Il turismo si conferma un perno nel tessuto socioeconomico italiano. Nel 2025 ha infatti avuto un impatto del 13,2% sull’occupazione e di 237,4 miliardi di euro sul pil nazionale. Un trend che non è destinato a fermarsi. Anzi, le previsioni per il 2035 parlano di 282,6 miliardi di contributo al pil e una ricaduta del 15,7% sull’occupazione. Questa la fotografia scattata dall’Enit in occasione del Bit 2026, l’appuntamento internazionale di riferimento per l’industria turistica.
I turisti internazionali fanno la differenza. I viaggiatori in arrivo dall’estero l’anno scorso hanno investito per turismo ben 60,4 miliardi di euro in Italia. Un valore in crescita del 4,7%. E da qui ai prossimi 10 anni, questa spesa potrebbe sfiorare gli 80 miliardi di euro.
I turisti che spendono di più per vivere le esperienze Made in Italy, segnala l’Enit – di cui è ad, Ivana Jelinic – provengono dalla Germania (7,5 miliardi di euro di spesa nei primi nove mesi del ‘25, in aumento dell’1,7%), dagli Usa (5,3 miliardi di spesa, +3,3%), dal Regno Unito (4,4 miliardi, +9%) e dalla Francia (3,8 miliardi, +6,8%).
Non si distanzia molto dalla top four la classifica dei Paesi da cui arrivano principalmente i turisti per visitare l’Italia. Come mostrano gli arrivi aeroportuali, primeggia la Germania (13,9% sul totale, in rialzo del 5,4% sul 2024), seguita da Regno Unito (12,3% sul totale, +3,6%), Stati Uniti (9,2%, +2,5%) e Polonia (7,7%, in crescita del 31,9%)

