15/03/2026 - 13:35
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Ceriale: “In fî de ventu”, aquiloni, bolle di sapone giganti ed esibizioni di rapaci in volo

Compie dodici anni “In fî de ventu“, manifestazione che si terrà sabato 26 e domenica 27 marzo in piazza della Vittoria a Ceriale.

L’iniziativa, organizzata dalla Pro Loco con il sostegno del Comune, tornerà a far divertire bambini e ragazzi con i laboratori per la costruzione di aquiloni sled, aeroplani di carta, girandole, gabbiani segnavento, macchinine del vento e bolle di sapone (dalle 10 alle 18, quota di partecipazione 5 euro).

Non mancheranno le Big Babol, le grandi bolle di sapone a cura della Perfetti Van Melle. Attesi i professionisti del club Free Vola di Biella, che intratterranno il pubblico con esibizioni di aquiloni giganti. Speaker ufficiale dell’evento sarà Alberto Chioetto.

Ospiti d’onore della giornata di sabato 26 marzo saranno i Trottolai di Roccavignale, presenti nel libro dei Guinness dei Primati 1996 con una trottola di 265 chili che roteò per 26 minuti. La trottola, alta centimetri 158 e larga 98, era stata interamente ricavata da un unico pezzo di pioppo ed era stata fatta roteare da una corda di canapa lunga 20 metri.

Domenica 27 marzo tornerà la Majestic Falconry, con esibizioni di gufi, barbagianni, poiane, aquile reali e avvoltoi.

 

“Floricola”, il mondo del giardinaggio in vetrina a Borghetto Santo Spirito

Il 23 ed il 24 aprile tornerà a Borghetto Santo Spirito “Floricola“, quarta edizione della rassegna dedicata a fiori, piante e a tutto quanto ruota attorno al mondo floreale: arredi da giardino, arte della tavola, attrezzi per il giardinaggio, editoria e prodotti a base di erbe e piante. Il centro storico sarà addobbato con composizioni floreali, in un suggestivo percorso che porterà i visitatori a scoprire angoli inconsueti del paese.

In programma anche una mostra mercato, corsi di cucina con i fiori, laboratori per adulti e bambini, mostre, incontri con esperti per la cura di fiori e piante e corsi di composizione floreale e arte della tavola.

Fra gli appuntamenti: un laboratorio per la realizzazione di fioriere con materiali di recupero, un corso itinerante di Nordic Walking con salita al Monte Piccaro, “Balloon Art” e corsi di pittura per i bambini, un seminario di scultura in metallo aperto a grandi e piccoli e Fattorie Didattiche in piazza della Libertà.

In cartellone anche incontri dedicati all’architettura Feng Shui per abitare in armonia con la natura, all’aloe e alle sue proprietà, un mercatino ortofrutticolo sul lungomare Matteotti e vetrine, aperitivi e menù a tema a cura dei commercianti.

Fra gli ospiti: Libereso Guglielmi, il giardiniere di Calvino che presenterà il suo ultimo libro, “Ricette per ogni stagione”, e Franco Andreoni, “l’uomo che parla con le piante”, che terrà un corso di potatura.

Una delle novità di quest’anno è l’istituzione del Premio Floricola, che sarà conferito a due personalità che si sono distinte nell’ambito della floricoltura e della valorizzazione paesaggistica.

Il Ponente Ligure è terra di produzione e coltivazione di erbe aromatiche, ormai esportate in tutto il mondo. A Floricola le aromatiche saranno presenti anche quest’anno, sia per l’acquisto come piante ornamentali, sia per impararne l’utilizzo in cucina, nella cosmesi naturale e nelle cure omeopatiche. 

 

 

Le nuove sfide del turismo: infrastrutture di grande richiamo per dare visibilità al territorio e nuovi segmenti di mercato per uscire dalla crisi

Paolo Buscaglia, mandatario della rete di impresa “Qui Laigueglia”, vice presidente dell’Ente Bilaterale Industria Turistica della provincia di Savona e proprietario-gestore dell’hotel Villa Ida a Laigueglia, analizza l’andamento del mercato turistico nella nostra provincia. Una “fotografia” che mette in luce la necessità di individuare nuovi prodotti per intercettare nuovi segmenti di clientela.  Buscaglia auspica anche maggiore collaborazione fra gli enti pubblici per realizzare infrastrutture di grande richiamo, in grado di dare visibilità al territorio a livello internazionale.

 Qual è la situazione del turismo nella nostra provincia?

  Il mercato turistico è molto chiaro e non lascia dubbi su quello che è il suo andamento. Per una quindicina di anni, le strutture ricettive sono state supportate nel periodo invernale dal turismo della terza età. Oggi non è più così. Il turismo della terza età, nato in provincia di Imperia e poi allargatosi alla provincia di Savona, permetteva alle strutture ricettive di restare aperte 280 giorni l’anno. Ma, come ogni tipologia di mercato, sapevamo che anche questa avrebbe avuto una fine, e la fine, in questo caso, è stata determinata sia da motivi generazionali che di trend. Le generazioni che sono subentrate hanno maggiori capacità di scelta e maggiori possibilità di movimento. Sono più indipendenti, scelgono mete più competitive. E noi siamo rimasti scoperti. Per tanti anni, durante i mesi invernali, le strutture ricettive non hanno realizzato grandi utili, ma sono riuscite a non maturare delle perdite prima della stagione. Si ammortizzavano i costi: i margini non erano alti, ma la struttura riusciva a restare aperta.  Molti alberghi continuano a crederci, a restare aperti anche nel periodo invernale, per non licenziare i dipendenti e cercare di intercettare mercati nuovi. Chi decide di farlo si trova però, inevitabilmente, a dover affrontare delle perdite, che dovrà poi recuperare nel periodo estivo.  La clientela della stagione balneare è una clientela fedele, che non ci abbandona. E’ una clientela di prossimità, che conosciamo bene, e che continua ad essere fedele al territorio e alle strutture. La sfida, ora, è capire come fare a sostituire un mercato come quello della terza età con qualcosa che consenta alle strutture di restare aperte gran parte dell’anno.

 Quali sono le possibili soluzioni?

Bisogna cercare nuovi prodotti turistici. Una direzione che la nuova presidenza dell’Unione Provinciale degli Albergatori ha intrapreso con decisione: dare priorità assoluta alla ricerca di nuove nicchie di mercato. Siamo consapevoli che è difficile, ma siamo anche consapevoli del fatto che il territorio negli ultimi anni è cambiato, e che l’asticella della qualità delle nostre strutture è salita. Non abbiamo paura di competere con altre località.

Quali sono i nuovi prodotti turistici?

Sul territorio sono nate nicchie di prodotti trainanti, che negli anni scorsi non c’erano. Mi riferisco a outdoor, cultura, natura, famiglie, enogastronomia. Se si lavora sodo e con professionalità, e con la volontà di cercare per questi nuovi prodotti i mercati giusti, potremo avere buoni risultati. La provincia di Savona ha un ottimo clima, ma da solo non è sufficiente a creare una vera motivazione di vacanza nel periodo invernale. Dobbiamo trovare prodotti che siano appetibili, che possano suscitare l’interesse di nuove tipologie di turisti.

Come si è mossa Laigueglia in questo ambito e su quale prodotto ha deciso di puntare?

A Laigueglia si è scelta la strada della rete di impresa. E’ nata, infatti, 4 anni fa “Qui Laigueglia”, che ci ha permesso di allacciare rapporti forti con le strutture e di rimanere vicini alle aziende. Eravamo partiti in 16-17, ora siamo 24, quasi tutti alberghi, e della rete fanno parte anche due ristoranti e due stabilimenti balneari. Abbiamo individuato nel Nordic Walking uno dei prodotti trainanti. Si tratta di un’attività outdoor molto in voga, che abbina natura, aggregazione, sport e sociale, non comporta grosse spese e si rivolge a un pubblico molto ampio. Abbiamo costituito il primo parco di Nordic Walking della Liguria, con otto percorsi che vanno dalla collina alla spiaggia.

Quali aiuti gli albergatori chiedono alla pubblica amministrazione? E’ sufficiente la richiesta di diminuire la pressione fiscale?

 L’Unione Provinciale degli Albergatori è presente da anni in maniera forte su tutti i tavoli per cercare di alleggerire la pressione fiscale. Personalmente credo sia giusto fare tutte queste battaglie e sia dovuto farle, ma, a mio avviso, il vero sforzo della pubblica amministrazione dovrebbe essere rivolto a sostenere il turismo in maniera più ampia e condivisa, a livello comprensoriale. Lo sostengo da sempre. L’unico modo per dare davvero impulso alla nostra economia turistica è investire in infrastrutture di grande richiamo. L’Acquario di Genova lo dimostra. E’ l’unica grande infrastruttura nata in Liguria, e ha saputo cambiare l’economia di una città, creando presenze e indotto. E questo ha permesso alle strutture ricettive di investire e di continuare a lavorare. Purtroppo è l’unica infrastruttura di grande richiamo di tutta la regione. Sembra incredibile che non si sia riusciti finora a realizzarne altre. E’ necessario che le amministrazioni pubbliche collaborino, che si sviluppino sinergie a livello comprensoriale. I Comuni devono ampliare la visuale e investire insieme su strutture di importanza e visibilità internazionale, per far conoscere tutto il territorio e creare indotto e movimento per tutti.

Quali azioni dovrebbero mettere in campo gli albergatori?

Continuo a essere convinto che la nostra parte l’abbiamo fatta, e la stiamo facendo, sempre e bene. Due anni fa una ricerca voluta dall’UPA sulle recensioni del brand ricettivo della provincia di Savona ha dato risultati molto soddisfacenti. Non abbiamo niente da invidiare a nessuno e nel confronto con altre realtà turistiche italiane sia ai primi posti nel rapporto qualità-prezzo. La qualità oramai non è più una percezione, si pesa in maniera quasi scientifica. Le nostre strutture sono apprezzate e abbiamo una clientela fidelizzata, che supera l’80 per cento.

In tema di arrivi e presenze turistiche, quali sono le prospettive per i prossimi mesi?

I dati dimostrano che in provincia di Savona, fra Pasqua e settembre, le flessioni del movimento turistico, sia in positivo sia in negativo, sono minime. La stagione 2015 è stata buona, ma i dati hanno dimostrato che l’aumento nelle strutture ricettive non ha subito grandi sbalzi. Un dato significativo, scaturito dall’analisi dei dati della scorsa stagione, è invece quello che riguarda il fatto che solo un turista su cinque in Liguria si è rivolto nel 2015 alle strutture ricettive. Gli altri 4 sono si sono rivolti ad altri mercati e altri canali, soprattutto on-line. Mercati che spesso sono sommersi. Questo  fenomeno desta forte preoccupazione fra gli operatori delle strutture ricettive tradizionali, che cominciano a sentirne pesantemente gli effetti.

 

Torta Pasqualina: una ricetta che unisce tutta la Liguria

Un territorio è anche quello che mangia. Quello che lo nutre tutti i giorni, che gli dà la forza, la fantasia, la volontà, e quello che lo nutre nei giorni di festa, quando c’è bisogno non solo di introdurre calorie per il corpo ma medicine per lo spirito. E’ allora che il cibo, oltre che cultura, diventa rito. A Pasqua la cucina ligure ha il richiamo alla festività già nel nome del suo piatto tipico: la torta pasqualina. E’, se vogliamo, una delle poche cose che unisce realmente l’intera regione, ed è pur vero che ogni famiglia ha la sua ricetta esclusiva ma, da Ventimiglia a Sarzana, è forse l’unico piatto irrinunciabile del pranzo pasquale. Poi, certo, c’è chi la preferisce di carciofi, quelli spinosi, tenerissimi, di Albenga, chi di bietole, chi di erbette e chi un mix, ma il suo profumo, i suoi colori, il suo sapore sono unici. I colori sono il riassunto della Liguria, con il giallo dell’uovo ormai sodato in formo che richiama il sole, i verdi della verdura che ricordano il mare e la collina. I profumi, di forno, di olio, di maggiorana e orti sono un trionfo della primavera, della natura che torna prepotentemente a rinascere dopo i rigori (quest’anno nemmeno tanto, ad onor del vero) dell’inverno.

Poi, ovviamente, c’è la tradizione. Quella gastronomica, senza dubbio, ma anche quella culturale e religiosa. Nella torta pasqualina entra con decisione l’uovo, simbolo della Pasqua cattolica, e, soprattutto, le sfoglie che servono a comporla, 33, come gli anni di Cristo. Certo, oggi non sono certamente molti quelli che realizzano la torta pasqualina con 33 sfoglie ma tant’è, così vorrebbe la tradizione.

L’esistenza della torta pasqualina genovese è documentata dal XVI secolo, quando il letterato Ortensio Lando la cita nel Catalogo delli inventori delle cose che si mangiano et si bevano. Allora era nota come gattafura, perché le gatte volentieri le furano et vaghe ne sono, ma anche lo stesso scrittore ne era ghiotto tanto da scrivere: “A me piacquero più che all’orso il miele”.

Nei secoli scorsi uova e formaggio, ingredienti essenziali della pasqualina, erano alimenti che si consumavano solo nelle grandi ricorrenze.

Albenga: opere di Chino Bert in mostra al Museo Navale Romano

Una trentina di opere tra dipinti, disegni, modelli e ceramiche realizzati da Chino Bert, il frate-artista, saranno esposte dal 26 marzo al 10 aprile 2016 presso i locali dell’Associazione Torchio e Pennello di Albenga, al piano terra del Museo Navale Romano.

“La mostra offrirà l’opportunità di ammirare alcune opere realizzate dal famoso stilista, considerato fra i più geniali e raffinati protagonisti dell’alta moda italiana degli anni Cinquanta e Sessanta”, dicono all’associazione.

Chino Bert, all’anagrafe Gianfranco Bertolotti, dopo aver lavorato nel campo della moda, nel 1974 prese i voti. Ad Albenga era stato Cappellano della Chiesa di Santa Maria in Fontibus. A 19 anni, nel 1951, debutta come disegnatore di moda alla maison Rosandre’ di  Milano. L’’anno dopo, tenta la grande avventura: 10 modelli sulla pedana di Palazzo Pitti. La sua linea Scatola piace a pochi eletti, come la pittrice Brunetta, Giovanni Battista Giorgini e la giornalista Irene Brin. Chino capisce di non poter fare il manager di se stesso e, da allora, preferisce disegnare per gli altri. Intanto, scoperto da Maria Carita, che dirigeva a Parigi un celebre salone di bellezza, inizia la sua attività di illustratore dei servizi di moda al quotidiano L’’Aurore e al mensile L’’Art e la Mode.  In seguito lavora per Rina Modelli, Jole Veneziani e Pierre Cardin, ottiene il premio Neimann Marcus a New York e viene chiamato a collaborare con le sorelle Fendi. Nel ’73 lascia l’ambiente della moda e l’anno dopo decide di seguire la sua vocazione religiosa.

La mostra è patrocinata dal Comune di Albenga.

Il Giovane Generale Bonaparte: Loano rievoca il passaggio di Napoleone

Rievocazione storica del “Passaggio del Giovane Generale Bonaparte”, da venerdì 8 a domenica 10 aprile 2016 a Loano. 

In programma l’allestimento di accampamenti militari, con la partecipazione di gruppi storici di figuranti provenienti dall’Italia e dall’estero, e le visite agli accampamenti, oltre a conferenze, musiche e balli dell’epoca e a una  mostra di reperti, armi e documenti originali della “Battaglia di Loano“, che nel 1795 vide scontrarsi sulle colline della cittadina ligure e nell’entroterra le Armate Rivoluzionarie Francesi, le Armate Imperiali Austriache e le Armate Reali Sarde. Una battaglia che ebbe grande importanza per l’espansione napoleonica in Italia, tanto da essere iscritta per prima sull’Arco di Trionfo a Parigi.

Le iniziative prenderanno il via l’8 aprile con una conferenza sulla “Battaglia di Loano” presso la sala consiliare di palazzo Doria (ore 10). Nel pomeriggio, sempre a palazzo Doria, è previsto un incontro al quale parteciperanno, fra gli altri, il presidente e il direttore della Federazione Europea delle Città Napoleoniche. Alle 18 sarà inaugurata la mostra “Periscano tutti i tiranni. Una grande vittoria, oggi quasi dimenticata“.

Il 9 aprile piazza Italia ospiterà dalle 10 l’assemblea dell’esercito Austro-Piemontese. Alle 11 è in programma la rievocazione di uno scontro militare in corso Roma, seguita dalle visite agli accampamenti (dalle 14,30 alle 16,30).  Le iniziative proseguiranno con l’assemblea generale di tutti gli schieramenti in piazza Italia (dalle 17,30), l’arrivo del Generale Bonaparte a palazzo Doria (ore 17,50) e la Festa dei soldati e dei civili, con musiche e balli d’epoca, in piazza Italia (ore 21).

Domenica 10 aprile inizio della battaglia in corso Roma (ore 10) e conclusione della manifestazione con il rientro al bivacco delle truppe (ore 11,30).

 

 

 

 

 

Andora: Philippe Petrucciani in concerto a Palazzo Tagliaferro

Domenica 27 marzo, alle ore 21, la sala polivalente di Palazzo Tagliaferro ad Andora ospiterà un concerto a ingresso libero di Philippe Petrucciani, musicista italo-francese di alto livello, al pari del fratello Michel, scomparso nel 1999, che si esibirà alla chitarra in formazione con Alessandro Collina al pianoforte, Rodolfo Cervetto alla batteria e, special guest, Dominique Dipiazza al basso. Il concerto sarà introdotto da un’esibizione della cantante Federica Tassinari, direttore artistico della rassegna “Andora Jazz”.

Il concerto porta ad Andora un progetto dei fratelli Petrucciani e prevede l’esecuzione di alcuni dei loro brani più celebri. Michel Petrucciani è stato un pianista francese, fra i più apprezzati di tutti i tempi nel genere jazz. Colpito alla nascita dall’osteogenesi imperfetta, malattia anche nota come Sindrome delle ossa di cristallo, considerava tale disagio fisico come un vantaggio, che gli permise in gioventù di dedicarsi completamente alla musica tralasciando altre “distrazioni”.

Il concerto nasce, dopo diversi anni di collaborazioni tra Alessandro Collina, Philippe Petrucciani e Rodolfo Cervetto, dell’esigenza di portare avanti un progetto concreto. Per acquisire versatilità e un sound più ricco di soluzioni, il trio si avvale della collaborazione di uno dei più importanti bassisti oggi in attività, Dominique Dipiazza, che vanta collaborazioni con artisti del calibro di John McLaughlin, Bireli Lagreine, Trilok Gurtu, Zakir Hussein, Andre Ceccarelli e Antonio Faraò.

Il sound del gruppo spazia dal mainstream al jazz elettrico fino ad atmosfere più funky, lasciando libero interplay tra le quattro identità artistiche dei protagonisti.

“Fior d’Albenga e C.I.P. & V.I.P.”: fiori, cucine e verdure in piazza

Tesori, miti e leggende di Albenga e del suo comprensorio” è il tema della nuova edizione di Fior d’Albenga – C.I.P. & V.I.P. (Cuochi e Verdure in Piazza), la manifestazione che si terrà nella città ingauna da sabato 26 marzo a domenica 1° maggio 2016. L’organizzazione dell’intera manifestazione è a cura dell’Ufficio Turismo del Comune.

Le vie e le piazze del  centro storico (il meglio conservato del Ponente ligure, rimasto inalterato dal Medioevo, la cui struttura ricalca l’antico tracciato romano) saranno addobbate con piante e fiori del territorio grazie al progetto di Flor.AS (Floricoltori Associati Savonesi).

Farà il suo ritorno anche la nuova edizione di “Cip & Vip”, manifestazione che celebra le eccellenze agroalimentare della piana ingauna, mirata, anche tramite gli show cooking con la partecipazione di chef stellati che si terranno nel corso della rassegna, a promuovere le piante aromatiche e i cosiddetti “quattro d’Albenga”: il carciofo spinoso, l’asparago violetto, la zucchina trombetta e  il pomodoro cuore di bue. Novità di quest’anno, grazie alla collaborazione dei commercianti e dei ristoratori, saranno  i menù con i fiori commestibili.

Nelle giornata della domenica, le associazioni agricole di categoria allestiranno dei banchetti con prodotti orticoli e fiori a km zero e tavoli per le degustazioni. In programma molte iniziative correlate: animazioni, visite guidate, intrattenimenti musicali, teatrali e per bambini, incontri e dibattiti e presentazioni di libri.

Fra i principali appuntamenti: la presentazione del volume illustrato “Piante della Selva mediterranea della zona ligure ingauna” di Angelo Gastaldi (giovedì 7 aprile), la consegna del premio “Fionda di Legno” a Javier Zanetti (venerdì 8 aprile), la terza edizione dell’Estemporanea di pittura ( da sabato 23 aprile) e  “Albenga Wedding Planning”, iniziativa dedicata agli sposi e ai matrimoni (24 aprile).  Previsti eventi gastronomici in piazza del Popolo, che ospiterà anche una grande ruota panoramica.

L’intero calendario su www.comune.albenga.sv.it e www.scoprialbenga.it

“Savona a tutta birra!”: birre artigianali italiane e straniere, prodotti tipici e musica dal vivo

Torna “Savona a tutta birra!“, rassegna internazionale di birre artigianali e prodotti tipici, che si terrà dal 7 al 10 aprile 2016 in piazza del Popolo a Savona (dalle 18 all’1 del mattino ingresso libero).

Oltre alla gastronomia (carne alla brace, farinata, focaccia, “panissa“, fritti, salumi e dolci, con specialità provenienti da Piemonte, Alto Adige ed Emilia Romagna), la manifestazione proporrà una lunga serie di concerti live. Ricco l’assortimento delle birre italiane e straniere. Saranno presenti birrifici danesi, belgi, austriaci, tedeschi e scozzesi. A breve il programma completo.

Savona a tutta birra!” è collegata ad “Expo Savona“, ventiquattresima rassegna espositiva nazionale che si terrà, sempre in piazza del Popolo, dal 23 aprile al 1° maggio 2016. Abbinata a Expo Savona anche “GustItalia 2016“, manifestazione dedicata alle attività gastronomiche ed enologiche italiane in programma dal 14 al 17 aprile.

Finale Ligure: in arrivo a Pasqua “Fiori di Riviera”

Appuntamento con la sesta edizione di “Fiori di Rivierasabato 26 e domenica 27 marzo 2016 nei chiostri quattrocenteschi del complesso monumentale di Santa Caterina a Finalborgo. In programma una due-giorni interamente dedicata ai fiori della Riviera, con esposizioni, un mercatino e un concorso di decorazione floreale.

Il mercatino proporrà diverse varietà di piante, con alcune rarità, oltre a saponi artigianali, prodotti provenzali, editoria specializzata, erbe officinali, cosmetici artigianali, fiori e aromi, prodotti a base di lavanda, frutta e verdura.

Tra gli eventi collaterali, sabato alle 17, si terrà una dimostrazione di composizione floreale a cura di Anna Cerisola Scosceria, maestra e decoratrice dell’EDFA,  seguita da un concorso dedicato alla “Tavola di Pasqua” e promosso in collaborazione con i  commercianti di Finalborgo, che allestiranno le tavole in base alle diverse attività. Molte le curiosità negli allestimenti: tra quelli proposti ce ne sarà uno dedicato al tema “Finale Città Vegan Friendly”. Il pubblico potrà votare la tavola preferita, oltre a visitare le aree espositive e agli eventi collaterali.

Sabato dalle 9 alle 19, domenica dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19 9.00 alle ore 19.00 di sabato e dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00 di domenica.

Per dar modo di valorizzare le produzioni di piante locali nei diversi periodi dell’anno, “Fiori di Riviera” diventa stagionale e sarà proposto tre volte l’anno. L’appuntamento si ripeterà il 16 e il 17 luglio e il 9 e 10 dicembre 2016.