzia il coordinamento tecnico del progetto. Gli atelier hanno messo a fuoco percezioni, punti di forza e criticità, traducendo il dialogo con i territori in indicazioni operative per la progettazione: un metodo che mira a un prodotto non ‘calato dall’alto’, ma co-creato e quindi più competitivo e sostenibile nel tempo.
I principali numeri del percorso
Il progetto, tuttora in evoluzione, può già contare su risultati significativi: 4 territori coinvolti ad oggi, con un percorso di allargamento ancora in corso 5 temi di lavoro: outdoor, wellness, enogastronomia, family, accessibilità, Oltre 700 questionari raccolti a supporto dell’analisi territoriale. Circa 140 operatori turistici coinvolti direttamente negli atelier partecipativi. Oltre 800 persone coinvolte complessivamente tra incontri, consultazioni e attività progettuali. Questi dati confermano la forte partecipazione territoriale e la volontà condivisa di costruire un’offerta turistica strutturata, riconoscibile e competitiva sui mercati.
Un’équipe di esperti per un prodotto “a misura d’uomo”. Per guidare la progettazione, il partenariato ha costituito un’équipe multidisciplinare che lavora su cinque assi strategici: Product management e costruzione del prodotto (coordinamento), outdoor e wellness, enogastronomia, natura e produzioni locali, family e accessibilità, digitale, comunicazione e storytelling.
“Un prodotto turistico oggi deve saper rispondere a bisogni diversi: benessere, tempo di qualità, accessibilità e autenticità. Il lavoro degli esperti serve a connettere questi elementi in un’offerta integrata e sostenibile”, sottolinea l’équipe di esperti. L’obiettivo è costruire un’offerta autentica, accessibile e sostenibile, con attenzione alla mobilità dolce e a esperienze che trasformano il paesaggio in una leva di benessere fisico, mentale e sociale.

La Riviera ha fatto il pieno di turisti
Ultima domenica di febbraio con la Riviera baciata dal sole. Una temperatura primaverile che ha favorito gli spostamenti dalla Lombardia e dal Piemonte alle località turistiche del Ponente Ligure. Un assaggio delle prossime vacanze di Pasqua e dell’estate nella speranza di fare il pieno di turisti.
Tante le manifestazioni che si sono svolte in Riviera: dal Cimento Invernale di Celle, alla sfilata dei carri allegorici per Carnevaloa, dal Meeting internazionale di vela ad Alassio e sempre ad Alassio la prima prova del Campionato di ginnastica artistica con 400 atleti.
Per i turisti la domenica di sole è stata l’occasione per godersi una tintarella fuori stagione al mare con pranzi consumati sulla spiaggia.

Il turismo italiano ha generato un impatto sul PIL di 237,4 miliardi nel 2025, con previsioni di crescita a 282,6 miliardi entro il 2035
Il turismo si conferma un perno nel tessuto socioeconomico italiano. Nel 2025 ha infatti avuto un impatto del 13,2% sull’occupazione e di 237,4 miliardi di euro sul pil nazionale. Un trend che non è destinato a fermarsi. Anzi, le previsioni per il 2035 parlano di 282,6 miliardi di contributo al pil e una ricaduta del 15,7% sull’occupazione. Questa la fotografia scattata dall’Enit in occasione del Bit 2026, l’appuntamento internazionale di riferimento per l’industria turistica.
I turisti internazionali fanno la differenza. I viaggiatori in arrivo dall’estero l’anno scorso hanno investito per turismo ben 60,4 miliardi di euro in Italia. Un valore in crescita del 4,7%. E da qui ai prossimi 10 anni, questa spesa potrebbe sfiorare gli 80 miliardi di euro.
I turisti che spendono di più per vivere le esperienze Made in Italy, segnala l’Enit – di cui è ad, Ivana Jelinic – provengono dalla Germania (7,5 miliardi di euro di spesa nei primi nove mesi del ‘25, in aumento dell’1,7%), dagli Usa (5,3 miliardi di spesa, +3,3%), dal Regno Unito (4,4 miliardi, +9%) e dalla Francia (3,8 miliardi, +6,8%).
Non si distanzia molto dalla top four la classifica dei Paesi da cui arrivano principalmente i turisti per visitare l’Italia. Come mostrano gli arrivi aeroportuali, primeggia la Germania (13,9% sul totale, in rialzo del 5,4% sul 2024), seguita da Regno Unito (12,3% sul totale, +3,6%), Stati Uniti (9,2%, +2,5%) e Polonia (7,7%, in crescita del 31,9%)

La “Liguria degli Anelli”, Luca Lombardi: “Una solida realtà all’insegna del turismo lento, accessibile e autentico”
Un prodotto unico che unisce tutta la Liguria e che continua a crescere e trasformarsi, nell’ottica della valorizzazione dei territori meno conosciuti. ‘Liguria degli Anelli’ è diventato una solida realtà, come sottolinea l’assessore al Turismo Luca Lombardi: “Già al TTG Travel Experience – spiega – avevamo firmato l’accordo con il Piemonte per sviluppare una macroregione turistica all’insegna del turismo lento, accessibile e autentico. E la ‘Liguria degli Anelli’ va proprio in questa direzione: una rete di percorsi ad anello che si estende, per ora, su 400 km, e che connette la costa all’entroterra in modo capillare”. Molto di più di un semplice prodotto turistico: “I nuovi nostri ospiti – continua l’assessore – cercano l’autenticità dei luoghi che promuoviamo e noi, con questo prodotto, vogliamo offrirla loro”.
Un progetto che, prosegue, segna un cambio di passo nel modo di costruire il turismo in Liguria coinvolgendo tutta la regione: “Abbiamo deciso di utilizzare 4-5 milioni di fondi inutilizzati a nostra disposizione e che verranno impiegati per la manutenzione delle strade bianche, la cartellonistica, le ricariche elettriche, ma non solo – specifica Lombardi alla Bit -. Accanto alla realizzazione fisica dei percorsi si sta sviluppando un’infrastruttura digitale con un portale dedicato, strumenti di orientamento, contenuti e servizi. Quasi tutti i comuni dell’entroterra stavano già ideando piani turistici locali, ma mancava il sistema: ce lo mettiamo noi”.
Un progetto, dicevamo, in continuo divenire: “La Liguria degli Anelli unisce vari anelli tra Imperia, Savona e Genova, ma anche La Spezia ci ha presentato alcuni progetti. La serie di concatenazioni e sviluppi che può avere questo prodotto è lunga: noi abbiamo messo in campo un modello replicabile orientato al futuro”.

Liguria al centro del Full Contact Meeting Planner
Si conclude oggi a Rapallo il Full Contact Meeting Planner, appuntamento dedicato all’incontro tra destinazioni e responsabili dell’organizzazione di eventi corporate, che anche nel 2026 ha visto la partecipazione del sistema ligure attraverso l’azione di coordinamento e promozione svolta da Meet in Liguria, in rappresentanza dell’offerta regionale del comparto congressuale.
Ospitato negli spazi dell’Excelsior Palace Portofino Coast, l’evento si conferma una delle occasioni più mirate per il networking professionale nel settore MICE, grazie a una formula basata su incontri B2B programmati tra operatori dell’offerta e meeting planner selezionati provenienti da aziende e agenzie eventi. Un contesto di lavoro strutturato che consente di presentare in modo diretto sedi, servizi e proposte territoriali a interlocutori con esigenze già profilate, favorendo l’attivazione di contatti commerciali concreti.
“La presenza ligure rientra nella strategia di promozione del turismo degli eventi portata avanti dalla Regione, che individua nel segmento congressuale un fattore chiave per ampliare la stagionalità dei flussi e valorizzare in modo equilibrato costa ed entroterra. Meeting aziendali, convention e appuntamenti professionali rappresentano infatti un mercato ad alto valore aggiunto, capace di generare ricadute diffuse su ospitalità, servizi e filiere locali”, ha affermato l’assessore regionale al Turismo Luca Lombardi.
Nel corso delle giornate di lavoro, l’offerta regionale è stata presentata come un sistema integrato di location congressuali, strutture ricettive, collegamenti e proposte esperienziali, elementi che consentono di affiancare all’efficienza organizzativa un contesto paesaggistico e culturale distintivo. Un mix particolarmente apprezzato dal mercato corporate, sempre più orientato a scegliere destinazioni in grado di coniugare funzionalità logistica e qualità dell’esperienza.
La partecipazione al workshop di Rapallo conferma così il ruolo della Liguria tra le destinazioni italiane attive nel turismo MICE e la volontà di rafforzare, attraverso occasioni di incontro mirate, una rete di relazioni professionali, base imprescindibile per attrarre nuovi eventi sul territorio nei prossimi anni.

Monaco di Baviera, Liguria in vetrina alla fiera Travel and Leisure Fair
Seconda giornata di lavori a Monaco di Baviera per la Liguria, presente alla F.re.e – Travel and Leisure Fair 2026 con uno stand istituzionale che riunisce territori, operatori e prodotti turistici regionali in un’unica proposta rivolta al pubblico tedesco, tra i più strategici per l’incoming internazionale.
La partecipazione, realizzata in sinergia con ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo, si inserisce nelle azioni di promozione sui mercati europei ad alta capacità di spesa e con una forte propensione al turismo attivo. La Germania si conferma infatti tra i principali bacini di riferimento per la destinazione ligure, con numeri di assoluto rilievo sia in termini di arrivi sia di presenze.
All’interno dello spazio regionale – condiviso con il Comune di Genova e con numerosi operatori del territorio – la Liguria presenta un’offerta che mette al centro natura, movimento e autenticità: dalle esperienze di cicloturismo e trekking tra costa ed entroterra alle attività outdoor, nautiche ed enogastronomiche, particolarmente apprezzate dal pubblico bavarese.
Ma non solo: in evidenza ci sono anche i grandi attrattori paesaggistici e culturali, a partire dal Parco Nazionale delle Cinque Terre, simbolo di equilibrio tra tutela del territorio e sviluppo sostenibile, accanto a una rete diffusa di borghi, sentieri e itinerari che consentono di vivere la regione tutto l’anno. Durante la manifestazione viene inoltre promossa la grande mostra primaverile dedicata a Van Dyck, in programma a Genova dal 20 marzo al 19 luglio, ulteriore elemento di richiamo culturale capace di rafforzare l’attrattività della destinazione anche nei mesi di media stagione.
L’appuntamento di Monaco rappresenta, per la nostra regione, un momento di contatto diretto con il pubblico finale — oltre 120 mila visitatori nell’edizione 2025 — interessato a vacanze esperienziali e a contatto con la natura. Un segmento in costante crescita, che trova nella Liguria una destinazione particolarmente adatta grazie alla possibilità di concentrare, in distanze ridotte, mare, outdoor, cultura e qualità della vita.
“La presenza alla fiera bavarese conferma dunque la volontà della Regione di consolidare il proprio posizionamento su un mercato chiave del turismo europeo: i tedeschi, con quasi 1,5 milioni di presenze nel 2025, sono stati infatti gli stranieri più numerosi in Liguria – afferma l’assessore regionale al Turismo Luca Lombardi – A Monaco vogliamo valorizzare un modello di offerta integrata che sia capace di unire ambiente, cultura e attività all’aria aperta, in linea con le più moderne modalità di viaggio ad una domanda sempre più orientata alla sostenibilità, all’autenticità e alla qualità dell’esperienza”.
All’interno dello stand regionale sono presenti nove operatori, rappresentativi di tutto il territorio, tra enti territoriali e strutture ricettive: Comune di Diano Marina, Welcome Liguria, Hotels Portofino & Cinque Terre Coast Liguria Together, Visit Levanto & Cinque Terre & Liguria Together, Welcome Liguria – Moneglia, Parco Nazionale delle Cinque Terre, Riviera UP, Villaggio dei Fiori, Città di Genova.
Varazze presenta il piano operativo annuale del turismo
Martedì 24 febbraio alle ore 14.30 presso la Sala Consiliare del Comune di Varazze si svolgerà un incontro plenario con gli operatori della destinazione per condividere visione, strumenti e priorità del turismo del prossimo anno.
Un momento di presentazione e condivisione del Piano Operativo 2026, con focus sulle linee di governance, sugli strumenti di digitalizzazione a supporto del sistema turistico locale e sulle azioni di promo-commercializzazione previste, oltre a uno spazio di confronto sulle priorità operative e sulle modalità di collaborazione tra amministrazione e operatori.
Interverranno Luigi Pierfederici, Sindaco di Varazze, Marilena Ratto, assessore al turismo, Maria Angela Calcagno, assessore alla cultura, Federico Alberto, project manager e direttore creativo di Studiowiki, Cristina Caprioglio, direttore Beigua UNESCO Global Geopark e Sabrina Pugliese, coordinatrice IAT.
“OutBe” lancia “Wild Expeditions – Liguria 2026”
OutBe annuncia il lancio di Wild Expeditions – Liguria 2026, la prima spedizione rigenerativa che attraverserà l’intero arco costiero e montano della Liguria. Un progetto lungo un anno, pensato per riconnettersi con la natura e riscoprire il proprio habitat attraverso un nuovo modello di esplorazione: più lento, consapevole e accessibile. Al via il 26 febbraio 2026, la spedizione coprirà 440 km via terra, 20 km via fiume e 170 miglia via mare, attraversando 9 aree naturali protette. L’obiettivo è promuovere una fruizione del territorio capace di generare benefici reali e duraturi per le persone e per gli ecosistemi. «Sosteniamo con convinzione Wild Expedition Liguria 2026 per la sua capacità di valorizzare il nostro immenso patrimonio naturale in un’ottica di rigenerazione – ha dichiarato l’assessora al Turismo del Comune di Genova Tiziana Beghin – È fondamentale promuovere un turismo outdoor che non sia solo visita, ma esperienza profonda: questo progetto unisce la straordinaria bellezza dei nostri paesaggi alla promozione di stili di vita salutari e attività all’aria aperta. Vogliamo che cittadini e visitatori riscoprano la Liguria come un habitat quotidiano, dove il benessere della persona e la tutela dell’ambiente camminano di pari passo».
«Questo progetto interpreta al meglio la vocazione della nostra regione: un territorio straordinario – ha detto il presidente della Regione Liguria Marco Bucci – dove mare, fiumi e montagne convivono in pochi chilometri, offrendo un patrimonio naturalistico unico in Europa. Attraversare 440 chilometri via terra, 20 via fiume e 170 miglia via mare significa raccontare la Liguria nella sua interezza: non solo come destinazione turistica, ma come ecosistema vivo, fatto di comunità, borghi, parchi, aree marine e tradizioni che si intrecciano. È un modo concreto per valorizzare le nostre eccellenze e promuovere una cultura dell’outdoor che genera benessere per le persone e tutela per l’ambiente. Come Regione vogliamo continuare a investire con determinazione in questa direzione, facendo della Liguria un laboratorio di buone pratiche e un punto di riferimento per un turismo sempre più responsabile, destagionalizzato e di qualità».
«Come Regione Liguria abbiamo voluto patrocinare ‘Wild Expedition 2026’ per dimostrare come la nostra regione sia il luogo ideale per praticare tutte le attività all’aperto per 365 giorni all’anno – ha proseguito l’assessore regionale al Turismo Luca Lombardi – Questa spedizione estremizzerà al massimo il concetto di outdoor e di destagionalizzazione dimostrando come la Liguria sappia offrire sempre ai suoi visitatori un’enorme varietà di scelta di pratiche da fare, sia sulla nostra meravigliosa costa sia nel nostro magnifico entroterra, in una continua scoperta di luoghi, esperienze e pure emozioni a stretto contatto con la natura». «Wild Expeditions è l’opera magna di quanto costruito in 14 anni con i brand del gruppo OutBe: rappresenta la nostra storia, i nostri valori e il cambiamento che vorremmo vedere nel mondo. Perché siamo natura. E solo vivendola cambieremo il mondo – ha concluso Luca Tixi, fondatore di Wildsteps e OutBe – L’obiettivo del documentario è raccontare e promuovere una fruizione del territorio capace di generare benefici reali e duraturi per le persone e per gli ecosistemi. Un viaggio che dimostra come l’avventura sia dietro casa e accessibile a tutti: per vedere la Liguria, dove siamo nati e cresciuti, con gli occhi della meraviglia».
Un anno per scoprire la Liguria con occhi nuovi
In dodici mesi e trenta tappe, Wild Expeditions attraverserà parchi naturali, aree marine protette, borghi e comunità locali, esplorando la Liguria – regione d’origine di OutBe e dei brand Outdoor Portofino e Wildsteps – attraverso pratiche outdoor come hiking, sci alpinismo, biking, packraft, kayak, SUP, nuoto e coasteering.
La scelta di un anno intero nasce dalla volontà di dimostrare che la natura va vissuta in tutte le stagioni, superando l’idea di un contatto occasionale e idealizzato, per restituirle un ruolo quotidiano e universale.
Una spedizione aperta e inclusiva
Wild Expeditions sarà vissuta come esperienza autonoma da Luca Tixi e coinvolgerà istituzioni, enti di ricerca, imprese e cittadini, dando vita a un racconto collettivo sull’outdoor rigenerativo e sulla sostenibilità come pratica quotidiana. Non è una sfida di performance, ma un invito aperto: a chi vive già la natura come casa e a chi sente che è il momento di tornarci, passo dopo passo.
Area Impact
All’interno del progetto opera un team dedicato all’Impatto, con l’obiettivo di integrare ricerca scientifica e azione sul campo, misurando i benefici dell’outdoor rigenerativo su persone ed ecosistemi. Il progetto coinvolge come partner scientifici:
● CNR-IAS (Istituto per lo Studio degli Impatti Antropici e la Sostenibilità in Ambiente Marino)
● Università di Genova – DISFOR (Dipartimento di Scienze della Formazione)
● Università di Genova – DISTAV (Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita)
Partner tecnico: Move (spin-off Università di Padova); partner di impatto: Up2You.
Partner e patrocinio
Wild Expeditions – Liguria 2026 è patrocinato e sostenuto da Regione Liguria e dal Comune di Genova.
Hanno scelto di sostenere il progetto:
Duferco Energia, BLab Italia, Radio Babboleo,Timeless Brands, Green Media Lab, BCreative, GMG.
Una spedizione che diventa racconto
Wild Expeditions è un progetto culturale in movimento che prenderà forma attraverso contenuti editoriali, fotografici e video, fino alla realizzazione di un docufilm finale in collaborazione con la casa di produzione Epica Film e diretto da Matteo Fresi.

