22/03/2026 - 13:53
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Il Carnevale impazza tra lazzi e sberleffi

Cupido è appena andato a riposarsi dopo aver fatto gli straordinari a San Valentino che già, sui lungomari e nelle piazze dei borghi Savonesi, si sentono sciamare le voci squillanti dei bambini (quelli di ogni età) che con lazzi, scherzi e sberleffi festeggiano il Carnevale che impazza tra arlecchini, pulcinella e supereroi. E’ l’altra faccia della medaglia della provincia di Savona, una faccia allegra, sbarazzina, diversa da quella seria e laboriosa ma, non per questo, meno seria. Carnevale per i più piccoli, certo, contenti di diventare per qualche giorno personaggi di fantasia o eroi nelle tante feste organizzate sulle spiagge o nei centri storici, ma anche per i più grandi che, nei veglioni organizzati nei locali, tornano bambini lanciando coriandoli e stelle filanti, magari alla ricerca di un’anima gemella travestita da principe azzurro o principessa. Senza dimenticare la gola, con le bugie (non sono frottole, ma i dolci tipici del carnevale savonese) e le grandi parate, i carri allegorici dei Carnevali di Loano o Savona. L’inverno comincia ad essere alle spalle, il giallo della mimosa promette una vicina primavera. Ma forse è ancora l’inverno che, a Carnevale, si traveste…

Cupido a San Valentino

Più che una story telling quella di oggi potrebbe essere tranquillamente una rubrica di gossip. Già, perchè oggi, a pochi giorni da San Valentino, la festa degli Innamorati, siamo in grado di svelare dove abita Cupido: non ci crederete, ma l’esserino alato che con i suoi dardi fa nascere l’Amore, ha preso casa nella provincia di Savona. A dire il vero non si tratta di una sola casa ma di più case. Cupido, infatti, rimasto talmente stupefatto dalla ballezza degli scorci Savonesi, non ha saputo prendere una decisione e, così, cambia giaciglio ogni sera. Per questo passeggiare sui lungomari della Riviera o sui sentieri dell’entroterra, se si è in due può riservare sorprese emozionanti. I cuori colpiti dalle frecce (tranquilli, non fa male quando colpisce, fa male, a volte, se si toglie la freccia) sviluppano subito una incredibile forza, capace di follie pur di unirsi all’anima oggetto d’amore. Alassio, Laigueglia,Noli, Celle, ma anche Zuccarello (patria di Ilaria, immortalata nel marmo da Jacopo della Quercia a Lucca) solo per citare alcune delle tane di Cupido, sono le mete preferite degli innamorati ma anche da chi è in cerca dell’innamoramento. Tranquilli, Cupido vede e provvede.

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Cupido tra le stelle della Riviera

Le luci del Natale, certo, ma ci sono altre luci che rendono unico l’inverno della Riviera savonese. Sono le stelle, quei punti luminosi che si vedono di notte (banale vero?) ma che, sarà il mare che le riflette, sarà un cielo pulito come non accade nelle altre stagioni, hanno più fascino in Riviera.

Orione, con la sua cinta che sorregge la spada di gas, il Gran Carro, il Piccolo Carro, l’Orsa, Venere (lo so, non è una stella ma d’inverno si vede benissimo) e via dicendo rendono la Riviera savonese luminosa e magica. Perché sono le stelle a far nascere gli amori, anche d’inverno.

Basta passeggiare su un lungomare, imbacuccati, certo, il freddo è freddo anche da noi, e alzare gli occhi al cielo, contemporaneamente, lei e lui, lei e lei, lui e lui, come volete. Se le stelle, quelle giuste, brillano per entrambi il gioco è fatto. In Riviera, del resto, da molti anni ha preso casa Cupido…

La magia delle luminarie che riscalda l’inverno

Dopo i colori autunnali delle foglie la provincia di Savona si veste con i colori delle luminarie capaci di scaldare l’inverno. Costa ed entroterra si accendono con le luminarie natalizie, da quelle luccicanti dei centri storici e delle vie dello shopping, a quelle artigianali e appassionate dell’entroterra. Basti pensare al presepe di luce che, dopo anni di oblio burocratico, è stato riacceso ai laghetti di Garlenda grazie alla passione degli abitanti del borgo che hanno rimesso a nuovo le sagome della Natività.

Una piccola storia capace, però, di scaldare i cuori.

Non solo di chi abita in questo angolo di Liguria ma anche dei suoi ospiti. La provincia di Savona, costa ed entroterra, è accogliente non solo nella frenetica estate ma anche, forse di più, in inverno, quando la luce del sole si accorcia e si allungano le luci create dall’uomo, quelle che accolgono il viandante togliendolo dal buio. Benvenuti, e buone feste.

I profumi del bosco avvolgono la Riviera

Il frizzante clima settembrino dice che l’estate è finita e che la provincia di Savona si avvia ad entrare in una nuova, affascinante, coinvolgente stagione: l’autunno. Una stagione che profuma di funghi, di zuppe fumanti, di farinata, magari bianca, fatta di farina di grano, una caratteristica di Savona, il vero piatto che caratterizza un territorio.

Una stagione che ha come colonna sonora il crepito delle foglie secche da calpestare allegramente nei boschi dell’entroterra o lungo i viali della cittadine. Una stagione che ha come colori i gialli delle foglie secchie, il rosso dei tramonti, i funghi, appunto, le castagne ma anche i tartufi, i corbezzoli, il mosto.

Una stagione che, in provincia di Savona, non è sinonimo di letargo. Anzi. E’ la stagione che meglio è capace di mostrare le bellezza della natura, della storia, dell’arte. Senza la frenesia dell’estate, con la magia della luce che porta all’inverno, la Liguria si lascia ammirare da chi è capace di coglierne le sfumature, le bellezze nascoste.

Benvenuti in provincia di Savona per una vacanza d’autunno.

 

Una esplosione di storia

Il territorio della provincia di Savona è veramente un territorio unico, ricco, vario e variegato. Una esplosione di storia, storie, sapori, saperi, ambiente, architettura, arte. Una incredibile varietà e bellezza di paesaggi e situazioni che si apprezzano sia lungo l’arco costiero, la Riviera che ha fatto sognare e innamorare gli stranieri del Grand Tour ottocentesco, che nelle suggestive e verdi vallate di un entroterra ancora da scoprire.

La ricchezza della natura, fatta di estesi boschi, torrenti e fiumi ricchi di acque, vette alpine e appenniniche (il confine tra le Alpi e gli Appennini passa in queste vallate e, in tema di montagna, come non pensare all’Alta via dei Monti Liguri che in provincia di Savona ha alcune tappe di grande interesse), un mare carico di fascino con le due splendide isole, la Gallinara al largo di Albenga e Alassio, Bergeggi ad una bracciata da Spotorno, assieme ad una fauna e ad una flora quanto mai preziose (ci sono fiori come la campanula sabatia che cresce solo nel savonese e la lucertola occellata che vive in Riviera, si intrecciano indissolubilmente alla millenaria e sapiente opera dell’uomo, che ha plasmato il paesaggio in una mirabile sintesi di antichi borghi e “fasce” di oliveti, nuclei rurali, pascoli e boschi con tutti i loro prodotti, dall’olio sopraffino ai vini doc come pigato, granaccia, rossese, vermentino ma anche formaggi come le squisite tome di pecora brigasca. Per non parlare degli ortaggi della Piana di Albenga o i funghi e le castagne della Valle Bormida.

Questo sito, voluto dall’Unione provinciale albergatori, ha il compito di raccontare questo territorio, farlo conoscere e apprezzare. Dai turisti, certamente, ma anche da chi, residente, spesso è talmente inebriato dalla bellezza di questa provincia da non rendersi nemmeno conto di vivere in una provincia bellissima.

Finale Ligure: “Sabato al Museo”, laboratori di archeologia sperimentale per bambini

Storie, animazioni, visite guidate e laboratori didattici da febbraio a giugno 2016 al Museo Archeologico del Finale. In programma anche tre appuntamenti dedicati agli adulti

Imparare a macinare i cereali, a preparare gli alimenti e a costruire strumenti musicali come si faceva nella Preistoria o a realizzare lucerne ad olio “come ai tempi dei Romani”. Sono alcune delle proposte di “Sabato al Museo”, il ciclo di racconti, animazioni, visite guidate e laboratori dedicati ai bambini, in programma dal 6 febbraio al 25 giugno 2016 al Museo Archeologico del Finale (tel. 019-690020,  www.museoarcheologicodelfinale.it).

Si comincerà sabato 6 febbraio con un laboratorio sulla lavorazione della ceramica, per proseguire il 27 febbraio con un “viaggio sonoro nel passato”, dedicato alla musica nella Preistoria.

Il 5 marzo i bambini si cimenteranno nel “mestiere dell’archeologo”, mentre il 26 si dedicheranno alla preparazione degli alimenti come nell’antichità, producendo la farina con macine e macinelli in pietra per poi impastarla con dell’acqua e cuocere, con l’aiuto di un operatore, delle “focaccine preistoriche”.

Il 23 aprile sarà la volta della realizzazione delle lucerne ad olio “come ai tempi dei romani”. A ogni bambino sarà consegnato un blocchetto di argilla per realizzare la lucerna, che  sarà poi decorata sull’esempio di quelle esposte nelle sale del Museo. Al termine dell’attività ogni bambino porterà a casa l’oggetto prodotto.

Il 21 maggio è in cartellone il laboratorio “La pittura sulle pareti delle caverne come ai tempi della Preistoria”, dedicato al colore e all’arte del Paleolitico. I bambini, dopo aver prodotto i pigmenti con terre naturali, riprodurranno i disegni con il carbone di legna sulle pareti di una caverna per poi colorarli.

Sabato al Museo” proseguirà nel mese di giugno con “Noci, astrali e tabulae lusoriae: i giochi dell’antica Roma” (sabato 4) e “Intrecci e trame: la tessitura nell’antichità” (sabato 18) .

Tre gli appuntamenti per gli adulti, con attività di laboratorio precedute da visite guidate e brevi conferenze: “Homo Sapiens e la nascita dell’arte. Le origini del simbolismo e della concettualità nella Preistoria” (19 marzo), “Lo scriptorium medievale: il lavoro dell’Amanuense” (16 aprile) e “La bottega del pintore: analisi e realizzazione di un affresco” (25 giugno).