18/02/2026 - 12:48
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Turismo, prime stime per il 2026: prenotazioni in crescita e spinta dei grandi eventi

Il turismo italiano si avvia verso un 2026 con segnali di espansione. Dopo un 2025 definito di consolidamento – con una media di sei camere occupate su dieci nelle strutture ricettive – i primi mesi del nuovo anno mostrano un ulteriore rafforzamento della domanda.

Tra gennaio e aprile il tasso di occupazione sfiora già il 50% delle disponibilità, secondo l’ultima rilevazione dell’Osservatorio sull’Economia del Turismo realizzato da ISNART per Unioncamere ed ENIT.

A trainare le prenotazioni primaverili sono soprattutto i flussi provenienti da Germania, Francia e Svizzera, mercati tradizionalmente strategici per l’Italia.

Nel biennio 2025-2026 il calendario di appuntamenti di rilievo internazionale incide in modo significativo sulle dinamiche del settore. Il Giubileo ha generato un incremento della clientela nel Lazio – indicato dal 50% degli operatori come fattore determinante – con effetti positivi anche in Marche e Umbria.

Per quanto riguarda le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, le prime stime indicano per febbraio un tasso di occupazione tra il 70% e l’85%, con prenotazioni anticipate attorno al 60% anche per i mesi successivi. Un dato che suggerisce un impatto destinato a prolungarsi oltre il periodo strettamente legato all’evento.

Secondo la presidente di Isnart, Loretta Credaro, tra gli operatori prevale un clima di fiducia legato alla maggiore esposizione internazionale delle destinazioni. Anche l’amministratore delegato di ENIT, Ivana Jelinic, sottolinea come i grandi eventi possano generare ritorni nel medio-lungo periodo, favorendo nuovi flussi turistici e investimenti.

Il ministro del Turismo Daniela Santanchè stima oltre 100 milioni di presenze nei primi quattro mesi del 2026, sulla base del modello previsionale del ministero.

Le indagini condotte da Unioncamere-Isnart stimano per il 2025 quasi 891 milioni di presenze complessive, considerando sia il sistema ricettivo ufficiale sia il mercato parallelo delle abitazioni private. L’impatto economico complessivo sulla filiera turistica allargata è valutato in 108,8 miliardi di euro, includendo spese per alloggio, ristorazione, trasporti, shopping e attività culturali.

La componente straniera rappresenta il 48% dei flussi, pari a circa 431 milioni di presenze, in lieve aumento rispetto al 2024 e in crescita più marcata rispetto al 2023. La spesa complessiva dei visitatori internazionali è stimata in 60 miliardi di euro, con un incremento del 3% sull’anno precedente. In media, il turista straniero spende 72 euro al giorno per l’alloggio e 105 euro per altre voci di spesa.

La cultura si conferma la prima motivazione di viaggio (45% dei visitatori internazionali), seguita dall’enogastronomia (20%) e dal turismo outdoor.

Un elemento emergente riguarda l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella pianificazione del viaggio: circa un turista straniero su cinque dichiara di aver fatto ricorso a strumenti di AI per organizzare itinerari, scegliere alloggi o selezionare ristoranti e attività.

Sul fronte degli affitti brevi, i dati del database AirDnA segnalano 6,7 milioni di notti prenotate tramite Airbnb per soggiorni tra marzo e giugno, cui si aggiungono circa 4 milioni di notti già programmate per luglio e agosto.

Anche il periodo natalizio 2025-2026 ha mostrato segnali positivi: tra Natale ed Epifania si stimano 5,9 milioni di turisti presenti in Italia, di cui 2,3 milioni stranieri, con incrementi più marcati nel Lazio, in Umbria e nelle destinazioni montane di Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige.

Nel complesso, le prime indicazioni per il 2026 delineano un settore in crescita, sostenuto da eventi di richiamo internazionale e da una domanda estera che continua a rappresentare un elemento centrale per l’economia turistica nazionale.