07/08/2026 - 20:41
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Ospitalità italiana:sale l’occupazionenel mese di agosto

Cresce l’occupazione attesa negli hotel italiani per il mese di agosto: secondo i dati dell’indagine di Confindustria Alberghi tra le aziende associate, il tasso di occupazione medio atteso si colloca intorno al 71%, in salita di oltre 6 punti rispetto allo stesso periodo del 2025 (64,8%), per attestarsi al 72% nella settimana di Ferragosto. Un dato che si inserisce in un quadro nazionale positivo: secondo le elaborazioni dell’Ufficio di Statistica del Ministero del Turismo, l’estate 2026 vede l’Italia al primo posto in Europa per tasso di saturazione delle prenotazioni online, davanti a Spagna e Francia, con una crescita della saturazione nazionale del 13,4% a giugno e del 10% a luglio rispetto al 2025. Sul fronte dei mercati esteri la classifica dei principali bacini di provenienza vede ai vertici Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania, seguiti da Spagna, Svizzera e Austria, confermando quindi la centralità dei mercati nordamericano ed europeo per la competitività dell’offerta ricettiva italiana. “Sono numeri che confermano la capacità di attrazione dell’ospitalità italiana in un momento di forte competizione internazionale – dichiara Elisabetta Fabri, presidente di Confindustria Alberghi -. Il 58% delle nostre strutture registra una clientela a prevalenza straniera, in ulteriore crescita rispetto allo scorso anno, ed è un segnale che si allinea perfettamente al primato dell’Italia nel contesto europeo, come dimostrano i dati diffusi la settimana scorsa dal Ministero del Turismo. Un risultato che premia la qualità della nostra offerta e la capacità del comparto di intercettare una domanda internazionale sempre più esigente”. Il dettaglio per tipologia di destinazione conferma la solidità del comparto costiero e lacustre: le località di mare registrano un tasso di occupazione atteso dell’81,8% (85% a Ferragosto), con previsioni di prenotazione in crescita per il 42,5% delle strutture; anche i laghi mostrano una buona tenuta, con un toc del 75% (76,4% a Ferragosto) e una domanda estera in crescita per metà del campione. Nelle città, il toc medio atteso si ferma al 68,6%, con il 41,7% delle strutture che segnala un calo delle prenotazioni a fronte di appena il 12% in crescita. Quadro composito, infine, per le strutture di montagna, terme e altre destinazioni, che registrano un toc medio più contenuto, tra il 63,8% e il 65%, con previsioni miste. Tra le città, Napoli si distingue per il tasso di occupazione più elevato (toc atteso dell’87%, 90% a Ferragosto), sostenuto da una domanda italiana stabile. A Roma prevale la stabilità, con l’81,8% delle strutture senza variazioni nelle prenotazioni e un toc medio del 70,5%; Venezia mostra un toc in linea con la media nazionale (72,4%), in un mercato a prevalenza straniera del 94,7%. Per Confindustria Alberghi si tratta di un’evoluzione a cui il comparto sta rispondendo con strumenti di revenue management sempre più sofisticati, per continuare a cogliere appieno le opportunità di una domanda in crescita. Sul fronte delle prenotazioni, rispetto al 2025 oltre il 67% delle strutture segnala un andamento stabile o in crescita, in un contesto di progressivo accorciamento della booking window: quasi la metà degli operatori (47,8%) dichiara un anticipo di prenotazione minore rispetto allo scorso anno, a fronte di un 35% senza variazioni e di un 17,2% con anticipo maggiore. Anche sul lato della clientela il quadro è improntato alla stabilità: i due terzi delle strutture registra una domanda italiana stazionaria, mentre la clientela straniera – prevalente per il 58,4% degli intervistati – mostra una dinamica leggermente più vivace con oltre 1 struttura su 5 che dichiara una crescita.

Fonte TTG

Confindustria Alberghi: “Serve un’aggregazione”

“L’Italia oggi è al centro dell’attenzione degli investitori globali e questo è un ottimo segnale per tutto il comparto turistico italiano”. Elisabetta Fabri, presidente di Confindustria Alberghi Acquisizioni, guarda con soddisfazione ai dati di JLL Italia, che certificano l’incremento delle transazioni nel mercato dell’hospitality italiana e un interesse dei player internazionali che si sta espandendo al di là delle grandi città del nostro Paese. Le cifre del primo semestre parlano, infatti, di acquisizioni per 370 milioni di euro, di cui 200 milioni legati a progetti di riconversione immobiliare e quasi l’80% degli investitori istituzionali, dei private equity e dei family office, pronti ad aumentare la propria esposizione sugli hotel italiani nei prossimi 12-24 mesi.

Gli occhi degli investitori internazionali si stanno dunque appuntando sul nostro Paese – e questo è, lo ripetiamo, un bene -, ma a questo punto, continua Fabri, ci si deve fermare a riflettere su un dato di fatto: la frammentazione del nostro patrimonio alberghiero, una caratteristica tutta italiana. “L’Italia – sottolinea – è il primo Paese in Europa per numero di hotel, ma resta tra i mercati con la più bassa percentuale di penetrazione delle catene, con una prevalenza di strutture indipendenti e a conduzione familiare. È una ricchezza identitaria che va preservata, non ostacolata per evitare il rischio che la frammentazione del settore, unita a passaggi generazionali sempre più complessi, spinga molte imprese familiari a cedere il passo a capitali privi di qualsiasi legame con il territorio, anziché crescere e aggregarsi restando italiane”.

Crescere e modernizzarsi

Per questo Confindustria Alberghi torna a sollecitare l’introduzione di una misura che, attraverso la rivalutazione dei beni strumentali – materiali e immateriali, incluso l’avviamento – consentirebbe alle imprese alberghiere e termali di rafforzare i propri bilanci, attrarre capitali e affrontare i passaggi generazionali attraverso l’aggregazione. L’obiettivo è, quindi, quello di unirsi per arrivare a competere con i grandi gruppi internazionali mantenendo, però, anima e identità italiane.

“Una norma come quella contro la frammentazione dimensionale andrebbe esattamente in questa direzione – conclude Fabri -. Solo così potremo continuare ad attrarre capitali internazionali restando protagonisti, e non spettatori, della crescita del nostro settore”.

Fonte TTG ITALIA